August 2015

La manutenzione e il Piccolo Principe

Una versione 'pop-up' del libro del 'Piccolo principe'L'altro giorno, ascoltando in auto una trasmissione radiofonica, sentivo - a proposito delle vicende vergognose dell'aeroporto di "Fiumicino" - una verità tristemente valida: l'assoluta mancanza della cultura della manutenzione. Giorni dopo, percorrendo un bel sentiero attrezzato, lungo un canale ("Ru de la Plaine") fra Saint-Vincent e Châtillon guardavo boschi e prati attorno a me e constatavo come questa realtà parta ormai dall'abbandono delle campagne e da ogni forma di mantenimento di una natura che in "quattro e quattro otto" è ridiventata selvaggia senza la cura dell'uomo. E mi veniva in mente di quante volte certi sindaci della nostra Valle chiedevano soldi per nuove infrastrutture, non avendo poi uno sguardo sui costi di gestione conseguenti, ed ovviamente di manutenzione delle opere nuove, che sarebbero poi gravate sulle casse comunali. Fate un giretto a vedere certi fiori all'occhiello al momento delle inaugurazioni e li ritroverete, a dir poco, "sfioriti".

Il leone Cecil, gli altri animali e l'Africa

Il leone 'Cecil' con i due cacciatoriConfesso di aver avuto le mani che mi prudevano a vedere la faccia sorridente di Walter Palmer vicino al cadavere della sua preda con cui avrebbe arricchito la sua funerea collezione di trofei. Ricordo che si tratta del dentista del Minnesota che ha ammesso di aver ucciso "Cecil", il vecchio leone amatissimo nello Zimbabwe.
Lo ha ucciso come sarebbe capitato in un tiro a segno al "Luna Park" con il suo arco e le sue frecce, dopo averlo fatto uscire con un'esca di carne dalla zona protetta. Chi mi conosce sa che rispetto i cacciatori e la loro passione, ma questo tizio è veramente uno schifoso, che ha già fatto lo stesso con altri animali con quella caccia a pagamento che in certi casi non è niente altro che uno sparacchiare a colpo sicuro (come faceva nelle nostre vallate con camosci e stambecchi portati dai battitori davanti al suo fucile il "Re Cacciatore", Vittorio Emanuele II).

Si torna a parlare del Sud

Emanuele FeliceQuando al Parlamento europeo ed al "Comitato delle Regioni" si parlava del Sud d'Italia, nella logica della politica regionale e dei fondi comunitari da distribuire negli anni successivi, i colleghi più esperti di altri Paesi scuotevano la testa e ricordavano con crudezza e senza retorica quanto denaro - cui si aggiungevano gli investimenti ormai secolari dell'Italia - fosse già stato investito dall'Europa nel Mezzogiorno senza successo.
Il recente rapporto "Svimez" sul Sud è come le tombe di un cimitero: peggio della Grecia! Così Roberto Saviano, scrittore antimafia, nuova specie di intellettuale del Sud e ormai editorialista di successo, ha scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi una lunga e dolente lettera, chiedendo impegni precisi al premier.

Turismo e Alpi, ricordando Cervinia

La conquista del Cervino da parte di Edward Whymper in una stampa di Gustave DoréE' indubbio che la grande canicola di quest'estate 2015, che pare destinata a bruciare i record di calore da quando abbiamo le serie di rilevamenti climatici, favorisca alla fine la montagna estiva (non parlo del terribile scioglimento dei ghiacciai in atto, che è altra storia). Per quanto anche da noi le temperature siano molto elevate sino alle alte quote, per via di questi anticicloni africani, si sta sempre meglio che in pianura e questo fa sì che ci siano più turisti del solito che vengono a cercare un qualche refrigerio sulle Alpi.
In una Valle d'Aosta in cui l'economia soffre - di fatto l'industria si sta squagliando - il turismo resta un appiglio importante per il futuro. Ci sono molti libri che ne parlano, ricordando la storia di come i flussi turistici apparvero nell'orizzonte montano.

Democrazia parlamentare umiliata

Mi capita spesso di citare il costituzionalista Michele Ainis e la sua rubrica su "L'Espresso" da cui mi abbevero ogni settimana per le brillanti intuizioni, prevalentemente intrise da osservazioni giuridiche che riguardano le Istituzioni repubblicane. Il professore, come molti suoi colleghi del settore, non è per nulla tenero con il modo di governare del giovane Matteo Renzi.
Osserva nella più recente delle sue rubriche: «Il nostro premier viene continuamente messo in croce per l'eccesso di decreti, maxi-emendamenti, voti di fiducia. Vero: i decreti legge infiocchettati in diciassette mesi dal Governo Renzi sono trentasette, ci cadono addosso a settimane alterne. E quasi sempre il Parlamento è costretto a convertirli con una pistola puntata sulla tempia, perché l'Esecutivo chiede la fiducia. E no, non va bene, obiettano i puristi della Costituzione scritta: i padri fondatori regolarono i decreti come strumento eccezionale, mica normale. Così fan tutte, controbiettano i cantori della Costituzione materiale; ed in effetti Renzi non è il primo né l'unico ad abusare dei decreti legge. Per dirne una, nello stesso arco di tempo Monti ne aveva adottati quarantuno».
Si rassicuri Ainis, perché nel frattempo, anche questa settimana, c'è stata una fiducia in più...

Discoteca chiusa, polemica infinita

Una serata al 'Cocoricò' di RiccioneSeguo con curiosità la discussione che si sta sviluppando sulla decisione del Questore di Rimini di chiudere per quattro mesi - l'intera stagione, insomma - la famosa discoteca di Riccione "Cocoricò". Il provvedimento andrebbe letto, prima di essere commentato e io non l'ho fatto, anche se, scorrendo i giornali, si capisce che esiste un rapporto di "causa ed effetto", del genere la goccia che ha fatto traboccare il vaso, a seguito della morte di un sedicenne per un'overdose per una pasticca di "ecstasy" nel locale della costiera romagnola, luogo cult della "movida" di quelle zone.
Resta dunque una valutazione generale. Il dato di partenza, come sempre, è soggettivo. Ricordo da ragazzino quanto desiderassi ardentemente entrare in discoteca, al mare o in montagna, poco importava.

Nessuna strategia sui migranti

Migranti che cercano di nascondersi nei Tir a CalaisSui migranti che approdano in Italia via mare sulle coste del Mediterraneo e via terra attraverso i Balcani c'è chi scherza con il fuoco a tutti i livelli. Nel senso che il flusso continua e mancano delle politiche di risposta ad un fenomeno per nulla passeggero ma dai profili ormai epocali. L'Italia non ha una strategia nazionale in materia e questo si riverbera su tutti i livelli di governo, anche regionale e comunale, dove trionfa la logica del "fai da te". Idem per il quadro europeo, dove invece la normativa è vastissima, ma le emergenze fanno sì che ognuno si chiuda nei propri egoismi e a chi si trova con la "patata bollente" tocca risolversela alla fine in solitudine. Peggio ancora il livello internazionale, dove sono tutti bravi a far retorica ed a votare dichiarazioni mirabolanti, ma poi l'unica vera efficacia ce l’hanno le Mafie internazionali nel fare coi migranti una vera e propria tratta, degna dello schiavismo di un tempo (per altro fenomeno non del tutto sradicato).

Cambiamenti climatici: le Alpi non saranno sicure

Luca MercalliSeguo sempre con curiosità - e lo si vede anche da una certa periodicità nei "tweet" qui a fianco - la stampa svizzera. Non è solo, anche se sarebbe legittimo, un sentimento di viva simpatia per la Confederazione elvetica, specie quella parte romanda che tante somiglianze culturali ha con i valdostani, ma in più ci accomuna, con quello che è purtroppo ancora una frontiera, lo stesso territorio alpino. Quasi tutti i problemi concreti sono tali e quali ed è interessante vedere come vengono affrontati da loro con quella chiave federalista, attraverso una sovranità diffusa e una sussidiarietà praticata, che impregna le loro antiche istituzioni.
Così su "Le Matin" di questi giorni appare una polemica assai interessante, specie di questi tempi in cui - con il caldo incredibile di quest'estate - i cambiamenti climatici di cui tanto si parla da anni appaiono davvero a portata di mano con una vasta percezione popolare.

Napolitano e il ruolo dei senatori a vita

Giorgio Napolitano mentre esce di casaConfesso che quando ho letto la lettera sulle riforme istituzionali sul "Corriere della Sera", scritta dall'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sono saltato sulla sedia. Sarebbe come se il Papa emerito Benedetto XVI prendesse carta e penna e si occupasse di questioni che riguardano Papa Francesco, Pontefice in carica con pieni poteri.
Dice il senatore a vita Giorgio Napolitano: «La scelta è quella della natura del nuovo Senato con cui si intende porre termine alla stortura storica del bicameralismo paritario, dando vita a un Senato che rappresenti le istituzioni territoriali. Questa è la scelta di sostanza (al di là di aspetti procedurali da definire) che ha come suo conseguente e ineludibile corollario la esclusione di una elezione di futuri senatori a suffragio diretto e con metodo proporzionale. Questa scelta, e le conseguenze che essa implica, sono state decisamente sostenute e con dovizia di argomenti, da larga parte degli studiosi chiamati a dare il loro contributo attraverso le audizioni svoltesi in sede di Commissione».

La Via Francigena fra ieri ed oggi

Un cartello della 'Via Francigena'Ho scritto diverse volte della celebre "Via Francigena" che, come indicato dal nome stesso, definisce la via o le vie che "dalla Terra dei Franchi" consentivano, sin da epoca medioevale, ai fedeli d'oltralpe di giungere a Roma. Un percorso ancora più frequentato in occasione del "Giubileo", quando il Pontefice concedeva l'indulgenza plenaria in cambio del pellegrinaggio. Sarebbe bene pensare, a questo proposito, al fatto che l'ormai imminente "Anno santo", in questa occasione per un "Giubileo" straordinario, aumenterà i passaggi di viandanti lungo la Via, per cui bisognerebbe prepararsi.
Per altro, nel solco della tradizione, il più praticato dei valichi alpini resta il Gran San Bernardo, direttrice che portava i pellegrini lungo le strade consolari. In seguito alla diffusione del "diario di Sigerico", divenne un percorso a tappe. L'abate Sigerico, nominato vescovo di Canterbury nel 990 da Papa Giovanni XV, proprio per ricevere l'investitura ottenuta, dovette scendere a Roma. Il percorso è niente altro che cronaca del cammino e delle ottanta località da lui attraversate per andare da Canterbury fino a Roma.

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