November 2011

Omaggio alla vita

Il cimitero, luogo di ricordo e meditazioneLa vita e la morte hanno una loro simmetria. Sono i confini entro i quali ogni essere umano passa il proprio tempo sulla terra. Con la sicurezza che il capolinea è per tutti, senza distinzioni di sorta e senza scadenze finali fissate con certezza.
Poi dove si vada a finire è oggetto di discussione e ognuno dice la sua, che sia una religione o una filosofia. Io ammiro chi ha convinzioni granitiche e immagina come andrà a finire quell'ultimo passo.
Fatto sta che oggi si festeggiano i morti. Esiste qualcosa di triste e assieme gioioso in questo frequentare i nostri cimiteri, spesso bellissimi. Mi è capitato di entrarci per ammirarli fuori dai periodi come questi di punta ed è un esercizio istruttivo su come il ricordo familiare diventi memoria della comunità.
E' il culto dei morti un omaggio rituale e antichissimo, come mostrano le tombe di tutte le civiltà che hanno forgiato la civilisation valdôtaine nei millenni.
Chi pulisce una tomba, chi mette fiori o dice preghiere, chi riflette a capo chino, chi insegue i suoi ricordi, chi sale sulle scale verso i loculi più alti, chi sosta di fonte ad una tomba semplice e chi ostenta cappelle più o meno costose.
Si tratta sempre della stessa umanità che onora il passato e che, pensando ai morti come atto di omaggio, onora - loro tramite -  la vita.

Capire Renzi

Talvolta non capisco bene dove voglia andare con i suoi "rottamatori" il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
L'homo novus del centro-sinistra, dotato di carisma personale e di un'evidente verve che catalizza i media, si pone come una sorta di "Pierino la Peste" verso i vertici del Partito Democratico.
Lo fa anzitutto con una polemica generazionale contro i "vecchi", anche se qualcuno osserva che pure lui, con i suoi 36 anni, non è proprio un ragazzo e che certi atteggiamenti guasconi, come la difficile difesa di una cena ad Arcore con Silvio Berlusconi avvenuta mesi fa «per parlare di Firenze», sono utili per i suoi molti avversari.

Che botte!

La preoccupazione di un addetto alla BorsaE' stata una strana festività quella di oggi. Le Borse aperte hanno scandito la giornata e una cappa di preoccupazione è calata come una nebbia fitta, dopo la scelta sbagliata del premier greco, George Papandreou, di annunciare un referendum popolare di ratifica dei recenti accordi, che di fatto avevano bloccato l'ineluttabile fallimento della Grecia.
Bella riconoscenza e monito per chi, per evidente ignoranza, predica la democrazia diretta che in certi casi rischia di far tutto sprofondare nel baratro.
I tecnicismi contano poco, ma è la sostanza che preoccupa. Se tutto va male, l'Italia va peggio. Se va peggio non è un caso, ma ciò è dovuto alla scarsa credibilità di Silvio Berlusconi. E dunque, se ci fossero buonsenso e regole, non sarebbe la maggioranza posticcia alla Camera a congelare la situazione, avendo l'interesse a scuotere essa stessa l'attuale immobilismo o si può usare quella parolina usata, in una voluta logica generale per "bon ton" istituzionale dal Quirinale, che è stata "inadeguatezza".
Ed invece il centro-destra persevera in una difesa d'ufficio a diverse gradazioni: si va dai "giannizzeri" - ma che faccia che hanno in televisione! - che sono legati mani e piedi al destino del Capo; e, all'opposto, i silenti che tacciono in attesa di capire dove tirerà l'aria.
Sarebbe bene rifletterci anche da noi in Valle e evito di ripetermi, non considerandomi affatto una "vox clamantis in deserto".

In Friuli uno sconto carburanti

L'ormai dimenticata Carte vallée"Dal 1° novembre fare il pieno in regione costerà di meno, grazie all'entrata in vigore dei contributi per l'acquisto di benzina e gasolio che saranno stabiliti nella misura di 12 e di 8 centesimi al litro.
Il contributo verrà quindi aumentato rispettivamente di 7 e 4 centesimi al litro per i residenti e per le Onlus dei comuni montani o parzialmente montani, individuati come svantaggiati o parzialmente svantaggiati. Un ulteriore incremento di 5 centesimi al litro verrà riconosciuto se il veicolo è dotato di un motore a emissioni zero in abbinamento a quello a benzina o gasolio"
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Questo è quanto è scattato in Friuli-Venezia Giulia e leggo che lo "sconticino" a breve salirà per tutti di 4 centesimi al litro.
A fare i calcoli non è una grande cifra di risparmio per ogni "pieno",  ma certo il risparmio di qualche euro va apprezzato e quel che conta moltissimo è il principio, che una volta stabilito assume un valore generale.
Infatti la nuova legge del Friuli era stata "attaccata" dal Governo alla Corte costituzionale con la stessa motivazione con cui erano venuti meno i "buoni" in Valle, all'epoca non difendibili in quanto frutto di detassazione non consentita dall'Europa.
Mentre la Corte - rispetto allo sconto alla pompa per i cittadini e le Onlus e non per le imprese, alimentato con parte della tassazione sui carburanti introitati dalla Regione autonoma - ha affermato  che "il rimborso al consumatore di una quota del prezzo del carburante non è in grado di influire sull'ammontare della tassazione assolta dai soggetti passivi dell'accisa, né conseguentemente di ledere le disposizioni comunitarie di armonizzazione dei livelli di tassazione"
Avevo già segnalato la sentenza come meritevole d'attenzione e ora va seguita questa fase applicativa. E' sempre bene vedere, con la necessaria umiltà, cosa fanno altri a parità di condizioni.

Le difficoltà di decidere

Silvio Berlusconi al 'G20' di CannesLa giornata di ieri è stata scandita dalle indiscrezioni sul contenuto "lacrime e sangue" del decreto legge che sarebbe giunto al calar della sera.
Neanche il regista degli horror, Dario Argento, avrebbe potuto far di meglio: dal prelievo forzoso sui conti bancari al ritorno dell'Ici, dai condoni plurimi alla patrimoniale secca e una serie di altre novità per dimostrare all'Europa che facciamo sul serio. Tutto ciò per permettere a Silvio Berlusconi di andare a Cannes, al "G20", senza la sgradevole sensazione di essere ormai come i vecchietti che da tutta Europa svernano nella cittadina mediterranea lungo il celebre lungomare della Croisette.
Come in un film scadente, la suspense si è sciolta con un incolore comunicato stampa: "la Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 20.40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta. 
Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato in via straordinaria, ha esaminato un complesso di misure urgenti a sostegno della economia italiana nello scenario di una sfavorevole congiuntura che sta investendo l'Europa. A seguito degli indirizzi da parte della "Banca Centrale europea" e delle intese raggiunte nell'ultimo vertice dell'Unione, il Consiglio ha in particolare approvato un maxi emendamento al disegno di legge di stabilità che recepisce sul piano normativo gli impegni assunti dal presidente Berlusconi nella sua lettera all'Unione europea del 26 ottobre scorso"
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Insomma: niente decreto legge, diventato maxi-emendamento per la legge di stabilità, e nessuna "misura forte" su nessun fronte. Immagino che l'Unione europea assista preoccupata a questi effetti annuncio vuoti di contenuti in cui si ripetono slogan della serie: vendite degli immobili, liberalizzazione delle professioni, semplificazioni amministrative....
Un rosario ripetitivo in politichese ormai ammuffito.
In questi giorni la televisione propone uno spot del "Corriere della Sera" su un libro che, a cadenza settimanale e con grandi personalità della Repubblica, verrà venduto con il giornale. E viene ripetuta una frase di Alcide De Gasperi che qui ho già trascritto in passato: «un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione».
L'attitudine corrente e dannosa è quella solo di contare i voti e alla fine si paga il prezzo di una logica solo elettoralistica.

La foga dell'acquisto

La vetrina del negozio di abbigliamento di AostaLa vendita straordinaria o la liquidazione totale sono definizioni di iniziative promozionali che funzionano sui consumatori. Fanno scattare qualcosa di atavico, un relais che passa attraverso le logiche profonde del commercio e cioè, sin dalla notte dei tempi, non si scherza con lo scambio di merci, l'acquisto di prodotti, il mercanteggiare come espressione sociale. Il mercato di paese resta l'espressione classica di quanto detto e l'outlet ne è la rappresentazione posticcia, perché ambientata in un villaggio artificiale.
Confesso, per altro, che personalmente già la parola "saldo" mi incuriosisce, forse perché mia madre - parsimoniosa come tutti i liguri - mi trascinava da bambino per negozi in epoca di sconti e questo "imprinting", alla ricerca della convenienza, mi è rimasto.
Certo in epoca di ristrettezze, le svendite hanno ancora maggior successo perché in pochi sfuggono al desiderio di incappare in un affare. I soldi diminuiscono e tutti cercano di comprare spendendo meno e si tratta di un comportamento legittimo. 
Ci pensavo di fronte all'affollamento per le vendite a prezzi ribassati in due negozi importanti, "Canonico e Vacchina" ad Aosta e "Sabolo" a Saint-Vincent. Sono stati letteralmente presi d'assalto con una foga collettiva che conferma l'assunto. Io ho comprato, ergo c'ero.

Un Ministro in tournée

Il ministro Matteoli a Courmayeur con amministratori e politici localiLa visita in Valle del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, fatta in un altro momento, non mi avrebbe ingenerato alcun sospetto. Guardando alla storia recente della nostra Regione si possono ricordare decine e decine di tournée ministeriali di questo genere ed è ovvio che il Popolo della Libertà locale "esibisca", come facevano una volta in particolare i democristiani, i loro "pezzi da novanta". Ciò serve a corroborare - immagino - le ragioni dell'alleanza scelta dall'Union Valdôtaine negli ultimi mesi del berlusconismo e sulla cui opportunità sarà ormai la storia a pronunciarsi.
Vien da sorridere, invece, di questa visita per una serie di ragioni. La prima sono le rassicurazioni del ministro sul finanziamento della funivia del monte Bianco già in costruzione con fondi regionali, quando nei cassetti del Ministero giacciono richieste su temi davvero strategici come gli investimenti che in Valle vanno fatti per la difesa del suolo e le vicende di Genova, che magari erano meritevoli di una visitina del Ministro, dimostrano come i soldi spesi per evitare i danni da frane e alluvioni siano fondamentali con i cambiamenti climatici che accelerano certi eventi. 
Il secondo è quasi offensivo: il ministro "scopre" la "Chivasso - Aosta" ed annuncia tavoli per la ferrovia, quando basta dare risorse e concretezza alla norma di attuazione varata mesi fa e di cui non si sa più nulla negli aspetti applicativi del tutto indispensabili.
Terza considerazione: Altero Matteoli arriva e promette mentre Silvio Berlusconi è ormai con le spalle al muro e, se hanno ragione i giornali di oggi, sfiduciato persino dai suoi fedelissimi, immagino preoccupati da sondaggi che puniscono il centro-destra (il "commissariamento" dell'Italia del "Fondo monetario internazionale" ed i controlli occhiuti della Commissione europea sono una tragedia).
Una scelta dei tempi incredibile per fare promesse come se tutto fosse tutto normale e persino grottesca, pensando che Matteoli è lo stesso che nei giorni scorsi ha continuato a dire, mostrando un sano realismo, che il ponte di Messina è una priorità...

Cosa resta da fare

Una panoramica dell'alluvione del 2000La lezione dell'alluvione del Duemila è stata, oltre ai costosi lavori di ripristino, di messa in sicurezza e ai sistemi d'allerta la mappatura in fasce di rischio del nostro territorio regionale. Un lavoro lungo e accurato.
Oggi possiamo dire che esiste una maggior consapevolezza e l'organizzazione regionale e comunale di Protezione civile hanno raggiunto un buon funzionamento. Facciamo gli scongiuri, con la pioggia battente di oggi, ma diciamo che i dieci anni trascorsi dalla tragedia di dieci anni fa sono stati impegnati proficuamente.
Vedo solo due problemi ancora. Il primo riguarda le previsioni meteorologiche, oggi strumento fondamentale per prevedere e pianificare emergenze e interventi. La scienza ha fatto passi da gigante e se penso a trent'anni fa alle previsioni di Mario Pozzo, figlio del celebre commissario tecnico della Nazionale, vien da sorridere per gli sforzi ancora artigianali dell'epoca. Tuttavia, malgrado le disponibilità tecnologiche e le maggiori dotazioni di personale, la Valle non si è mai dotata di un sistema, di un modello studiato appositamente per il proprio territorio. Intendiamoci: tutti i modelli esistenti comprendono la nostra Regione, ma una modellistica specifica, che andrebbe costruita appositamente, amplierebbe la bontà previsionale.
In secondo luogo: i cittadini, tranne chi è in zone delicatissime soggette ad allarmi, non sanno bene come comportarsi in caso di necessità. Si tratta di questioni elementari ma indispensabili, che per ora non sono state curate a sufficienza, compresi i modelli informativi indispensabili per essere corretti con le notizie diffuse nei momenti delicati.
I cambiamenti climatici accentuano una pericolosità già esistente nelle nostre zone montane e ogni miglioramento è necessario.

La macroregione alpina

Una panoramica satellitare di parte dell'euroregione 'AlpMed'Il termine «macroregione» mi ha sempre fatto venire l'orticaria. La Lega degli esordi, influenzata dalle tesi di Gianfranco Miglio, vagheggiava un'Italia divisa in tre macroregioni: Nord, Centro e Sud. Oggi si indirizza verso una "macroregione padana". Se sulla prima, anche con interventi in aula alla Camera dei deputati, avevo chiarito che ai valdostani non sarebbe piaciuto perdere la propria autonomia speciale inseriti in un Nord vago e comunque milanocentrico, idem oggi per la "Padania".
La Valle d'Aosta non è padana, ma alpina e, se vogliamo proprio essere puntigliosi, "intramontana" (la definizione è nota  «Vallis Augusta… est provincia non ultra nec citra, sed intra… Alpium montes collocata»).
Semmai  è da seguire con attenzione - e per questo domani sono a un incontro politico sul tema presso la Baviera a Bruxelles - un'idea di una "macroregione alpina", adoperando una nozione nuova nel linguaggio comunitario, complementare e non alternativa alle Euroregioni di area alpina, come la nostra "AlpMed". In Europa - e in questo caso non ho l'orticaria! - esiste già una "euroregione baltica", tra poco dovrebbe essere approvata quella danubiana e si sta lavorando perché venga creata un'"euroregione adriatico-ionica".
Di "territorio alpino" esistono oggi due diverse perimetrazioni: una vastissima del famoso "Spazio alpino" di "Interreg e un'altra più ristretta della "Convenzione alpina"
In area germanica l'autorità di gestione di "Spazio Alpino" immagina un ruolo politico di coordinamento di un'eventuale nuova "macroregione alpina". Con i francesi battaglierò per riportare in politica la discussione e il coordinamento dell'iniziativa, lavorando su di un'area geografica ragionevole e su una regia politica leggera che tenga conto delle Euroregioni "storiche" a cavallo delle Alpi.
Non siamo di fronte ad una fantasia o una bizzarria: in epoca di crisi, senza creare sovrastrutture complesse, è bene dialogare fra simili, quali sono i popoli e i territori alpini. In fondo si ritrova in questa idea - "mutatis mutandis" nel contesto dell'Unione europea - quel "État des Alpes" che Émile Chanoux immaginava come una sorta di estensione della Svizzera dopo la tragedia del nazifascismo.

Amore allo stato puro

Ragazzi nel centro di AostaOsservavo ieri, all'ora della uscita dalla scuola, nei pressi della stazione ferroviaria d'Aosta, nugoli d'adolescenti nella paralisi del traffico nei minuti immediatamente successivi al suono della campanella.
Un movimento caotico pieno di leggerezza e allegria di questi giovani sospesi nella loro beata giovinezza come farfalle, come bolle di sapone, come note musicali.
Ai tempi della crisi, che ci ingrigisce nelle preoccupazioni quotidiane e nelle incertezze che si ammucchiano in una politica italiana che oscilla tra dramma e barzelletta, certi spettacoli - che sono poi la quieta quotidianità - sono una consolazione.
Di adolescenti ne ho due, irritabili e umorali, come da copione alla loro età. Li vedi crescere e sono assieme bambini e adulti, trasparenti e problematici, affettuosi e rivendicativi. Ci sono tratti eterni di questa condizione giovanile e ci sono anche aspetti nuovi che ogni generazione si trova a vivere. Nel loro caso vivere come minoranza in una società invecchiata con una televisione onnipresente e Internet che crea un mondo parallelo e loro sembrano, con la nostra complicità di genitori, proteggersi dal mondo, avendo niente a che fare con il ribellismo che avevano noi, pur con tanta ingenuità, da ragazzi.
E noi adulti di oggi stiamo giocando loro un brutto scherzo.
Rischiamo di non lasciarli in santa pace godersi la loro vita nascente e effervescente per la naturale e protettiva angoscia, piena di apprensioni, che ci attanaglia.
Cosa li aspetta? Qual è il testimone che dovremo consegnare loro? Come impostare studio e lavoro per conciliare gusti e speranze con il mercato del lavoro per il loro futuro? Come esprimere le preoccupazioni di oggi ma in un quadro realistico che li stimoli senza creare dell'ansia?
Forse sono davvero problemi che ci creiamo noi per loro e non dobbiamo annacquare la loro voglia di vivere con le nostre preoccupazioni, pur generate da amore allo stato puro.

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