June 2011

Hanno bombardato la luna...

Una ventolina estivaSpetterà agli esperti spiegarci i dati di questa strana primavera, torrida anzitempo e poi, sino a queste ore, proprio al limitare del solstizio che sarà fra due giorni, con piogge e umidità.
Nella sua banalità, questo della meteo resta un must nelle "conversazioni usa e getta" (segnalo, tra le novità collegate, il «quest'anno ci sono un sacco di mosche» ed «ormai in Valle c'è sempre il vento», che un recente interlocutore mi ha spiegato essere dovuto ai bombardamenti effettuati dalla "NASA" sulla luna per cercare l'acqua...).
Noto nel vippometro di queste chiacchiere da macchinetta del caffè o da bar avanzare due temi: la vacanze estive e le scelte in proposito di ciascuno; il post Berlusconi che moltiplica gli analisti politici e mi pone, per i miei trascorsi, nell'imbarazzante situazione del «spiegaci tu che sai».
Essendo la politica italiana come la fisica quantistica per la sua complessità crescente, corrispondente ad una sorta di desertificazione delle idee, opto ormai per la "busta A", le vacanze.
Il vantaggio che deriva dalle mie cinquantadue estati è l'ampio ventaglio di luoghi visitati e relativa aneddotica. Mare o montagna?

Di lotta e di Governo

Un pittoresco leghistaPontida ha espresso con chiarezza le contraddizioni della Lega: voler essere nello stesso tempo un partito di lotta e un partito di Governo. Le due cose, alla lunga, stridono perché un piede non può stare in due scarpe e i militanti, caricati come molle, saranno ormai stanchi di somigliare ai coniglietti della "Duracell", che battono inutilmente sul loro tamburo.
Se tutta questa fedeltà a Silvio Berlusconi è stata collegata al sedicente federalismo fiscale - che appare, negli slogan, già "passato in cavalleria" - allora davvero la montagna ha partorito il topolino e lo scarso bottino non può essere rilanciato dal povero slogan dei Ministeri al Nord.
Umberto Bossi resta un leader, ma è stanco e malato e c'è persino qualche cosa di crudele nel pretendere da lui, a volte purtroppo incomprensibile per le offese ricevute dall'ictus che ha subito, maratone oratorie che prevedono forma fisica e lucidità.
Ma i partiti personalisti, che ruotano attorno ad un solo leader, prevedono un culto della personalità e solo il grido «secessione!» che veniva dalla folla sembrava davvero aprire un abisso con le cautele di Bossi e dei suoi Ministri. Così decenni di "celodurismo" sono resi mosci dalle continue minacce contro il Cavaliere che ogni volta si sgonfiano.
I partiti autonomisti e territoriali campano di militanza e di sogni e di "differenze" rispetto agli altri partiti, quelli "nazionali". Sopravvivono ai passaggi di generazione se il leader di turno dialoga all'interno del partito e evita di soffocare l'"idem sentire" che fa da collante in un partito di raccolta.

AAA federalismo cercasi

Alcuni leghisti fanno proposteE' nei momenti bui che bisogna guardare con speranza al futuro. Viviamo una strana epoca, certo di transizione, i cui esiti sono indeterminati. La tentazione è quella di aspettare, stando sulla difensiva. Quando il contesto non è convincente, questa è una possibilità: si dice che il tempo è galantuomo, per cui non ci si dovrebbe sbagliare. L'importante nell'attesa è di non finire ricoperti dalle ragnatele.
Allora - visto dalla Valle d'Aosta - questo gran parlare di riforme e riformette mi induce ad un pensiero solo: ripartire dalle federalismo, termine inflazionato e distorto e che, anche nel nostro dibattito politico, è finito sullo sfondo.
Per evitare di trovarci sommersi da federalismi di vario genere, sarebbe bene che l'Union Valdôtaine battesse un colpo e mi premurerò di manifestare questa esigenza contro una logica soporifera che tutto avvolge "en attendant Godot".
Capisco che la logica è proprio quella di stare fra "color che sono sospesi", non disturbando fra l'altro i nuovi amici del Popolo della Libertà, per cui bisogna essere come scoloriti e insapori. Io credo, invece, che - a vantaggio anche del centro sinistra che prima o poi tornerà perché la ruota gira - sia bene posizionarsi con chiarezza e far capire che, nel mercato della politica, il nostro "prodotto tipico" è il federalismo, come derivato da una serie di pensieri e azioni dei nostri "maîtres à penser".

Viva i walser!

Un nonna walser con la nipotina in abiti tradizionali (foto da walser-cultura.it)Per parecchie settimane è andata avanti su "La Stampa", nello spazio delle lettere, una polemica davvero inutile sulla fondatezza dell'esistenza o meno della comunità walser come minoranza linguistica.
Sono stato tirato in ballo come presentatore e autore materiale, quando ero deputato, di quella norma che ormai figura dal 1993 nel nostro Statuto speciale e che dice all'articolo 40bis: "Le popolazioni di lingua tedesca dei Comuni della Valle del Lys individuati con legge regionale hanno diritto alla salvaguardia delle proprie caratteristiche e tradizioni linguistiche e culturali. Alle popolazioni di cui al primo comma è garantito l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole attraverso gli opportuni adattamenti alle necessità locali".
Ritengo che sia un bel testo, assai equilibrato, che colma l'assenza nella nostra Costituzione regionale di un riferimento doveroso alla minoranza germanofona, la cui particolarità è evidente e non ha bisogno di essere dimostrata. Per me è stato anche un modo per omaggiare la mia bisnonna, che era una walser.
Successivamente, occupandomi della legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche (la 482 del 1999) ho "completato" la tutela anche alle vallate piemontesi, dove vive parte della comunità walser, visto che all'articolo 2 si legge: "In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princípi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo".
Fra le popolazioni germaniche ci sono, come da successiva applicazione, anche i walser con le loro parlate particolari che nella norma statutaria, per una scelta precisa come risulta dagli atti parlamentari di allora, sono state "agganciate" all'apprendimento anche della lingua tedesca.

Maturità

Studenti impegnati nell'esame di maturitàMamma mia, senza che me ne sia accorto, sono passati trentatré anni dal mio esame di Maturità!
L'ho dato ad Ivrea al "Liceo Classico Carlo Botta": lo spauracchio era il greco scritto (venne proposto un brano di Aristotele "L'uomo essere sociale" e la gran parte, me compreso, non capì una mazza), mi venne cambiata la mia materia e feci un bel bagno nel lago Sirio dopo l'orale.
Oggi sono in ritardo con la rubrica perché volevo vedere le proposte della prova scritta d'italiano per baloccarmi su che cosa avrei fatto.
Cominciamo con che cosa non avrei scelto: il commento della poesia dedicata sulla città di Lucca di Giuseppe Ungaretti, gli spunti sul tema "Amore, odio e passione" con brani di Giovanni Verga, Gabriele D'Annunzio ed Italo Svevo, così come l'evocazione del grande fisico Enrico Fermi, la cui storia è certo appassionante.
Divertenti la traccia su "Siamo quello che mangiamo?" e la frase - dedicata alla televisione ed ai social network - di Andy Warhol sul quarto d'ora di notorietà che non si nega a nessuno.
Alla fine avrei scelto lo spunto "Destra e Sinistra" e i giovani in politica con frasi di autori assai diversi fra loro o, più probabilmente, la riflessione sugli anni Settanta, partendo da una sollecitazione di un autore che amo molto, Eric Hobsbawn, creatore della definizione "Secolo breve" del Novecento.
Purtroppo resta un esercizio intellettuale ed è interessante rilevare che gli argomenti previsti alla vigilia, come quasi sempre è avvenuto, non ci sono nei testi "veri".

Riforma fiscale

Nella mia vita, dal punto di vista fiscale, sono sempre stato un lavoratore dipendente e lo sono, più o meno, dalla primavera del 1979.
Questo vuol dire che negli anni sono stato spremuto come un limone dal Fisco. Uso scientemente la maiuscola perché se lo Stato centralista per un federalista è un orrido Moloch (dalla divinità che per antonomasia chiede un sacrificio assai costoso), l'amministrazione fiscale lo è per definizione, specie quando - come avviene per i dipendenti - il prelievo è "alla fonte" e ciò rende impossibile qualunque eventuale libidine da evasione fiscale.

Forza, Annibale!

Un quadro che ritrae l'impresa di AnnibaleDi Annibale Barca, originario di quella Cartagine che si trova nell'attuale Tunisia, sappiamo che cosa ci è stato raccontato dagli storici romani, come Polibio e Tito Livio, perché la storia la scrivono sempre i vincitori.
Di lui, che ho maledetto all'epoca delle versioni di latino nei testi che lo riguardavano, si parla sempre con grande rispetto e ammirazione sia perché un nemico sconfitto può essere esaltato, sia perché Annibale doveva essere davvero una personalità straordinaria.
Momento culminante della sua carriera, visto da noi abitanti delle Alpi ma credo che la vicenda immaginifica la si insegni in tutto il mondo, è il famoso passaggio con truppe ed elefanti - i carrii armati dell'epoca! - avvenuto nel 218 avanti Cristo (esiste persino un sito Internet). Certo, l'itinerario preciso di accesso e il colle alpino esatto di passaggio restano una disputa fra storici, ma è bene dire che mai è stato ritrovato uno scheletro di un elefante o qualche oggetto che dia una qualche certezza.
Comunque sia, affrontando la sfida, pare che Annibale abbia sostenuto: «Noi troveremo una strada, oppure ne apriremo una nuova»
Trovo che la frase, anche se fosse stata inventata per romanzare il personaggio, abbia una sua forza ed è buona per tutti gli usi. Rimane interessante l'idea che, in caso di mancanza di strade già esistenti o se la strada percorribile risultasse pericolosa, sia necessario cercare "nuove" strade, anche se può essere scomodo o rischioso.
Un ottimo viatico anche in politica.

Una vita per i diritti civili

Marco PannellaE' da qualche tempo che non incontro Marco Pannella, leader storico del Partito Radicale, cui mi lega un rapporto di stima sin dall'inizio della mia avventura in politica a Roma e poi a Bruxelles. Con me ha quasi sempre parlato in francese, avendo tra l'altro da parte materna antiche ascendenze vallesane che lo hanno reso perfettamente bilingue.
Ho visto Marco invecchiare, chiassoso e assieme umbratile, grande oratore e donchisciotte per ogni causa (talvolta "persa") dietro l'angolo o nel mondo intero nel nome dei diritti civili. Vi assicuro che questo suo attivismo ne ha fatto uno dei politici italiani più conosciuti e rispettati e di questi tempi, in cui parlare di politica italiana all'estero ti espone agli sberleffi, non è poca cosa.
Ma in Pannella si evidenzia una mania crescente: ora e sempre digiuno, con il ripetersi di innumerevoli scioperi della fame e della sete, sempre con l'ausilio delle sigarette (ricordo a Bruxelles la sua incazzatura quando non vennero più vendute le "Celtique" per eccesso di nicotina!).
Anche in questi giorni sta rischiando la pelle per protestare contro la terribile situazione delle carceri. Ha fatto bene il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a rendergli omaggio e a dirgli di smetterla di rischiare la pelle. Ma forse Pannella, per quel "côté drammaturgico" da vecchio goliardo, spera proprio di morire così con un "coup de théâtre" sul palcoscenico della politica.

Sulle intercettazioni

Un sistema per intercettare le telefonateLe intercettazioni telefoniche o ambientali sono adoperate in tutti i Paesi civili da parte della Magistratura come supporto alle indagini. Chi pensasse di mettere la "mordacchia" a questo tipo di attività in Italia, magari sull'onda di inchieste "scomode", sbaglierebbe di grosso. L'uso eventuale del decreto legge sarebbe un fatto abnorme, ma penso che il Quirinale lo abbia già detto forte e chiaro.
Ciò precisato, vorrei ribadire il mio pensiero: troppo spesso, anche nelle pubblicazioni di intercettazioni di questi giorni, appaiono dialoghi privi di qualunque interesse penale in violazione di elementari diritti di riservatezza.
Questo avviene perché dialoghi trascritti ininfluenti in tutto o in parte (e per questo ci dovrebbero essere i celebri "omissis") finiscono nei fascicoli del Pubblico Ministero o nei fascicoli processuali e questo è il mezzo per averne una diffusione massiccia, pur in assenza di reati che ne giustifichino la pubblicità.
Difendo la categoria dei giornalisti che pubblicano certe registrazioni, perché chi sbaglia non è chi diffonde la notizia ma semmai chi consente all'informazione di ottenere del materiale che ha caratteristiche private, certo interessantissime per capire "l'aria dei tempi" e il "profilo sociologico" di quel mix politica-affari che fa ribrezzo (per cui è sempre bene parlarne e non "insabbiare"), tuttavia alla Magistratura spetta - e certo nella rete qualche pesce resterà - perseguire i reati e non tratteggiare comportamenti, benché moralmente censurabili.

Ricordi come cianfrusaglie

Alcune lucciole tra i fili d'erbaLa lucciola l'ho vista di nuovo: pulsava l'altra sera, volando a zig zag, in una serata calda ad Issogne.
Ricordo da un rifugio d'alta quota sul Monte Rosa quel mare di nuvole sulla pianura sottostante e il sole sulle cime.
Ero seduto la notte alla Galeazza d'Oneglia, in una spiaggia di ciottoli, ascoltando il rumore della risacca.
In un bosco a Pila, in un giorno caldo d'estate, riparato sotto un albero al fresco, studiando i movimenti di una colonna di formiche.
Primavera: gli sci che graffiano la neve trasformata, in un "muro" fuoripista dalla pendenza vertiginosa, a Champoluc.
Quel cielo stellato nell'atollo delle Maldive in cui non riconosco nulla del poco che so delle stelle del "nostro" cielo.
La luce abbagliante, in piena notte, del sole di Mezzanotte in Lapponia.
Gli attimi della vita appaiono e scompaiono nei ricordi, finendo come cianfrusaglie di un ferrovecchio in qualche neurone del cervello a confermarti non solo - banalmente - che "tempus fugit" (il tempo fugge) o "carpe diem" (cogli l'attimo), ma che la vita è fatta di figurine e siparietti che messi assieme danno un risultato dinamico e di flusso, di cui siamo gli unici custodi.
Con Louis Aragon: "il est permis de rêver. Il est recommandé de rêver. Sur les livres et les souvenirs. Sur l'Histoire et sur la vie".
Il che, in fondo, è un elogio all'invecchiamento come stratificazione dei ricordi, maturazione delle letture e voglia crescente di capire la Storia e le storie...

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2019 Luciano Caveri