September 2015

Peggio del "Titanic"

Una bandiera valdostana abbandonata in piazza Chanoux ad AostaSettembre è un "punto e a capo", il vero inizio di un periodo di ripartenza, molto più di quanto lo sia il passaggio previsto dal calendario fra un anno l'altro. Una volta per la Valle d'Aosta era anche l'occasione per qualche pensiero su sé stessa, ma la "Festa della Valle d'Aosta" del 7 settembre è morta in culla, malgrado le sue buone ragioni storiche e istituzionali, perché indicata in sostanza come «cosa inutile» avendo il torto primigenio, se si scava sulla soppressione, di essere una mia idea. Per altro ogni promessa di mantenerne i tratti distintivi in occasione dell'anniversario di fine febbraio dell'emanazione dello Statuto non è mai stata mantenuta.
Potrei elencare analoghe questioni, più prosaiche e meno simboliche, da mettere in evidenza come molte occasioni perdute, ma si è scelta la logica di cancellare idee e proposte, senza mai approfondirle per una logica di arroganza cieca e nociva.

Migranti e Europa

Migranti in UngheriaAl cittadino comune poco importa della selva di normative che ruotano attorno alla questione dei migranti. Mi par di capire, parlando con tante persone sul tema quale fonte di grande preoccupazione, che quasi tutti capiscono che la situazione attuale di assalto alle frontiere deriva dalle vicende drammatiche che investono molti Paesi del mondo, ma esiste anche la percezione di come in questo flusso dolente di persone che chiedono protezione dagli orrori e dalle angherie si inserisca un'immigrazione clandestina. Emerge poi la consapevolezza del fatto che a gestire tutti gli affari sia, come sempre, una connessione fra Mafie. Poi, più a pelle, esiste il desiderio di capire se e come verranno regolati i flussi e con quali logiche di accoglienza.

I partiti spiaggiati

Marco RevelliI partiti politici in Italia e pure in Valle d'Aosta, malgrado l'antica propensione locale alla passione per la politica che era spesso militanza, sono in crisi profonda, senza grandi eccezioni. Somigliano a cetacei spiaggiati che aspettano la fine o una soluzione liberatoria che li riporti in acque profonde per non morire, anche se è bene che chi gioisce di questa crisi profonda rifletta sul fatto che - piaccia o meno - la forma "partito", con tutti i cambiamenti necessari, resta per ora una dei capisaldi delle istituzioni. Per i pochi ormai che la leggono vale l'articolo 49 della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".
Ma la partitocrazia ha fallito e non c'è per ora stato nessun passaggio reale da una "Prima" ad una "Seconda" o ad una "Terza Repubblica" come si favoleggia. Malgrado alcuni cambiamenti sullo scacchiere della politica, con nuove formule spesso legate ad un leader interprete del fenomeno della personalizzazione della politica, i conti ancora non tornano e questo è dimostrato - cifra che nessuno può negare perché evidente elezione dopo elezione - dall'aumento del fenomeno dell'astensionismo ed il "non voto" così forte ha come principale evidenza il fatto che nella cabina elettorale, anzi sulla scheda elettorale, un numero crescente di cittadini non trova una forza politica che li soddisfi.

La Madonna di Polsi ad Aosta e la coda del Diavolo

La Chiesa fa la Chiesa e le Istituzioni pubbliche fanno il loro mestiere. Fingere che in Italia, Stato laico che da Costituzione è aperto a tutte le religioni praticate dai propri cittadini, il Vaticano e le gerarchie locali non contino sulla politica farebbe abbastanza sorridere, se non fosse altro che ci sono stati e ci sono ancora partiti esplicitamente confessionali e in tutti i partiti ci sono coloro che, anche in campagna elettorale e spesso a dispetto della loro collocazione politica, alzano la bandiera del loro cattolicesimo.
Così è il caso della Madonna di Polsi, la cui effige era presente in una messa apposita nel cuore del cristianesimo valdostano, la Chiesa di Sant'Orso. Meno visibilità certo rispetto a quando sfilò il 7 settembre in compagnia del Patrono della Diocesi, San Grato.

Quella vecchia signora

Un cartello che ricorda le regole del vestiario nei luoghi sacriE' la quotidianità che spesso ti riempie di pensieri e ti accorgi di come talvolta ti capiti di riflettere su aspetti che non avevi del tutto messo a fuoco e che ti appaiono nella loro ovvietà e ti stupisci di non averci fatto caso.
Viene da me, per una storia che seguii da amministratore, una vecchia signora. Ha toni e modi del tempo che fu, spiegando le sue ragioni con acume e precisione: mi guarda sempre dritto negli occhi. Lo fa assieme con grande educazione, ma anche con la sicurezza di chi ne ha viste tante e non si lascia prendere per il naso. Mi accorgo che passa il tempo, ma non interrompo il discorso, come magari avrei fatto in altre circostanze perché pressato da altre cose da fare, perché capisco che questo dialogo per la mia interlocutrice è importante e che il filo dei suoi pensieri - evidentemente preparato prima in modo diligente - sono una sorta di lezione fatta di serietà e buonsenso.
Sarà che sto invecchiando pure io e capita di pensare - se ci arriverò - al tempo che verrà, ma certi grandi vecchi li trovo straordinari e bisognerebbe avere più tempo per ascoltarli. D'altra parte che la vita sia un paradosso non è una scoperta originale: si passa una esistenza intera per imparare un sacco di cose, accumulandole e acquisendo nozioni e padronanza, e poi - quando sei maturo al punto giusto - il declino fisico e mentale arriva inesorabile.

Quando il vino è apparizione e malia

Il bicchiere di 'Châteauneuf du Pape'Scrivevo ieri della grande occasione che si ha nell'invecchiare sotto il profilo, non solo consolatorio, dell'esperienza che si accumula, tramutata nella famosa saggezza. "Saggio" viene dal latino "sapĕre - aver sapore, aver odore" ed "aver senno, intendere".
Sarà un ragionamento arzigogolato, ma come non pensare, a proposito dell'origine del termine, a come esso coincida - nell'evocazione di odore e di sapere - al vino, la bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del mosto d'uva che ci accompagna da un passato remoto. Prodotto poliforme per la varietà con cui è capace ad esprimersi, che copre ormai dal punto di vista produttivo tutti i Continenti e con il riscaldamento del Pianeta la vite ha raggiunto zone un tempo impensabili. Ma sia chiaro che l'Europa ha una profondità storica e di matrimonio con le cucine nazionali e locali che prevedono che i competitor possono vendere delle bottiglie ma raramente possono rivaleggiare con il terroir nel senso più pieno di certe zone.

La politica e le migrazioni in corso

Migranti alla stazione ferroviaria di BudapestUno dei compiti della politica seria è quella di equilibrare le spinte emotive dell'opinione pubblica, assumendosi la responsabilità di fronte ai grandi problemi che ci angustiano. Altrimenti la democrazia rappresentativa non serve e si può chiudere tutto, immaginando chissà quale formula decisionale. C'è chi ha preconizzato forme partecipative e di governo affidate al mondo del Web con formule di consultazione diretta. Chi frequenta la Rete, "social" compresi, sente sull'ipotesi una goccia di sudore sulla fronte, pensando a come certi spazi di libertà possono essere buttati via in troppe occasioni, specie da chi sceglie con la pancia e non con la testa. Ancora più grave per le decisioni politiche.

L'alpinismo e le ordinanze di divieto

Operatori del 'Soccorso alpino' valdostano in azione su un crepaccioIl filone delle responsabilità giuridiche specifiche in montagna (di chi ci va, di chi ci abita e ci lavora, di chi la amministra) è stato battuto in lungo e in largo dalla Fondazione Courmayeur, che ha avuto il merito negli anni di scavare approfonditamente nel tema, che fosse alpinismo nelle diverse versioni, sci sulle piste e fuoripista, impianti di risalita e eliski, sentieristica e ferrate, valanghe e frane e ogni altro aspetto. Ed è avvenuto nel complesso regolamentare e normativo: dal Comune all'Unione europea con la ricca giurisprudenza delle diverse giurisdizioni. Materia appassionante e utile.
Eppure ogni volta, essendo attività dinamiche, si trovano nuovi elementi di discussione, che si fa con vivace in un mondo della montagna - la punta di diamante è l'alpinismo dove i veleni non mancano mai - che non disdegna affatto le polemiche, anche le più virulente.

Le medicine e gli ipocondriaci

Un blister di 'Aspirina'Uso le medicine solo se è strettamente necessario, avendo sempre nutrito una certa sospettosità verso chi ne ingurgita senza problemi. Ho conoscenti che sono artisti del genere, passando con destrezza da una pillola a uno sciroppo, da una supposta ad una crema come dei prestigiatori, a causa di un'evidente ipocondria, che li vede vittime di molteplici malattie e pronti a infilarsi senza scrupoli in terapie consolatorie.
Alcuni amano analisi e accertamenti diagnostici nella convinzione che prima o poi queste malattie spunteranno. E' vedendo loro che ho sempre pensato che come dissuasore per certi eccessi di spese sanitarie, farmaceutica compresa, andrebbe spedito a domicilio a fine anno il costo per persona affrontato nei dodici mesi precedenti dalla Sanità pubblica. Sarebbe a vantaggio dei malati veri ed a demerito di chi spreca e gonfia costi che sono enormi e certi ulteriori tagli in preparazione non distingueranno purtroppo i bisognosi dagli spreconi.

Se una data passa inosservata

Umberto Di SavoiaLa Storia va evocata, celebrata e anche conosciuta. Essa passa attraverso documenti giuridici che si dimostrano fondamentali e di cui vanno comprese le ragioni e le conseguenze.
Così il 7 settembre 1945, Umberto di Savoia, luogotenente generale del Regno, allora quarantenne, a conclusione del lungo sodalizio fra Valle d'Aosta e Casa Savoia (la Valle un anno dopo votò per la Repubblica), firmò - segno di come le cose vanno e vengono - i due decreti, il numero 545 "Ordinamento amministrativo della Valle d'Aosta" ed il numero 546 "Agevolazioni di ordine economico e tributario a favore della Valle d'Aosta".
In sintesi: il primo sopprimeva la famigerata "Provincia di Aosta" allargata artificialmente dal fascismo al Canavese, costituendo - come discontinuità - una "circoscrizione autonoma" e prevedendo la ricostituzione dei Comuni, cancellando l'onta delle fusioni forzate e dei toponimi tradotti in italiano in modo grottesco.

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