December 2015

L'ingiusto anatema per Babbo Natale

San Nicola di BariNon conosco questo prete polacco che viene dal voivodato della Masovia e che, ormai da tempo, presta la sua azione pastorale in diverse parrocchie della Valle. Scelta che deriva, come noto, dalla crisi di vocazioni locali, che attira – ad adiuvandum il Clero locale – preti di diversa provenienza. Spetterà al Vescovo, monsignor Franco Lovignana, chiedere a don Zbigniew Kowalczyk, perché – pare con toni bruschi e dicono spalleggiato da qualche incauto catechista - abbia annunciato ai bimbi di Antey-Saint-André che Babbo Natale non esiste. Su altri aspetti, compresi quelli liturgici e pecuniari, mi pare che le spiegazioni della Diocesi si siano già avute con un comunicato stampa di ieri sera.

La Televisione del cibo

La tavola imbandita per NataleNon so se davvero la televisione sia o no lo specchio della vita, in cui si riflettono tante cose, che finiscono in fondo per essere modificate in modo grottesco, come capita vedendo la propria immagine negli specchi deformanti di un "Luna Park". Certo è che, basandosi il successo di un programma televisivo, sulla dura legge degli ascolti - ammesso certo che i sistemi di rilevamento siano credibili e non penso sia sempre così - questo significa che la spietata legge della domanda e dell'offerta regolamenta anche il mercato televisivo.
Per cui è inutile fare troppo gli schizzinosi, quando si discute fra amici di programmi più o meno "trash" (cioè spazzatura), perché certe discussioni finiscono per somigliare ai grandi interrogativi su perché la democrazia generi anche fra gli eletti dei corrotti o dei cretini, trattandosi di libera scelta di elettori che adoperano per farsi del male degli strumenti legittimi. Idem per i telespettatori ed è inutile fasciarsi la testa o ululare alla Luna, perché così è, anche se non ci piace.

La Valle d'Aosta e il contrario di re Mida

Il 'Re Mida' da un cartone classico della 'Disney'Capisco che oggi non sarò molto natalizio e mi atterrò di più allo spirito del Natale nei giorni a venire. D'altra parte l'appello ad essere buoni, caratteristico di queste ore, non vuol dire - almeno penso - essere omissivi o adeguarsi alla sagacia piemontese del rozzo, ma efficace «tant brau, tant piciu». Abbiamo visto, infatti, come il "buonismo" (come esibizione dei buoni sentimenti) - per restare in un campo che mi è familiare e visto il recente congresso del Partito Democratico valdostano - serva ad alcuni per giustificare alleanze politiche luciferine (al posto del "ni droite, ni gauche" esordisce "pas de droite, pas de gauche").
Confesso che ci sono giorni in cui non ho molta voglia di seguire le vicende valdostane. Questo avviene perché mi trovo nella spiacevole situazione di chiedermi: «oggi a che cosa toccherà?Quale altro passo si farà per colpire i cittadini valdostani e la comunità tutta intera?».

Immigrazione: capirsi per convivere

I Paesi scandinavi sono stati nel tempo i più generosi nell'offrire asilo alle persone in fuga da situazioni disperate nei loro Paesi d'origine.
Ricordo, però, nelle mi esperienze a Bruxelles come molti colleghi, espressione di quella cultura democratica e accogliente, spingessero molto sulla necessità che a diritti seguissero i doveri. Specie nell'uso della lingua di chi li ospita, ma anche sulla conoscenza della cultura di chi li accoglie, oltreché delle norme di Diritto cui attenersi.
Insomma: un'accoglienza consapevole che avesse in certi principi di integrazione un presupposto chiaro nel patto stipulato con chi arriva.
Ci pensavo leggendo sul "Corriere della Sera" un pezzo molto interessante di Luigi Offeddu.

Natale: regalo, dono, cadeau...

I regali di Natale sotto l'alberoLe parole vanno e vengono, appaiono e scompaiono, mutano di significato e possono essere usate come un dolcetto o come un veleno. Vale poi naturalmente - lo verificavo ieri - il fatto che, anche di fronte alle parole e alla loro espressività, «non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire», con tutto il rispetto per chi non ci sente davvero, essendo il detto riferito a chi ci sente benissimo.
Così è, nella linea di questi giorni e con il culminare del 25 dicembre, per i regali di Natale. Il termine regalo viene da "regalàre" verbo transitivo (secolo XV), che vuol dire "donare", ma vedremo come certe parole si incrocino. E' un prestito all'italiano da altre lingue romanze: dallo spagnolo "regalar - lusingare, far doni", in origine "festeggiare, far accoglienza" e dal francese "régaler - offrire un festino", da "galer - divertirsi" (esiste il termine "gala", in Valle adoperato dal Casinò) coll'uso del prefisso "re-".

Natale e la Musica

Efisio BlancCi sono materie in cui mi muovo a tentoni per manifesta incompetenza e dunque per occuparmene devo appoggiarmi a chi ne sa manifestamente di più. Ecco perché sono utili gli esperti, che servono a spiegare le cose anche a chi non abbia la profondità di conoscenze in certi campi. Per questo la saggistica alla fine è il mio leggere letterario preferito, che talvolta scelgo scandagliando argomenti che mi paiono del tutto ostici e dunque rappresentano una sfida maggiore di quanto sia già stato in qualche modo praticato e dunque conosciuto.
Ci ragionavo, intervistando sulla musica di Natale il Maestro Efisio Blanc, il cui curriculum nella musica è prestigioso, ma sa anche spiegarsi con la semplicità di chi, avendo gli argomenti sulla punta delle dita, è capace di mettere in fila argomenti comprensibili anche per chi non è troppo competente. Lo fa con sorriso, pacatezza e levità tutta musicale.

Pensare a Betlemme

Panoramica di Betlemme oggiIl presepe è sempre stato, per me, il presepe, inteso come una "pietra angolare" del Natale. Oggi mi sono impigrito e, a parte il muschio raccolto in zona strategica del Col de Joux, dove l'umidità fa crescere delle autentiche praterie, ho una Natività semplice e stilizzata, da "pronto impiego". Sembra passato chissà quanto tempo dal rito di andare a prendere in cantina i pezzi del "presepe grande", appositamente inscatolato con le figurine avvolte dalla carta per poi, pian piano, ricostruire la scena classica della capanna con i figuranti in cammino.
Quel che è davvero incredibile, pensando a quanto catechismo ho fatto, specie per la preparazione a Comunione e Cresima, è la constatazione che alla fine - nella semplificazione delle Sacre Scritture che viene operata per l'alfabetizzazione cattolica - mancano nozioni elementari di geografia che ci situino con esattezza gli scenari dove si sono svolte quelle vicende su cui si basano i fondamentali di questa nostra religione.

Se il Natale è natale

Buon Natale a tutti VoiEccoti, Natale. Sei un lampo nel corso dell'anno che - come un sofisticato fuoco d'artificio di quelli che lasciano a bocca aperta - ha una lunga preparazione e poi lo spettacolo scoppiettante e luminosissimo passa in un battibaleno. Ma resti rassicurante, arrivi e torni, sospeso come sei fra il passato dai ricordi nebulosi sino al susseguirsi delle stagioni della vita, che ti trasfigurano secondo i momenti e quello che siamo. Ognuno ha un album mentale da sfogliare e ritrova tante cose, comprese persone importanti che non ci sono più, ma che oggi tornano alla mente e sono con te.
Io oggi penso con affetto e gioia - non sia considerato un paradosso - a chi mi ha reso felice nei Natali del mio passato.

L'Europa e l'ossessione della Concorrenza

Margaret ThatcherSeguo con curiosità il nuovo fronte di polemica che Matteo Renzi ha lanciato contro il presunto e in parte reale strapotere della Germania in Europa e le parallele lamentazioni del presidente del Consiglio verso le Istituzioni comunitarie ed il lavoro di controllo effettuato dalla Commissione verso gli Stati sul rispetto dei Trattati. Nella logica già praticata più volte nelle sedi europee secondo la quale «la miglior difesa è l'attacco», Renzi - in evidente difficoltà per la crisi di alcune banche e le conseguenze sui risparmiatori coinvolti - ha scelto la strada popolare e guascona del sentimento anti-tedesco (ma Berlino si è fatta spazio anche nel vuoto altrui) e del livore anti-europeista di facile presa per riacciuffare pezzi di popolarità perduta, assieme - altro escamotage per piacere di più - ad una campagna interna di "taglio del nastro", saltando da una Regione all'altra, che da anni non si vedeva.

Il Clima pazzo

L'inquinamento di certi motori dieselLe situazioni parossistiche hanno l'utilità di farti riflettere e scuoterci dal torpore della normalità. A pochi giorni dalla chiusura della Conferenza di Parigi sul clima, finita meglio del previsto, sembra che le bizzarrie planetarie del tempo siano la miglior vetrina di quanto si è discusso per settimane: le stranezze meteorologiche, con certi fenomeni mirabolanti ci sono sempre state, così come sappiamo che ci sono stati periodi di grandi cambiamenti sullo stesso territorio (pensiamo al "via vai" dei ghiacciai nelle diverse ere in Valle d'Aosta), ma questa volta il quid in più è il collegamento fra le nostre attività umane ed i cambiamenti climatici progressivi e impattanti. Le nostre abitudini personali e collettive dovranno in qualche modo cambiare per evitare il peggio, che purtroppo è già in atto e basta mettere il naso fuori dalla finestra.

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