September 2015

La Luna rossa e grossa

Neil Armstrong mentre mette il piede sulla LunaQuesta notte, se il cielo sarà sgombro dalle nuvole e dunque lo permetterà, andrò a vedere la Luna, profittando del fatto che mi sveglio presto, come sanno i lettori affezionati di questi miei post pubblicati all'alba o poco prima.
Cosa capiterà da rendere la luna interessante? Quando saranno le ore 2.12 del mattino, l'ombra della Terra inizierà a offuscare la Luna e il fenomeno durerà per poche ore ed al culmine il nostro satellite si tingerà di un colore rossastro: da cui la definizione "Luna rossa" (c'è pure una canzone, in origine napoletana, famosissima) o, con tono macabro, "Luna di sangue".
Quella del 28 settembre sarà anche una "Superluna": l'eclissi avverrà infatti quando il nostro satellite si troverà vicino al perigeo (il punto più vicino alla Terra durante la sua rivoluzione attorno al nostro pianeta). Per questo motivo il disco lunare ci apparirà circa del 14 per cento più grande è da qui l'aggiunta di "super". E' questa coincidenza a rendere speciale l'appuntamento. La concomitanza di questi fattori non accadeva da più di trent'anni: l'ultima volta è avvenuta nel 1984 e ce ne sono state appena cinque nell'ultimo secolo. La prossima sarà nel 2033.

Indipendenza più vicina per la Catalogna

Tifosi indipendentisti del BarcellonaPer fortuna non ci sono solo cattive notizie, che ormai logorano ogni giorno la nostra pazienza, ma ogni tanto in certa desolazione spunta qualche fiore colorato, che non è solo un segno di speranza, trattandosi talora della metafora tangibile di qualcosa che diventa azione concreta per il cambiamento.
Ho seguito con emozione, perché conosco bene la loro realtà e seguo da tempo le loro vicissitudini politiche, le elezioni in Catalogna e l'esito mi fa dire: «ci siamo!»
Non è assurdo, come qualcuno potrebbe pensare, per un federalista europeo - quale io mi sento - convinto delle sue idee, sentire battere il mio cuore all'unisuono con chi spera nell'indipendenza del proprio Paese. Perché l'autodeterminazione è uno dei pilastri del federalismo e la sussidiarietà può tranquillamente riguardare il rapporto futuro fra un nuovo Paese, membro dell'Unione europea, anche senza la la Spagna. Madrid, per altro, dovrà rispettare la volontà maggioritaria di un popolo, senza negare l'evidenza o nascondersi dietro alle sentenze della Corte Costituzionale per annullare il diritto ad un referendum.

Quei furti odiosi che spaventano

Una camera da letto devastata dai ladriQualche anno fa, quando mio papà era ancora vivo, i miei genitori già molto anziani - nella loro casa sulla circonvallazione a Verrès - nel rientrare a casa dopo una breve passeggiata, trovarono, in pieno giorno, la porta di casa sfondata dai ladri, che - usciti di casa con calma sprezzante - fuggirono con un'auto di grande cilindrata alla loro vista, facendo perdere le loro tracce, probabilmente imboccando la vicina autostrada.
A parte la paura, trasformatasi in un latente stato di insicurezza e sospettosità che cambiò le loro abitudini, il passaggio per loro - come per tantissimi in questi anni vittime di furti o tentati furti e ho una triste aneddotica su molti casi - fu quello di trasformare la loro abitazione in un "fortino": dalla porta blindata ai sistemi d'allarme.

Nessun oblio per il federalismo

La sala a Cogne durante l'incontro sulla 'Constituante valdôtaine', lo scorso 10 gennaioHo cercato nel tempo di scavare dentro il federalismo per capire se questa forma di pensiero politico fosse davvero una sorgente utile per il futuro di piccole realtà politiche come la Valle d'Aosta. Il "Federalismo", con la "effe" maiuscola, non è un monolite: assomiglia semmai ad una montagna - che so il Cervino - che ha pareti diverse e a seconda di come la si guarda muta pure di fisionomia.
Quel che è certo è che nella piccola Valle si è masticato "pane e federalismo" più che altrove per una serie di ragioni concomitanti, rimanendo così sempre vivente, anche quando altrove di federalismo non si parlava più o se ne parlava pochissimo. Ciò dovrebbe valere anche per il dibattito politico in Italia di questi tempi, in cui dopo aver straparlato di federalismo (ben nota la bufala del "federalismo fiscale") si assiste, con il "renzismo", ad un ritorno dello Stato centralista nel solco di una personalizzazione della politica dal gusto autoritario, che non è nuova nella politica italiana.

Bernanos e l'ottimismo (renziano)

Un animo tormentato, anche politicamente, quello dello scrittore francese Georges Bernanos (1888-1948), che ha scritto parole illuminante sui pessimisti e sugli ottimisti, che forse faranno sorridere, ma devono anche far pensare.
Scrive Bernanos: «Le pessimiste et l'optimiste s'accordent à ne pas voir les choses telles qu'elles sont. L'optimiste est un imbécile heureux. Le pessimiste est un imbécile malheureux. Je sais bien qu'il y a parmi vous des gens de très bonne foi, qui confondent l'espoir et l'optimisme. L'optimisme est un ersatz de l'espérance, dont la propagande officielle se réserve le monopole. Il approuve tout, il subit tout, il croit tout, c'est par excellence la vertu du contribuable. Lorsque le fisc l'a dépouillé même de sa chemise, le contribuable optimiste s'abonne à une revue nudiste et déclare qu'il se promène ainsi par hygiène, qu'il ne s'est jamais mieux porté». (…)

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