July 2015

La difficoltà di dirsi europeista

Un gabbiano tra la Grecia e l'EuropaOrmai l'Europa sta "sulle scatole" quasi a tutti. E' come un'epidemia che dilaga e rispetto alla quale c'è poco da fare. Per chi, come il sottoscritto, si sente - malgrado tutto - un europeista convinto, pur sperando in una Unione diversa dall'attuale, il compito è arduo. Ormai, piuttosto del solito "resistere, resistere, resistere" (espressione usata da Vittorio Emanuele Orlando, presidente del Consiglio dopo la batosta di Caporetto), ci sono occasioni in cui lascio perdere per non farmi il fegato marcio. Specie se gli interlocutori si lanciano nelle solite litanie disinformate e populiste contro le quali ci vorrebbe tempo e toccherebbe spendere molte energie. Talvolta l'impresa sarebbe titanica o inutile, come lavare la testa agli asini (operazione in cui si perde tempo e sapone).

Il turismo alpino che cambia

Mucche al pascolo in estateStiamo entrando nel periodo più propriamente turistico e, come sempre capita, si passerà una parte dell'estate a discutere al capezzale del turismo montano per capire andamenti e comportamenti. Si vive di dati, ammesso che siano davvero provanti con il vecchio metodo di arrivi e presenze, e poi di valutazioni più o meno soggettive, che alimentano un dibattito infinito, in cui alla parte quantitativa bisognerebbe sempre di più - come qualcuno cerca di fare con il "Prodotto interno lordo" - aggiungere elementi qualitativi.
Cercando elementi per una trasmissione radiofonica in corso, mi sono imbattuto in un articolo molto interessante di Michele Corti, professore di zootecnia di montagna e ruralista, che sviluppa con grande sagacia un ragionamento sulle possibilità turistiche per il mondo rurale con particolare riferimento a quel fenomeno della monticazione in alta quota, che è l'alpeggio.

La Corte Costituzionale e l'ordinamento valdostano

L'ospedale regionale 'Umberto Parini' di AostaA seguire le sentenze della Corte Costituzionale sulla Valle d'Aosta, in questo ultimo periodo ma ciò è valido sul complesso delle decisioni assunte dalla Consulta a partire dall'inizio del suo lavoro (organo previsto dalla Costituzione del 1948, ma diventato operativo - nella solita logica all'italiana - solo sette anni dopo), può venire un vago senso di malessere. Sembra di viaggiare su di un ottovolante di "Gardaland" con - come diceva Lucio Battisti in una canzone scritta con Mogol - «le discese ardite e le risalite» e quindi notizie buone a tutela dello Statuto speciale o grandi batoste, come avvenuto ancora di recente sulla solidità dell'ordinamento finanziario. Sempre di più il Giudice delle Leggi sembra intenzionato a dare "un colpo al cerchio e un colpo alla botte" e ci sono stati pronunciamenti che sono avvenuti con il misurino in una logica di equidistanza, talvolta vagamente pilatesca.

Aspettando la Grecia

Propaganda economica per il 'no' al referendum grecoDomani i Greci voteranno se accettare o meno le proposte dell’Unione europea. Anzi, così semplifico troppo, perché la domanda sulla scheda che verrà consegnata ai cittadini, in questa consultazione avvenuta tambour battant, è esattamente la seguente: «Deve essere accettato il piano di compromessi proposto dalla Commissione europea, il Fondo Monetario internazionale e la Bce all'Eurogruppo del 26 maggio 2015, composto da due documenti che costituiscono l'intera offerta? Il primo documento si intitola "Riforme per il completamento del programma corrente e oltre", il secondo "Analisi preliminare della sostenibilità del debito"». Due le possibili risposte proposte, con una curiosa inversione nella normale sequenza, difatti c’è prima il «no, non accetto» e poi il «sì, accetto».

Il caldo dell'estate

Un ghiacciolo, piacevole strumento per combattere la canicolaL'importante è dirsi la verità: sul tempo - inteso come "meteorologia" (che poi in sostanza viene dal greco "cose del cielo" ed a quello ci rifacciamo ogni mattina naso all'aria) - siamo dei rompiballe. Se piove piove, se nevica nevica, se c’è il vento c'è il vento, se fa caldo fa caldo. Nel senso che ormai siamo assorbiti da una sorta di perpetua lamentazione, di cui queste ore in cui si boccheggia sono espressione mirabile. Così come il solito epilogo con certe piogge serali che d'improvviso arrivano sulle nostre montagne e viene in mente il verso di Eugenio Montale:
«In quest'ora che s'indovina afosa.
Sopra il tetto s'affaccia
una nuvola grandiosa»
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Connessione: necessità e diritto

Il logo 'wifi' su un'apparecchiatura elettronicaSarà pur vero che l'estate potrebbe servire a disintossicarci un pochino dall'uso eccessivo degli smartphone e di apparecchiature consimili con cui abbiamo a che fare in tutto il resto dell'anno e che riempiono una parte della nostra vita, tanto da farci chiedere come facessimo prima ad occupare i medesimi spazi...
I turisti, lo dico anche per me quando sono in vacanza, vogliono una connessione Internet facile e di buona qualità, senza cadere - specie all'estero - nelle forche caudine delle compagnie telefoniche, che applicano tariffe che talvolta sono da capogiro anche per quantitativi assai modesti di byte per chi navighi.
Mi riferisco in particolare al "wi-fi" (che non è un acronimo e non ha alcun significato particolare, ma semplicemente rappresenta il marchio commerciale utilizzato per indicare sin dall'inizio la tecnologia), che consente con il "wireless" (dall'inglese senza fili) una comunicazione tra dispositivi elettronici.

"Mafia Capitale" lambisce la Valle d'Aosta?

L'insegna 'Vivenda - La Cascina' nel capannone di ArnadOgni tanto ci si domanda se in Valle d'Aosta si verrà mai a capo di certi fatti o ci si debba rassegnare a vivere in un "porto delle nebbie", dove non si riesce mai a svelare certe storie od a capire a fondo il ruolo di personaggi che agiscono sulla scena e sarebbero meritevoli di essere compresi nella complessità d'interessi che si celano alla vista.
Per cui chi dubita o si preoccupa per la legalità finisce per essere bollato come uno che "rompe le balle" o vaneggia per chissà quale meccanismo di invidia o gelosia. Pare sempre meglio adeguarsi e rifarsi al generale conformismo, anche se poi voci e sospetti si agitano ovunque, ma mai appaiono disvelati, come se l'apparenza idilliaca non dovesse essere turbata in nome di chissà quale "ragion di Stato". Strano clima, che certe volte è parso come una calma prima di una tempesta, che poi non è mai arrivata e quelle che ci sono state in passato sono il ricordo di pochi, perché l'oblio ha una sua dolcezza e comodità. Un quieto vivere, insomma.

Gelatai alpini

Il classico gelato al cioccolatoPare che il caldo terribile di questi giorni sia destinato ad attenuarsi, ma intanto picchiato ha picchiato duro, prefigurando cosa vorrà dire, se non ci sarà serietà sul riscaldamento globale e le sue conseguenze, mettere le Alpi dentro un forno.
In queste ore credo tutti abbiano goduto con gioia dei gelati. Viviamo in uno strano mondo: quando ero bambino, in pieno boom economico, la grande libidine era passare dal gelato artigianale al gelato confezionato. Oggi anche i gelati confezionati fingono un'origine artigianale e quelli davvero artigianali prosperano in un'indiretta polemica con i prodotti industriali. Tutto cambia, insomma. Dando per scontato che i due capisaldi della mia vita sono stati il gelato artigianale di quando ero molto piccolo dalla Signora Vinzia, lattaia e gelataia di Verrès, quando i due mestieri erano interconnessi e poi il ricordo - con quell'odore di salsedine che mi torna nelle narici, depositato com'è in un angolo della memoria - i prodotti della gelateria "Romolo" di Porto Maurizio, Imperia, quando si passava dal gelato con la famiglia come mondanità serale, ai gelati consumati autonomamente come senso di affermazione adolescenziale.

Cantieri, cantieri!

Il cantiere sulla ss26 a Saint-VincentNon c'è alcun dubbio che le strade vadano tenute in ordine e che lavori di miglioria e manutenzione siano necessari e comportino disagi per i cittadini, specie per chi è costretto a viaggiare come pendolare per lavoro. Certo è che non bisogna abusare della pazienza e della sopportazione e nell'epoca dell'informazione globale esiste un diritto all'informazione e un dovere a fornirla.
Questo è il caso della "Statale 26", la strada che percorre la Valle d'Aosta dall'inizio alla fine lungo il fondovalle. Diversamente da Trento e Bolzano, qui non si è scelto - malgrado personalmente lo ritenessi utile - di far trasferire alla Regione (nel modello di riferimento alle Province autonome) la strada più importante, come è avvenuto con le statali delle vallate laterali, oggi regionali. Sarebbe stato logico farlo - con gli opportuni trasferimenti statali specie per i lavori essenziali - per avere una visione unica e strategica e pure delle economie di scala.

Formaggi senza latte?

Un vero formaggio di plasticaCapisco che a parlare di formaggi non sono obiettivo perché li considero una vera delizia. Ricordo di recente un ristorante, "Baud et Millet", a Bordeaux dove ho mangiato un pasto a base di soli formaggi. La scelta di quali gustare avviene di persona nella sottostante e suggestiva "cave" con 140 formaggi di tutto il mondo da scegliere con il proprio piatto (e coltello) in mano. Un rituale di grande godimento. Analoga gioia, ma con formaggi solo piemontesi, l'ho provata, poco tempo fa, di fronte al carrello dei formaggi a "Al Sorriso" di Soriso (Novara) con Angelo Valazza (la moglie Luisa è la chef in cucina) che di ogni formaggio racconta la storia avvincente. In Valle d'Aosta ricordo il piatto di formaggi - cinquanta assaggi! - con cinque bicchieri di vino adatti alla bisogna al "Café Quinson" di Morgex.
Ma anche sui formaggi bisogna stare all'erta come delle sentinelle. Pensiamo alla notizia nella sua crudezza, che ha suscitato un vespaio in tutta Italia, con annesso rigurgito anti-europeista. La Commissione europea ha inviato una lettera all'Italia per chiedere la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari, previsto da una legge nazionale che risale al 1974.

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