April 2010

Il record della coreana

Oh Eun-Sun durante la partenza per l'AnnapurnaLo stesso avvenimento, ma questo è un fatto notorio, può avere diverse valutazioni. La sudcoreana Oh Eun-Sun ha raggiunto la vetta dell'Annapurna ed è così diventata la prima donna a conquistare tutte le quattordici cime di oltre 8.000 metri nel mondo, scatenando di conseguenza una gioia patriottarda nel Paese d'origine e ciò non stupisce perché da sempre l'alpinismo solletica, a grandi e a piccoli livelli secondo le epoche, gli afflati nazionalistici.
L'alpinista sudtirolese Hans Kammerlander nel commentare il record ce l'ha con il fatto che la sudcoreana ha adoperato l'ossigeno per la scalata e così spiega: «scalare un ottomila con l'aiuto dell'ossigeno è come partecipare al "Giro d'Italia" in moto anzichè in bicicletta».
E' una vecchia questione su cui ho già espresso più volte il mio pensiero "fuori dal coro". Sono i medici, non le mie fantasie, ad aver registrato in alcuni scalatori degli 8.000 gravi danni cerebrali dovuti al mancato uso dell'ossigeno. Ed invece questo concetto eroico del mancato uso dell'ossigeno viene contrapposto, in una sorta di purismo dell'alpinismo, a chi invece sceglie di non rovinarsi la salute e usare l'ossigeno dove l'aria è rarefatta.
Chissà che prima o poi su questo tema si infranga il tabù e se ne parli con maggior chiarezza. Servirebbe anche a me per capire se questo è un mio "pallino" immotivato.

E se fosse ora di dire «basta»?

La cronaca riporta episodi del genere di tanto in tanto. Il più recente è avvenuto in occasione dell'arresto di un boss mafioso a Reggio Calabria. Folla plaudente fuori della Questura: peccato che applaudisse il mafioso e non i poliziotti.
A chiunque sia capitato, come a me, di parlare con magistrati antimafia, che confermano questo copione ripetuto all'infinito con "popolo" plaudente per il "cattivo" e le Forze dell'ordine aggredite mentre eseguono arresti di malviventi, vien da chiedersi se non sia ora davvero di dire «basta».
In occasione del 150 anni di Unità d'Italia sarebbe saggio porsi qualche interrogativo riguardante il tasso di legalità e il livello civico di una parte della popolazioni del Sud.
Senza fare di ogni un'erba un fascio e pensando alle fatiche e ai rischi quotidiani dei galantuomini, sarebbero ora di chiedere a chi non crede allo Stato e alle sue leggi quale dovrebbe essere l'alternativa.

Ciao, Cesco...

Francesco FelesiniPer fortuna in un blog personale c'è spazio anche per piangere gli amici e non solo le persone "famose", sapendo quanto nella vita di ciascuno di noi - nella ragnatela dei rapporti umani - ci siano persone con cui passi tanto tempo e si cementa un'amicizia.
Ricco di umanità, di simpatia, di verve Francesco "Cesco" Felesini di Issogne era un caposaldo del garage della Regione, dove era autista apprezzato da parecchi anni e lo era stato anche negli anni di mia attività da amministratore regionale.
Con i suoi baffi e il pizzo da moschettiere alla D'Artagnan era anche un caposaldo del "Coro Verrès" e se devo immaginarmelo in marcia verso il cielo lo immagino sorridente con la camicia verde della sua corale non alla guida di un'auto, ma a cavalcioni della sua moto, mentre intona con il suo vocione da basso uno dei brani del compianto Pino Cerutti, suo Maestro per molti anni, con cui canterà in Paradiso.

Gli alpini a Bergamo

Gli alpini valdostani durante l'ultima adunataGli alpini valdostani si preparano per l'adunata nazionale di Bergamo. Ogni sezione si è organizzata in proprio, ma poi la sfilata del 9 maggio (in diretta su "RaiTre" domenica mattina) vedrà gli alpini rossoneri sfilare tutti assieme ed è sempre un bello spettacolo e immagino che il prossimo anno a Torino faranno scintille.
Quest'anno c'è un tema che andrebbe ricordato per il suo aspetto simbolico. Sessant'anni fa alpini e chasseurs alpins furono purtroppo avversari sulle nostre montagne a causa della "pugnalata alla schiena" di Benito Mussolini alla Francia che iniziò il 10 giugno del 1940 (quel giorno potrete vedere su "RaiVdA" un bel programma in proposito).
Ora, grazie all'integrazione europea che ha allontanato la guerra dal nostro Continente, nascerà la brigata italo-francese: cinquemila uomini delle due truppe alpine con sede a Torino e a Vars, avendo come modello una già esistente brigata franco-tedesca. Dimostrazione di come queste truppe specializzate abbiano un ruolo crescente nelle azioni internazionali, essendo la guerra in gran parte combattuta nel mondo in zone montane.
Sarebbe interessante sapere se la nostra Università della montagna, la prestigiosa "Scuola Militare Alpina" (così continuerò a chiamarla), sapendo che le caserme verranno rinnovate nell'ambito dell'accordo con la Regione sulla "Testafochi" e lo sarà anche l'eliporto di Pollein, avrà, come dovrebbe avere, un qualche ruolo formativo.
Sarebbe doveroso ed anche intelligente per i terreni addestrativi e il personale qualificato che la Valle offre.

Brunetta "batte" la Valle d'Aosta

Renato Brunetta title=Nel gennaio del 2009 fui relatore della legge regionale nota come "Brunettina", perché adattava le disposizioni del "decreto Brunetta" alla Valle d'Aosta, bocciata ora sonoramente dalla Corte Costituzionale per incostituzionalità.
Dicevo allora in aula: «a dispetto dei pochi articoli del disegno di legge, siamo di fronte a materie assai sensibili per l'opinione pubblica, come quella dell'assenteismo e del collocamento a riposo nel comparto pubblico. Per questo la Commissione competente ha dedicato molto tempo al provvedimento e effettuato i necessari approfondimenti, fra l'altro con apposite audizioni con il presidente della Regione e con le organizzazione sindacali. (...) Di fronte ad alcuni aspetti relativi alle disposizioni in materia di assenza per malattia e per il collocamento a riposo dei dipendenti, compresa la possibilità di differirlo nel tempo la Giunta regionale ha ritenuto di esercitare le competenze statutarie della nostra Regione autonoma».
Così "saltava" l'obbligatorietà della visita fiscale sin dal primo giorno, che rimaneva facoltativa, mentre il controllo era sempre disposto quando l'assenza fosse continuativa per almeno dieci giorni. Erano poi state modificate le fasce orarie in cui il dipendente doveva restare a casa, meno stringenti del "decreto Brunetta", così come i tagli del trattamento economico, che a livello nazionale investivano i primi dieci giorni, mentre in Valle d'Aosta si limitavano ai primi cinque, così come erano stati differenziati i periodi per godere di prepensionamento.
In Commissione e in aula avevo ammonito sui rischi che, leggendo la giurisprudenza in materia della Corte Costituzionale, la Consulta ci desse torto su ricorso del Governo Berlusconi.
Ed è quanto purtroppo è avvenuto e come autonomista non ne sono certamente lieto sia per la durezza delle motivazioni sia perché, come avevo detto di temere, aver innescato i motivi per giungere a questa sentenza ora ci rende più deboli e rende più forte il centralismo del Ministro Renato Brunetta, che non a caso gongola per la sentenza.

Caleidoscopio 4 maggio

I dirigenti degli alpini valdostani in sfilataLa 33esima puntata di "Caleidoscopio", martedì 4 maggio, dopo le 12.30 su "Radio1" negli spazi di "RaiVdA", inizia con il racconto del presidente regionale degli alpini, Remo Gobetto, sull'imminente partecipazione valdostana all'adunata nazionale degli alpini  a Bergamo. Inutile ribadire che ogni sezione dell'ANA Valle d'Aosta sarà presente all'appuntamento, anche se la fine della leva obbligatoria rende l'età media sempre più elevata!
Sarà invece il Soprintendente ai Beni culturali, Roberto Domaine, a parlarci dei castelli, della loro messa in rete e futura valorizzazione con qualche spiegazione in anteprima su di un tema cruciale per il turismo, che ha nell'offerta culturale una grande chance.
Infine con Luisa Vuillermoz, direttrice della "Fondazione Grand-Paradis", ci occuperemo del turismo naturalistico nell'area del Parco nazionale più antico in Italia e dello sforzo che bisogna continuare a fare per presentare questo nostro "gioiello" (a proposito, felicitazioni ad Italo Cerise nominato Commissario straordinario del Parco: finalmente un valdostano!).
Christian Diémoz, infine, si occuperà del libro di Patrizio Vichi, "Dalla morte civile all'oblio".
Dopo questa puntata, per due settimane "Caleidoscopio", cederà il suo spazio alle tribune elettorali per le elezioni comunali.

Sono solo canzonette...

Un panoramica della piazza durante il concerto del primo maggioIn Italia la maggior parte delle festività sono "feste comandate", cioè feste religiose nelle quali la Chiesa prescrive di non lavorare e di prendere parte alle funzioni religiose.
Il 1° maggio non lo è, trattandosi invece della "Festa dei lavoratori", nata negli Stati Uniti e poi esportata nel resto del mondo con forte ideologizzazione nei Paesi comunisti del tempo che fu.
Oggi in Italia ogni forma "politica" del passato è svanita nel "concertone" di Roma, forma mediatica di relazioni pubbliche (unico caso di unità sindacale per il resto putrefatta) neppure parente alla lontana delle vecchie giornate con comizi e manifestazione sindacale di prammatica.
Peccato che non si "santifichi" la festa - lo dico... laicamente - quando molti giovani sono impiccati alla precarietà e quando la disoccupazione picchia duro. Invece, sono solo canzonette...

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