December 2010

Fiat lux!

Il sole cala prima durante il solstizio d'invernoIl Natale e dintorni è una gran fatica e alla "carica" dei giorni precedenti segue una certa spossatezza. 
L'aspetto più arduo credo derivi per tutti dalla tremenda maratona gastronomica e confesso anche - immagino sia un fatto più soggettivo - che provo, fra Novembre e il Natale, un certo fastidio per le giornate così brevi, strette tra l'alba e il tramonto. Non è per nulla un caso che il Natale si sia sovrapposto ad una serie di festeggiamenti preesistenti, perché è il periodo in cui il buio smette di dilagare e c'è da gioirne.
E anche quest'anno la clessidra ormai è stata girata! 
Su questo non ci sono dubbi, perché il giorno più corto dell'anno è quello del solstizio invernale che cade, smentendo ormai il detto sul 13 dicembre "giorno più corto che ci sia", il 21 dicembre, come è avvenuto quest'anno, o il 22, come sarà proprio nel 2011.
Questo è dovuto alla riforma gregoriana del calendario nel 1582, perché prima, dando ragione al detto su Santa Lucia, il solstizio cadeva attorno al 12-13 di dicembre.
Insomma - "Fiat lux!" - con il lento e consolatorio ritorno della luce.

Caleidoscopio 28 dicembre

Spazzole per i capelliSiamo giunti, nel pieno delle vacanze natalizie, all'ultima puntata del settimanale radiofonico "Caleidoscopio", in onda negli spazi di "Rai Vd'A" ogni martedì poco dopo le 12.30 e che è condotto in studio da Christian Diémoz.
La prima intervista sarà a Domenico Palombo, chirurgo vascolare valdostano recentemente nominato "membre étranger" della "Académie Nationale de Médecine" di Parigi, prestigiosa istituzione scientifica di cui fece parte il celebre Laurent Cerise.
L’altro ospite della puntata, invece, sarà il coiffeur di tendenza Andrea Pramotton, dal quale sentiremo l'evoluzione delle capigliature anche in vista del veglione di Capodanno.
Michela Ceccarelli, nella sua rubrica, dirà dei cento anni dalla prima edizione del noto almanacco "Messager Valdôtain" e lo spazio "Un libro, un disco" sarà dedicato, nel commento di Diêmoz, alla raccolta di poesie "La somma di una vita" di Raffaele Caputo, in libreria per i tipi di "Roger Sarteur Editore". L’appuntamento è sulle frequenze di "Radio1" nello spazio di trasmissione regionale.

Occhio agli impianti

L'arrivo della seggiovia Bontadini a Breuil CerviniaE' necessario definire il futuro delle società d'impianti a fune in Valle, ormai tutte pubbliche dopo l'ingresso fra le "partecipate" regionali del Breuil-Cervinia e di Courmayeur, le uniche due stazioni valdostane private, considerate dall'Unione europea, per le loro dimensioni, di rilevanza internazionale.
I famosi orientamenti europei in tema di "aiuti di Stato", che trattai alla fine direttamente con il Commissario Mario Monti, consentirono alla Valle di mantenere una generosa normativa di sostegno al settore, ma con una serie di "paletti" da rispettare che sono ancora in vigore.
Nel frattempo - e senza deroghe particolari - lo Stato ha definito in modo sempre più stringente le responsabilità di amministratori di società pubbliche in deficit e impedendo forme di ricapitalizzazione per società "partecipate" in rosso. Sappiamo come il settore degli impianti lo sia per ragioni strutturali.
E' vero che «fatta la legge, trovato l'inganno» ma il tema, al di là dei rischi delle trattative con Bruxelles, deve essere l'occasione, pensando che oggi ci sono automatismi di responsabilità contabile quasi automatici, per capire chi sta in piedi e chi no e soprattutto per operare forme vere di coordinamento fra gli impianti, mirando al risparmio e non creando ulteriori costose sovrastrutture, specie in tempi di "vacche magre" per lo sci.
Già da molti anni si ragiona sull'argomento ma le spinte europea e nazionale obbligano all'azione e provvedimenti transitori non migliorano i conti.
In gioco c'è il turismo invernale.

L'oblio del passato

Uno sciatore in una foto d'antanHo a casa delle belle foto di famiglia dello sci alpino a Pila negli anni Trenta, che offrono l'immagine di un'attività ancora d'élite. 
Nel trentennio successivo lo sci si affermerà, conclusa l'epoca pionieristica, come uno sport in grande espansione, autentico fenomeno sociale di massa, che modificherà profondamente l'alta montagna e nel trentennio ancora successivo, di cui sono stato buon testimone, il sistema turistico nel suo insieme si è stabilizzato con le stazioni attuali con la sua scia di trasformazioni. 
Se potessimo tornare indietro di cento anni - e lo scrivo per percepire la velocità e la vastità dei cambiamenti avvenuti - troveremmo ancora nelle valli turistiche di oggi un mondo rurale e contadino che conviveva con la neve, considerandola null'altro che un accidente stagionale da cui guardarsi per i rischi incombenti delle valanghe.
I ritmi di quella vita sono stati stravolti nel giro di poche generazioni e oggi l'alta montagna non ha nulla a che fare con i silenzi, la solitudine, gli spazi lasciati alla natura e il montanaro di allora non c'è più.
Non c'è in questa constatazione nulla di nostalgico e nessun rimpianto, perché quella era vita grama, ma l'importanza di come e perché tutto sia cambiato talvolta non riusciamo a trasferirla ai nostri ragazzi, che perdono pezzi di storia fondamentali per la nostra comunità per capire dove sono, sapendo da dove vengono.

Viva l'Italia!

La lettera dell'Agenzia delle EntrateAlexis ha meno di due settimane di vita e lo Stato italiano si fa vivo con lui, addirittura - come se fosse maggiorenne o almeno alfabetizzato - con una lettera che risulta dalla busta indirizzatagli personalmente.
Che sia da lasciare intonsa almeno sino alla prima elementare?
Speravo che qualcuno gli scrivesse una letterina di benvenuto, magari indirizzata ai genitori, come facevo quand'ero deputato e poi Presidente, oppure che gli venisse spedita la tessera sanitaria, come avvenuto con il pregevole "libretto sanitario" dato in Maternità.
Niente da fare: il suo primo interlocutore pubblico è l'Agenzia delle Entrate che ribadisce quanto già avvenuto all'ufficio anagrafico in ospedale, vale a dire che il piccolino è dotato di codice fiscale.
Non di cittadinanza o di riconoscimenti degni di uno "Stato di Diritto", no lo "Stato-Nazione" vuole dirgli subito e con chiarezza che cosa interessa davvero: essere contribuente!
A lui, che pare più interessato da latte, sonno e cacche, ho comunicato il suo codice fiscale.
Mi pare abbia sorriso, come ringraziamento per la considerazione. La firma è appunto CVRLSR10T16A326Y...

Io sono un pastore sardo

Una manifestazione dei pastori sardiOggi mi sento un pastore sardo.
Mi riferisco a quel centinaio di manifestanti che volevano andare a manifestare a Roma contro la grave crisi del settore ovino e invece sono stati bloccati a Civitavecchia dalle forze di polizia. Una scelta incredibile, pensando che una manifestazione romana, da che mondo e mondo, non la si nega a nessuno e dunque i pastori sardi diventano, purtroppo per loro, protagonisti di una storia nuova, una sorta di censura preventiva anti-manifestazione.
Il caso dei produttori di latte della Sardegna mi colpisce. Non solo per la struggente bellezza della montagna sarda dove lavorano queste persone, ma perché la loro protesta - con chi nell'isola fa formaggi tipici con latte proveniente dal "Continente" (come i sardi chiamano il resto del mondo) - potrebbe essere un giorno la protesta di quella agricoltura che rischia di non essere più competitiva con le grandi agricolture di pianura, dove i costi sono inferiori e nel caso del latte questo consente di avere un prodotto a prezzi stracciati.
La nuova "Pac - Politica agricola comunitaria" potrebbe avere su realtà "marginali", come la stessa Valle d'Aosta, esiti terribili. Noi, per ora, siamo ancorati ai positivi obblighi del disciplinare della "Dop - Denominazione di origine protetta" della "Fontina", che obbliga all'impiego di latte locale, ma il rischio che certi fondi compensativi di origine europea scompaiano su scelta sciagurata di Bruxelles pesa come un macigno sul futuro del nostro già zoppicante settore dell'allevamento.

La luce nella vita

Caro Alexis,
visto che l'Agenzia delle Entrate, come racconto in un post, ti ha scritto per comunicarti il tuo codice fiscale, ho pensato che non sarebbe stato male che tuo papà ti scrivesse a pochi giorni dal tuo arrivo e giuro che eviterò il rischio della retorica melensa che circonda i neonati.
Ciò non significa affatto che io non sia ancora pieno di emozione, come è giusto che sia. La nascita, anche se da un po' di tempo le biotecnologie ne stanno lentamente limitando la poesia, resta un evento straordinario e ho avuto il privilegio di viverlo per te come già per i tuoi fratelli.

iPad e Wi-Fi

Il mio sito sull'iPadDiavolo di uno Steve Jobs! Il mio primo vero computer è stato un "Apple Macintosh" regalatomi da Eddy Ottoz, quando era nel suo lavoro un precursore-diffusore dell'informatica.
Vi assicuro che l'utilizzo di uno strumento del genere era una vera emozione e c'era un che di stupefacente nel progresso per chi aveva avuto ancora a che fare in prima elementare con inchiostro e carta assorbente. Ancora oggi mi beo dei progressi tecnologici proprio perché appartengo ad una generazione che ha vissuto l'intera evoluzione o meglio la rivoluzione ancora in corso, travolgente, della società digitale. Questo Mac venne poi sostituito, dopo averlo spremuto, con una serie di altri "Apple", prima di essere risucchiato dalla logica PC.
Ma poi, insinuante, l'Apple - con la sua caratteristica melina - è tornato nella mia vita con l'iPhone, che nella sua evoluzione ha dimostrato incredibili performance, diventando - ci sto scrivendo sopra - un indispensabile strumento di lavoro, almeno finché la vista terrà...
Steve per stravincere ha inventato il fratello maggiore iPad: si tratta di un'evoluzione che, pur senza la telefonia tradizionale, offre prestazioni interessanti e facili anche per chi non ha familiarità con il computer.
Babbo Natale mi ha portato l'iPad e da un primo utilizzo conferma quanto immaginabile: uno strumento multiuso e adattabile a seconda delle competenze e dunque flessibile come un elastico.
Pur avendo una piccola "sim", la sua vera vocazione a stelle e strisce è quella di collegarsi ai wi-fi, ma si sa che queste reti via radio sono state rallentate in Italia dal decreto Pisanu, finalmente abrogato nel "milleproroghe".
Al momento, però, manca chiarezza sulle regole future.

Incredibili aumenti

Il bivio sulla A5 all'uscita di AostaSe si scorrono gli aumenti tariffari in vigore da domani sulle tratte autostradali in Italia, si va dal nulla di fatto della "Asti - Cuneo SpA" con lo 0,00 % all'incremento che peserà anche sui valdostani della "Quincinetto - Torino" della "Ativa SpA" con il 6,86 %.
Su di una tratta di montagna simile alle nostre, la "Autostrada del Brennero SpA", l'incremento sarà dell'1,39 % ed è limitato anche l'aumento sulla "Autostrada dei Fiori SpA" in Liguria con il 4,70 % (simile anche l'incremento per la "Sitaf" in Val di Susa), sapendo che ci sono analoghi problemi manutentivi con gallerie e viadotti.  
Totalmente fuori media sono la "nostra" autostrada "Rav SpA" (Aosta - Monte Bianco) con il 14,15% e la "nostra" "Sav SpA" (Quincinetto - Aosta) con un iperbolico 18,95 % a conferma purtroppo di tariffe elevatissime.
Uso le virgolette "nostra" perché in realtà la prima è dei Benetton e la seconda dei Gavio, i due principali gruppi gestori di autostrade in Italia, essendo la quota regionale minoritaria e di fatto ininfluente.
Un tema antico, che mostra come la vigilanza dell'Anas sulle strutture in concessione sia una barzelletta e il tutto è peggiorato dal fatto che anche il sistema delle statali (26 e 27) è in mano, con pessimi risultati in investimenti e manutenzioni, all'Anas e dunque una Regione autonoma, come storicamente è avvenuto per la ferrovia, ha l'asse principale di comunicazione stradale in mano allo Stato e ai concessionari privati.
Un "peccato originale" dell'autonomia, di cui ho spesso parlato nella mia attività politica, ma che sta diventando intollerabile.
Certo, dell'aumento contingente, deve occuparsi alla ripresa la Commissione competente del Consiglio Valle di cui sono membro. A difesa degli aumenti, da parte dei concessionari, saremo travolti da tabelle, bilanci e automatismi negli scatti.
Ma il tema purtroppo è più vasto ed è tutto politico e riguarda la nostra autonomia. Non a caso, almeno sulle strade statali, le Province autonome di Trento e Bolzano si sono "liberate" dell'Anas.

TREINADAN!

Il tabellone del countdown a Saint-Vincent"Ogni anno se ne va e non torna più. 
Il passato, a ricordarsene, è più bello del presente, come il futuro a immaginarlo.
Perché?
Perché solo il presente ha la sua vera forma nella concezione umana; è la sola immagine del vero; e tutto il vero è brutto!"

Scriveva così, con il suo proverbiale pessimismo, Giacomo Leopardi nel suo "Zibaldone".
Non condivido l'idea che il presente sia brutto, ma che il passato e il futuro siano più belli nel ricordo e nelle speranze lo credo davvero.
E credo anche che ogni anno abbia delle sue caratteristiche che lo rendono peculiare per ciascuno di noi.
Gli auguri sono di prammatica con il caratteristico TREINADAN, che evoca il latino "strena", il regalo - l'étrenne, la strenna - di buon augurio.

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