August 2010

Il segreto del critico enogastronomico

Edoardo Raspelli in cucinaSono un grande ammiratore di Edoardo Raspelli, che seguo da anni su "La Stampa" e di tanto in tanto in televisione. La sua verve di critico enogastronomico - e anche di recensore di alberghi - mi pareva piantata su radici solide.
Questa sera, nel corso di un "laboratorio del gusto" della "Maison Bertolin" alla "Festa del lardo" di Arnad, ho avuto modo di conoscerlo e di capire da dove deriva quel taglio rapido ed efficace dei suoi articoli.
Raspelli è stato un giovanissimo cronista nei giornali di provincia e poi si è trovato, altrettanto giovane, a lavorare a Milano come cronista di nera negli anni Settanta, seguendo le tragiche vicende del terrorismo.
In parallelo ha cominciato a scrivere di ristoranti, portando quello stile di cronista che ha fatto la sua fortuna e che rende un piacere la lettura dei suoi commenti.
Ormai - mi raccontava - testa circa 150 ristoranti l'anno e lo fa mangiando davvero. Per questo ha dovuto operarsi allo stomaco per contrastare gli eccessi di peso come... rischio professionale.
Conosce bene la Valle, i suo prodotti e buona parte della nostra cucina e dei ristoranti che ha recensito con arguzia per gli articoli e per la sua guida.
Scriverà dei fratelli Vai che ha visitato nel loro locale di Saint-Marcel, ritrovando uno chef, Paolo Vai, di cui ha seguito gli spostamenti fin dai tempi dello straordinario "Cavallo Bianco".
Ricordo ancora quando festeggiai lì la mia assunzione in "Rai" nel 1980 e i miei amici carogne ordinarono vini mirabolanti e - Franco Vai me lo ricordava ancora di recente - quando mi presentarono il conto da capogiro io sbiancai e rimasi senza fiato ma con grande aplomb compilai un assegno.

La necessaria armonia

Partecipanti alla 'Mangialonga'Tutta l'estate valdostana è stata percorsa da una polemica tutt'altro che nuova concernente il rapporto fra le sagre organizzate dalle "Pro Loco" e il sistema dei ristoranti locali. L'accusa lanciata da questi ultimi è quella di una concorrenza sleale e ora la polemica è destinata a rinfocolarsi con la decisione della Regione di finanziare una parte delle sagre per renderle "ecocompatibili".
Oggi sono stato con amici nelle Langhe per la "Mangialonga" di La Morra, che permette una lunga passeggiata, con tappe dall'aperitivo al dolce, che consente di godere del panorama collinare e delle straordinarie vigne e di gustare - e soprattutto di bere - i prodotti del territorio.
I numerosissimi stranieri, da tempo legati a questa zona del Piemonte, sono la cartina di tornasole del successo del turismo enogastronomico e culturale, che la Valle giustamente valorizza con tante iniziative locali e con il marchio dei "Saveurs du Val d'Aoste", che è stato studiato e applicato con serietà e chi scrive il contrario non sa cosa dice.
Ecco perché, essendoci spazio per tutti ed essendo necessaria l'armonia per dare il meglio, sarebbe bene mettersi attorno ad un tavolo e trovare accordi utili per soddisfare tutti, dando un'occhiata a cosa di buono viene fatto in altri territori, pur sapendo che ogni modello deve da noi fare i conti con le nostre esigenze e originalità.

Risanamento del bestiame

Una mucca autoctonaQuando di un certo tema d'attualità si occupa la Magistratura, è necessario scrivere con cautela, ma non vorrei neppure far finta che la notizia non esista. Mi riferisco all'inchiesta sul risanamento del bestiame che sta per sfociare nella fase processuale.
Credo di essere fra i pochi, per caso, che ha sempre seguito lo sviluppo delle due grandi malattie del bestiame (tubercolosi e brucellosi) nella nostra Valle, dove il patrimonio bovino ha un'importanza capitale per il settore agricolo.
Il caso sta nel fatto che quello del "risanamento" è stato uno dei lavori principali che ha occupato mio papà veterinario dagli anni Cinquanta sino al suo pensionamento. Se penso a Sandro, mio padre, lo ricordo immerso nei suoi registri, Comune per Comune, dove appuntava - con la sua scrittura tutta a punte - stalla per stalla e animale per animale i progressi, spesso altalenanti, delle campagne contro queste zoonosi (cioè malattie trasmissibili all'uomo). C'erano allora due elementi di angoscia: il primo derivava dalla stranezza dell'andamento delle malattie che mettevano a dura prova le sue conoscenze scientifiche; il secondo stava nel fatto che c'era un minoranza di "furbi" che sfruttavano, con opportuni trucchetti che influivano sui test, i vantaggi economici del "risanamento".
Quando ho avuto responsabilità di Governo, ho sempre condiviso la linea - e lo scrivo senza entrare in problemi troppo tecnici, come l'uso discusso del gamma interferone - della massima severità con critiche feroci di alcuni allevatori, che sembravano non capire che l'obiettivo di essere zona indenne da certe malattie non era un capriccio ma una necessità. Bisogna cioè evitare i rischi per la commercializzazione di un formaggio, come la "Fontina dop", per la cui produzione vi è solo un riscaldamento del latte e non una pastorizzazione e dunque avere "allevamenti indenni" o percentuali regionali al di sotto di una certa "soglia comunitaria" è appunto una necessità.

Bisogna essere ospitali

Gheddafi a Roma nell'agosto 2010L'idea di assecondare nei loro desideri più profondi i dittatori in visita in Italia, dopo gli spettacoli di Gheddafi, permetterà un'ampia gamma di accoglienza.
Dispiaciuti per la morte di Hitler, Stalin e Pol Pot, mai ripresisi dalla scomparsa di Ceauseascu, Kim Il Sung e Pinochet, i nostri governanti sono indirizzati verso nuove ospitalità.
Attesissimo Bokassa II che predisporrà nel giardino della sua ambasciata un pentolone nel quale cuocere, a vantaggio degli invitati alla cena, alcuni avversari politici portati in aereo dal suo Paese.
Molto apprezzato lo sceicco Barabur che ha avviato una ricerca di giovani vergini per il suo harem e di giovani italiani disponibili a farsi eunuchi.
Per il dittatore di Saturno, Armanak, accoglienza in gran pompa con l'autorizzazione di ormeggiare la sua astronave al centro del Colosseo, consentendo uno spettacolo circense con le cavallette verdi e ferocissime del pianeta.
Il business è il business, ed ogni stranezza va digerita!
Risate per la battutona nel giardino dell'ambasciata libica: «chi ha orecchie per intendere in...tenda, tutti gli altri in roulotte». Calembour, purtroppo per gli interpreti terrorizzati, di difficile traduzione in arabo.

Paternità

Ho annotato già nella brevità del blog i pensieri concernenti la mia prossima paternità.
So che ha fatto chiacchierare anche la scelta che io ho fatto di mettere l'ecografia del nascituro, dimostrazione che ci sono persone che hanno un sacco di buontempo e dedicano al gossip inutile parte della loro vita. Capisco, per altro, che scrivere certe cose può dare il destro a commenti, della serie "uno se li va a cercare" e chi abbia un incarico elettivo sa che una parte della propria privacy può essere invasa più facilmente.
Credo comunque che nella vita è meglio, anche per la propria vita privata, fare delle scelte chiare e comprensibili, piuttosto che vivere vite fasulle e di facciata per mantenere un astratto senso del decoro.

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