February 2010

Nei piccoli Comuni

Alcuni sindaci valdostaniIl sindaco e il vicesindaco eletti dal popolo sono una peculiarità della legge valdostana, cui ho contribuito, segnalando - quando venne fatta la legge regionale conseguente alla competenza primaria sugli enti locali che ottenni nel 1993 - come la coppia (usando un anglicismo, il "ticket") avrebbe evitato elezioni anticipate in caso di dimissioni o scomparsa del sindaco, permettendo anche di meglio "blindare" le alleanze politiche. 
L'altro giorno, una funzionaria della Presidenza del Consiglio mi ha raccontato di come avessero pensato di impugnare questa soluzione alla Corte costituzionale per incostituzionalità.
Tuttavia, con il passare del tempo, mi sono convinto che questa elezione diretta ha effetti disastrosi sui Comuni più piccoli, quelli che in gergo vengono chiamati cinicamente i Comuni "polvere" con poche centinaia di abitanti. Comuni che per noi, pur essendocene alcuni a rischio di estinzione demografica, spesso presidiano una zona o una vallata. L'elezione diretta, in questi casi, accentua le divisioni, deprime lo sforzo collettivo di piccoli Consigli comunali svuotati di ruolo, accresce talvolta l'ego di Sindaci che possono prescindere dalla ricerca del consenso degli altri eletti.
Ormai il tema è tabù per non urtare la sensibilità dei Sindaci, il cui ruolo di procacciatori di consenso per le elezioni regionali non è un mistero, ma la crisi di partecipazione e la nascita di vere e proprie faide nei Comuni minuscoli non è un'invenzione.

Quegli addii che accendono i ricordi

La zia Floriana Timo"Tempus fugit" scrivevo qui a fianco e l'imponderabile è arrivato con la scomparsa - avvenuta a Pont-Saint-Martin - di una cara zia, Floriana Timo, sorella di mia madre, sposata dal dopoguerra con il veterinario Ulrico Masini, personaggio ben noto in Bassa Valle anche per il suo ruolo significativo come comandante partigiano.
E' davvero incredibile quanti legami, in una rete fittissima, ti avvolgano sin dalla nascita e ti accompagnino nella vita, durante la quale compagni di viaggio ti lasciano e diventano ricordi. "C'est la vie" e la memoria, per fortuna, è un pozzo profondissimo da cui ricavo ora, in un momento di distacco, tanti elementi gioiosi e consolatori.
Il sorriso, i modi garbati, la bella voce, gli occhi azzurri: un abbraccio e un addio.

I pericoli delle valanghe

Operatori del soccorso alpino al lavoro dopo una valanga"Il carcere per chi, provocando una valanga, si rende responsabile della morte di altre persone. Ma anche cinquemila euro di ammenda per chi scia fuori pista o compie escursioni in montagna quando c'è una situazione di pericolo concreto indicata nei bollettini nivo-meteorologici. Il provvedimento, si apprende, è contenuto in un emendamento del governo, su proposta del Dipartimento della Protezione Civile, al decreto legge emergenze in discussione al Senato".
Così recita il dispaccio "Ansa" che annuncia interventi governativi dopo l'ennesima caneficina di persone improvvidamente morte sotto le valanghe, malgrado l'allerta rosso dei bollettini che segnalavano i pericoli del "fuori pista".
In queste ore, specie sul sito del Senato, ho cercato dei testi veri e propri - perché quel che conta non sono gli annunci a mezzo stampa, ma i riferimenti testuali - per capire quali siano gli esatti indirizzi della Protezione Civile, che oggi ha fra i suoi dirigenti anche un valdostano assai competente in materia come l'ingegner Silvano Meroi.
Mi auguro che le norme vengano scritte bene e rispettando le competenze regionali di una Regione alpina come la nostra, che naturalmente non può occuparsi - e lo deve giustamente fare lo Stato - di materia penale. Di questa necessità avevo avevo parlato più di una volta in passato con il capo della Protezione Civile, oggi anche Sottosegretario di Stato, Guido Bertolaso.

Spleen? Noooo

Un'alba in montagnaQualcuno - che mi scrive in privato, perché anche questo può fare chi non voglia apparire neppure se serenamente protetto da un nickname  - segnala che vi è in me, in questo periodo e in questa mia finestra pubblica, uno stato d'animo un pò melanconico, lo "spleen" insomma. 
Vorrei rassicurarlo e profittare dello spazio, in cui chi mi segue può osservare il va e vieni degli argomenti più vari, per dire che son sempre stato e resto un inguaribile ottimista ogni volta che si leva il sole!
Certo, il regista francese Cédric Klapisch ha scritto e mi ci riconosco: "L'optimisme c'est aussi de dire qu'il y a de la tristesse dans la vie, du malheur. Dire que tout va bien, que tout va bien se passer, ce n'est pas de l'optimisme, c'est de la bêtise".
Ecco perché registro i diversi stati d'animo che non intaccano il mio approccio da "bicchiere mezzo pieno" e l'idea, forse ingenua, che il "bene" - nelle sue diverse accezione - alla fine trionfi e che, comunque sia, meglio un sorriso che una "grimace".
Nella vita, come nella geologia, ci sono delle ere e dunque la staticità non esiste: ciò crea l'attesa che rende vivi!

Sessanta Casinò...

Michela Vittoria BrambillaSarebbe bene che qualcuno spiegasse alla signora Michela Brambilla, la rossa flamboyante che guida il Ministero del Turismo a suo tempo soppresso da un referendum popolare voluto dalle Regioni (Valle d'Aosta compresa), che l'idea di aprire una sessantina di case a gioco in Italia fra hotel a cinque stelle e vecchie sedi di Casinò significherà la morte certa dei quattro Casinò esistenti e la nascita di piccole e antieconomiche case da gioco.
Quel che colpisce, nella foga di apparire e nell'evidente circostanza di un Governo nel quale ognuno esterna quel che vuole, è l'ignoranza.
E invece il tema dello Stato biscazziere, che moltiplica a dismisura i giochi, è argomento serissimo come il sottobosco malmostoso che è cresciuto attorno ad un quasi monopolio pubblico.

Dal Comitato delle Regioni

Io con Costantino CondorelliDiventare - con un voto unanime ieri sera a Bruxelles - Capo della delegazione italiana al "Comitato delle Regioni", all'inizio della nuova Legislatura mi ha fatto molto piacere e mi sento onorato. Sarò coadiuvato, nel lavoro futuro, dal funzionario della delegazione Costantino Condorelli, con me nella foto, e vorrei sul blog appuntarne le ragioni, senza ridicole autocelebrazioni o falsa modestia, perché qui, più che altrove, ci si conosce. Nell'esperienza politica fuori Valle, che per me non è mai cessata dall'inizio - era il luglio del 1987 - ad oggi, nei diversi ruoli più o meno importanti (sic transit gloria mundi...), si entra in una dinamica diversa da quella valdo-valdostana in cui in parallelo sono completamente immerso e perciò ne ho sempre accettato le regole, anche quando magari mi potevano dispiacere.
Sui meccanismi "premiali" esterni pesa la singolarità della nostra rappresentanza per la sua esiguità e per l'appartenenza ad una minuscola forza politica e dunque non c'è altro da far valere se non il proprio impegno, il bagaglio d'esperienza, le relazione interpersonali. Questo, più di camarille e della cosiddetta politique politicienne (che come la boxe resta una noble art), mi ha consentito di avere la fiducia in ruoli altrimenti fuori dalla portata della dimensione propriamente nostra e ho sempre vissuto certe scelte non come una medaglia da appuntare con sicumera sul mio petto, ma come un riconoscimento per la Valle di cui sono da sempre espressione.

Olimpiadi in Canada

Gli Azzurri dello slalom speciale in ritiro al Col de Joux, a Saint-VincentLe Olimpiadi invernali di Vancouver dimostreranno il gigantismo crescente dei Giochi Olimpici, che giocoforza "lasciano" la montagna in favore delle grandi città e ribadiranno lo stridore fra retorica e realtà fra i "valori" e un agonismo ormai troppo spesso "aiutato" dal doping e da un professionismo mascherato in dilettantismo solo per ipocrisia. Pensiamo alla situazione italiana, rappresentata dai gruppi sportivi militari senza i quali non avremmo atleti italiani in gara!
Ma la televisione opera da grande "livella" e con il progresso tecnologico dimenticheremo tutto e staremo con il fiato sospeso di fronte allo schermo.
E, per favore, evitiamo  che l'occasione faccia uscire - con le lenti rosa di certi embrassons-nous - i ricordi delle ambizioni olimpiche valdostane. In certi casi il silenzio è d'oro e il vicinissimo "caso Torino", con le montagne all'epoca solo da sfondo e ora gli impianti cadenti, sono un esempio efficace.

Carnevale

Il labaro del Carnevale storico di VerrèsQuando ero piccolo, il Carnevale aveva un momento topico ed era quando - alle elementari a Verrès - venivano Caterina di Challant e Pierre di Introd a "liberarci". Quella "liberazione", che poi ho ritrovato addirittura al Liceo Classico ad Ivrea, in un clima goliardico, appartiene in fondo allo spirito più profondo del Carnevale: prima dell'inizio della Quaresima, per alcuni giorni, esisteva questo esprit de liberté fatto di mascheramenti, licenziosità, allentamento delle gerarchie, mangiate e bevute.
Il Carnevale che torna, nel solito ruotare degli appuntamenti annuali, con quella carica eversiva che dovrebbe esserne la forza finisce, invece, per somigliare ai "botti" che vengono fatti esplodere dai ragazzini, nel senso che - basta leggere i giornali tutti i giorni - la realtà supera ormai qualunque fantasia o caricatura.
Non c'è più bisogno di mettersi in maschera, di allestire carri scherzosi, di recitare motti o poesie: il lento degrado morale, la prevalenza del cretino, la competenza ritenuta un optional fanno dell'Italia un Paese che propende ormai per l'eterno Carnevale.

L'Europa politica

Dal lontano 2000 mi occupo di diritto comunitario in modo approfondito.
Ciò è derivato da due incarichi in due Assemblee molto diverse fra di loro. Nel primo caso il Parlamento europeo (acronimo "Pe"), dove ho avuto la fortuna di diventare Presidente di Commissione e dunque sedere in un luogo privilegiato, nel secondo - dopo il 2003, e quindi con una continuità assai utile - sono entrato nel Comitato delle Regioni (acronimo "CdR"), dove sono ancora oggi e anzi di recente sono stato rinominato, assumendo la Presidenza della Delegazione italiana.

Quei decreti scomparsi...

Raffaele FittoL'Autonomia speciale è, dal punto di vista giuridico che è poi la base della specialità, qualcosa che obbligatoriamente differisce dall'ordinarietà, vale a dire che vi sono regole differenti che regolamentano i rapporti fra Aosta e Roma rispetto a quanto avviene nelle altre Regioni.
In queste ore si parla della Commissione Paritetica, di cui sono membro dallo scorso anno, dopo esserne stato il "papà" con una legge costituzionale del 1993, che ha aggiunto al nostro Statuto l'articolo 48 bis.
E' un modo originale per "fare" le leggi - e lo è persino rispetto alle altre "speciali" - che non transita in Parlamento, ma che permette ai sei membri esperti della Paritetica di proporre al parere del Consiglio regionale con il placet finale del Consiglio dei Ministri decreti legislativi che si occupano dell'ordinamento valdostano.
Ora il sistema si è inspiegabilmente inceppato: un decreto sui controlli veterinari è incagliato e non va al Consiglio dei Ministri, due decreti (edilizia residenziale e trasporti ferroviari) non arrivano al parere del Consiglio Valle, mentre incalzano - a fine mese - ulteriori decreti in materia di sanità penitenziaria, archivi storici e Corte dei Conti e arriveranno altri temi quali polizia amministrativa e regionalizzazione dell'ente che si occupa degli ascensori.
Chi dorme o meglio chi imbosca i decreti? Per ora lo scaricabarile impera, la mia impressione è che qualcosa non funzioni nel Gabinetto del Ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto e visto che in quegli uffici son stato Sottosegretario è qualcosa più di un sospetto.

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