February 2010

Caleidoscopio 16 febbraio

Il mixer audio dello studio radio della Rai di AostaCome sempre, a qualche giorno, vi presento il sommario del prossimo "Caleidoscopio", in onda su "Radio1" alle 12.35 di martedì prossimo nella programmazione radiofonica dei Programmi della "RaiVdA".
L'apertura sarà dedicata ai Carnevali e, con l'aiuto di Margherita Barsimi, parleremo del centenario di quello di Pont-Saint-Martin fra Ninfa, Console, Romani e Salassi e naturalmente il Diavolo e San Martino.
Con Renato Barbagallo, autorevole studioso di diritto valdostano, ci occuperemo dell'Autonomia speciale della Valle.
Il medico Marco Sarboraria, reduce da Haiti, racconterà del lavoro nel martoriato Paese caraibico di "Medici senza frontiere".
Christian Diémoz racconterà di un libro-inchiesta sulla nascita delle "Gru" di Grugliasco di un giornalista che è stato molti anni in Valle, Salvo Anzaldi, che personalmente ricordo con molta simpatia.
Buon ascolto!

San Valentino... vola

Una mongolfiera in fase di gonfiaggioTrovo simpatico che il tradizionale raduno di mongolfiere che costella il cielo della Valle di palloni colorati sia stato incrociato con San Valentino, giorno degli innamorati.
Per altro, confesso che una ricerchina sul Santo in questione mi ha confermato che:
- il cristianesimo si è impadronito di festività precedenti che risalgono a greci e romani e il cui tasso erotico e licenzioso era ben più elevato;
- San Valentino è attorniato da leggende (da una sarebbe nato il termine "piccioncini") e soprattutto è stato anche lui smembrato in diverse reliquie sparse qua e là...;
- quel che non ha fatto il culto, lo fa la pubblicità che obbliga al "regalino" in ossequio nientepopodimeno che all'Amore.
Meglio le mongolfiere, aeree precorritrici del volo, che solcano i nostri cieli per intuizione di Nello Charbonnier ed eredi, metafora perfetta della levità dell'amore.

Politica "in progress"

Una seduta del Consiglio comunale di AostaNon si fermano per ora i processi di disaggregazione e aggregazione nella politica valdostana e l'ultimo nato - "Alpe" con Renouveau, VdA Vive e Verdi, una sorta di "Galletto 2" - non sarà di certo l'ultimo della nidiata.
Prepariamoci a sorprese pre e post elezioni comunali con l'occhio rivolto sempre alla Regione e al movimentismo che sembra percorrere come un brivido la nostra Valle.
Non credo, tuttavia, che ci sia da stupirsi che ciò avvenga: è frutto da una parte della sempre esistente singolarità dell'area autonomista e dei suoi rivolgimenti interni fra scelte d'alleanza e loro conseguenze, ed i soliti personalismi stretti fra  richiesta di maggior partecipazione e crescente verticismo e dall'altra del riflesso locale della crisi continua della partitocrazia italiana che è da anni in progress.
Non credo dunque che ci sarà da annoiarsi, ma andrebbe tenuto a mente il fatto che la democrazia piano piano si allontana se e quando la politica perde alcune regole fondamentali di discussione e di rispetto reciproco.
Scriveva Charles de Gaulle: "La politique, quand elle est un art et un service, non point une exploitation, c'est une action pour un idéal à travers des réalités".
E' questo il giusto equilibrio.

"Schiumati" ma felici

Piccole landzettes in sfilataA Carnevale - a latere delle sfilate ufficiali che sfidano il gelo (quando ho fatto il conte a Verrès, nella sfilata del martedì ero a cavallo di un ronzino che a un certo punto tremava...) - orde di ragazzini si "schiumano", pratica che consiste nell'affrontarsi con bombolette con schiume colorate e si finiscono le battaglie fradici - con i genitori arrabbiati - ma con i figli felici.
Il tempo passa e cadono in disuso le battaglie dei miei tempi, che erano fatte di sacchi di coriandoli e di letali manganelli in plastica. Ho letto anche che alcuni Sindaci si sono indirizzati verso una linea proibizionista degli spray, ma si sa che quando si è ragazzi gli impedimenti stimolano e dunque temo che sia un esercizio di stile.

Le macerie fumanti

Le proteste all'AquilaSono in politica da molti anni e ho vissuto, come spettatore privilegiato a Montecitorio nei primi anni della mia carriera, le vicende incalzanti di Tangentopoli ed il crollo del sistema tradizionale dei partiti così come si era formato sin dalle origini dell'attuale Repubblica. Ho visto sorgere nuovi soggetti politici, ho assistito a cambi di casacca e di schieramento, ho avuto la fortuna di respirare quell'aria europea che rende, nel confronto, ancora più asfittica certa politica italiana.
Da alcuni anni, come un'onda crescente, si nota un forte ritorno di fenomeni corruttivi: una specie di mappa a macchia di leopardo di fronte ad un'opinione pubblica che pare assuefatta e incapace - generalizzo, ovviamente - di ribellarsi e che finisce in sostanza per "fare di ogni erba un fascio" della classe politica.
Ora due inchieste, quella di Milano sul Comune e quella di Firenze che ruota attorno alla Protezione civile, appaiono per l'ennesima volta rivelatrici, al di là delle responsabilità personali che caratterizzano il penale, di un sistema rinato o forse mai morto.
Non si tratta di fare del moralismo da quattro soldi o mettersi in mostra su delle macerie fumanti, ma di capire se e dove avverrà uno scatto decisivo per evitare che il degrado della vita pubblica allontani l'Italia dal nocciolo duro dei Paesi europei.
Già oggi le grandi decisioni politiche dell'Unione europea vengono assunte altrove e la quotidianità ce ne spiega le ragioni.

In alto i calici!

Avventori in una crotta durante la veillà della Fiera di Sant'OrsoPrima la grande kermesse della "Fiera di Sant'Orso" e poi la diffusa socialità del Carnevale: entrambe le occasioni sono risultate utili, avendo ospiti esterni alla Valle, per poter misurare il successo ormai stabile della viticoltura valdostana.
Infatti la qualità si è stabilizzata e alcuni viticoltori "osano" con prodotti d'eccellenza e ampliando la gamma delle loro proposte. Per cui oggi ce n'è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche anche se il mercato - invaso ormai da vini a basso costo da tutto il mondo - va mantenuto proprio esaltando le caratteristiche di legame del nostro vino con il suo territorio.
Quella viticoltura di montagna che in passato avevo presentato anche al Parlamento europeo con colleghi di tutti i Paesi, che furono incuriositi da questo nostro prodotto di nicchia, di cui possiamo essere fieri, pensando a quel passato non tanto remoto in cui ordinare un vino valdostano al ristorante era evento raro per evitare azzardi.
Oggi, di fronte alla carta dei vini, possiamo giocare a fare i conoscitori, corrispondendo ad ogni vino un'azienda e una storia.

Petrolio...

Uno scorcio elveticoSono ormai anni che tra scatti d'orgoglio (in nome del diritto) e brutte figure (pensando agli interessi) la Svizzera "combatte" una guerra diplomatica con Gheddafi e dunque con la Libia. Tutto parte dall'arresto di un figlio del colonnello libico che aveva picchiato dei domestici e Gheddafi aveva di conseguenza proposto lo smembramento della Confederazione a vantaggio dei Paesi vicini secondo un criterio linguistico. Ora, dopo batti e ribatti, la Svizzera prepara una lista di indesiderati libici che automaticamente finiscono nel sistema della Convenzione di Schengen, cui gli elvetici hanno aderito - e lo possiamo apprezzare al Gran San Bernardo - e che permette ai cittadini comunitari o aderenti all'accordo una mobilità senza il controllo dei documenti alle frontiere.
La ritorsione libica colpisce a questo punto non solo gli odiati svizzeri ma tutti gli europei!
L'Italia conferma in questa circostanza una linea favorevole alla Libia a spiega come ci si comporta di fronte ad un'amicizia pelosa. Strano intrigo il diritto internazionale che ha reso digeribile un dittatore iroso e vendicativo, seguendo una realpolitik che puzza di petrolio.

Fuoco

Il fuoco nel caminettoIl fuoco di un camino o il calore di una stufa a legna rievocano in tutti dei ricordi personali, in genere intimi, familiari. Sapendo poi che c'è qualcosa di atavico che è impresso dentro di noi, essendo stato l'addomesticamento del fuoco una grande rivoluzione per l'umanità.  
Negli anni Cinquanta, con l'avvento del riscaldamento centralizzato e dunque con l'ingenuo associare di camino e stufa ad un simbolo del passato (e povertà) rispetto alla modernità, il legno era arretrato, finendo per un certo periodo nell'elenco dei disvalori.
Oggi camini e stufe sono di nuovo in auge e non solo nelle case di montagna e fanno tendenza e design e in più occhieggiano al risparmio energetico (il pellet spopola), mentre gli impianti maggiori, definiti a biomassa - che bruciano i derivati del legno - funzionano bene anche in Valle.
E' divertente pensare a come certe tecnologie salgano e scendano, si aggiornino e mutino.

Il dramma del Tibet

Il Dalai Lama con Barack ObamaIl Tibet è un Paese occupato dai cinesi che stanno lavorando da anni per realizzare un'assimilazione culturale attraverso uno sradicamento dei caratteri originali di questo popolo di montagna. Questa politica prosegue da decenni e purtroppo sta ottenendo i suoi risultati.
Ecco perché il valore simbolico dell'incontro alla Casa Bianca fra Barack Obama ed il Dalai Lama, capo spirituale dei tibetani e figura di riferimento per la difesa dei diritti del suo popolo, fa arrabbiare i cinesi, che hanno a che fare con il pugno di ferro con diverse minoranze nazionali nel loro vastissimo Stato.
Ho incontrato, in un riunione a Montecitorio tanti anni fa, il Dalai Lama, che aveva parlato ai deputati italiani delle vicende travagliate e dolorose del suo popolo. Ho poi seguito la sua vita e il suo lavoro con un senso di crescente pessimismo, perché più la Cina cresce e si afferma sul piano mondiale e più il caso tibetano rischia di restare irrisolto. Le recente sanguinose repressioni sono la dimostrazione di una scelta diversa dal dialogo.
E pensare che, basta leggere i suoi scritti, oggi lo stesso Dalai Lama immagina un regime autonomistico, sapendo che l'indipendenza è allo stato delle cose un'utopia. Su questo le Nazioni Unite dovrebbero spendersi, se questa grande organizzazione non fosse ormai un fantoccio immobilizzato da veti e controveti.

I "sanateur" di Valérie

Le caramelle senateurQuando mi è capitato di visitare un Paese che non conoscevo, non ho mai mancato di visitare i negozi di alimentari (oggi in generale i reparti dei supermercati) e, dove c'erano, i mercati all'aperto o al chiuso.
I miei riferimenti erano quel che conoscevo: a Verrès il minuscolo negozietto "generalista" di fronte alle elementari (oggi è un garage!), il negozio di caramelle di Valérie (che meraviglia quei "sanateur"...) e il primo Vegè del paese e, ad Imperia, città della mamma, i banchi e i venditori dell'immobile del mercato e il trionfo di frutta e verdura all'ingrosso. E poi, nel crescendo dei viaggi e dei soggiorni lunghi o brevi, si sono sommati odori, profumi, gusti, sapori, colori, scatole, confezioni.
Il mondo degli ipermercati di oggi è impressionante, come se fosse un'astronave rispetto al triciclo della mia infanzia.
Eppure il mondo reale - non c'è niente da fare - lo si vede lì e il gigantismo attuale è il segno dei tempi così come quel brassage di un crescente glocal, dove il prodotto locale (che piace ai fan dei chilometri zero) si affianca a prodotti del mondo che irrompono a casa nostra in questo global inarrestabile.

P.S.: giustamente mi segnalano che le caramelle si chiamavano "senateur", perché nate in onore di Cavour, ma noi da bambini storpiavamo il nome e dunque "sanateur" è una... licenza poetica in ossequio alla memoria.

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