November 2009

Trasmettere le esperienze

io_parlo_al_pubblico.jpgSono contento di tenere una conferenza - che spero susciti curiosità - nel "corso di politica" per l'Union Valdôtaine, essendo doveroso per un eletto trasmettere il proprio patrimonio di conoscenze. 
La formazione, specie dei quadri, ha una sua ragion d'essere per un movimento. Specie quando - ed è il caso dell'UV - ci si trova di fronte ad un partito che ha un forte radicamento popolare e territoriale, cui dovrebbe corrispondere un buon livello di preparazione politica.
Ho sempre ammonito sul fatto che, comparando voti (tanti) e iscritti (pochi), l'Union rischi di essere un gigante dai piedi d'argilla, che si immola al "dio elezioni".
Certo una militanza attiva è un impegno che obbliga ad essere innovatori e mai chiusi, dimostrando un ruolo autonomo del movimento.
Da questo punto di vista, allargare le conoscenze e aggregare per lo studio è comunque un'azione meritoria.

Ciao, "Flocon de neige"!

flocon_de_neige.jpgChi ha ascoltato l'ultima puntata di "Caleidoscopio" lo sa già. "Flocon de neige - Fiocco di neve", detto anche "Blantzet", sta bene. Lo stambecco albino vive sempre nei pressi dell'Emilius, però verso Cogne, dove i cacciatori locali lo hanno "adottato" e la Forestale ne ha seguito il destino.
Lo stambecco bianco ha tre anni, vive con una ventina di maschi e socializza, avendo a suo tempo un po' tardivamente lasciato mammà ("bamboccione"?).
Il suo albinismo "imperfetto" (non ha gli occhi rossi e gli zoccoli decolorati) ne fa una attrazione, ma evitando certi rischi - ad esempio alla vista - dell'albino vero e proprio.
Ma bianco resta bianco, immacolato.

Fontina

La Fontina è ormai tutelata dall'Europa, in ciò assumendoci onori ed oneri.
La "denominazione d'origine protetta", infatti, lega la produzione al territorio e ciò ha consentito strumenti giuridici per contrastare la piaga delle imitazioni e ha posto regole utili per rendere coordinata la produzione.
Poi, fra di noi, possiamo fare tutti i distinguo sul gusto d'antan, sui produttori migliori, sugli alpeggi più o meno validi, sulle latterie capaci o no, ma per l'esportazione ci vuole compattezza.

Il "Corrado Gex"

aereoporto_corrado_gex.jpgQuando nel 2003 ho cominciato ad occuparmi dell'aeroporto "Corrado Gex", mi sono convinto che la priorità era l'infrastruttura e ne sono convintissimo anche oggi. Gli sprechi sono altrove: per un Paese degno di questo nome uno scalo - sede strategica, tra l'altro, della Protezione civile - non è un capriccio ma una necessità e ciò senza gigantismi, che mai erano stati previsti nel "master plan": carta canta.
Se c'era stato semmai un peccato originale, era piuttosto stata la scelta di tanti anni fa di partire dalla compagnia aerea ("AirVallée"), perché sui conti della compagnia ha sempre gravato l'inesistenza della radioassistenza, il mancato allungamento della pista e l'assenza di un'aerostazione.
Il dossier aeroporto era paralizzato all'Enac e in questi anni si è prima ideato e poi applicato un progetto serio e fatto di varie componenti, che implicano impegno e dedizione per un'opera che si dimostrerà strategica in barba alle "Cassandre".
Certo la riapertura in primavera implica, ora e subito, il proseguimento di un lavoro per la scelta dei partner commerciali  - voli di linea e charter - non buttando il savoir faire dei dipendenti "Avda" e "AirVallée" (socio della società areoportuale con regolare bando europeo) e neppure di "Helops" con il settore elicotteristico.
Personalmente seguirò gli eventi per evitare che si possa prendere una brutta piega e che certe scelte si indirizzino verso strade impercorribili.

Caleidoscopio 17 novembre

rai_radio_play.jpgEcco, come sempre, il sommario di "Caleidoscopio", in onda martedì su "Radio1" alle 12.35 negli spazi della programmazione di "RaiVdA".
In questo numero, affronteremo argomenti diversi dal solito, in sintesi li definirei "di costume".
Con il coiffeur Andrea Stévenin ci occuperemo della capigliatura delle valdostane e dei cambiamenti di stile.
Con Sara Allegri e Joe Sopala delle palestre e della forma fisica.
Infine si parlerà dei centri benessere e di come l'ingegner Paolo Jaccod ha progettato la parte fitness del suo albergo a cinque stelle a La Salle.
Chiude la ventina di minuti, l'assonanza fra un libro d'editoria locale ed un brano musicale nella rubrica di Christian Diémoz.
Spero ascolterete la trasmissione.

Sant'Anselmo

sant_anselmo_statua.jpgBenedetto XVI, in un'udienza generale di qualche settimana fa, ha ricordato la grandezza di Sant'Anselmo d'Aosta, straordinaria personalità, cui è stata dedicata una serie fitta di manifestazioni - in Valle come altrove - in occasione dei 900 anni dalla morte.
Ha detto il Papa: «Monaco di intensa vita spirituale, eccellente educatore di giovani, teologo con una straordinaria capacità speculativa, saggio uomo di governo ed intransigente difensore della "libertas Ecclesiæ", Anselmo è una delle personalità eminenti del Medioevo, che seppe armonizzare tutte queste qualità grazie a una profonda esperienza mistica, che sempre ebbe a guidarne il pensiero e l’azione».
Vorrei ricordare due cose: la prima è che la nostra Regione ha contribuito, ora come in passato, alla pubblicazione delle sterminate scritture del Santo, che resta il valdostano che ha avuto più successo in tutti i tempi; Papa Ratzinger, teologo di grande spessore, non è un esperto di Sant'Anselmo e, non a caso, fra i libri lasciati nello chalet di Les Combes d'Introd, per i suoi soggiorni estivi in Valle, ce n'erano alcuni dedicati al "Doctor Magnificus", che da buon montanaro usava la salita alla cima della montagna come esempio di avvicinamento alla fede.

I limiti dell'autonomia

marcellino_gavio.jpgCon Marcellino Gavio se ne va uno degli imprenditori che seppe transitare con rapidità dalla "Prima" alla "Seconda Repubblica", occupandosi di molte attività, fra le quali le autostrade.
Quando lo Stato e alcuni Enti locali lasciarono questa attività, la situazione di "privatizzazione all'italiana" vide alla fine restare in campo due colossi: Gavio, appunto, e Benetton.
Un duopolio forte che ha condizionato non poco il trasporto su strada in Italia. Il caso valdostano è significativo, pensando che Gavio è socio di maggioranza della "Sav" e di minoranza nel "Gran San Bernardo", mentre in "Rav" e nel "Traforo del Monte Bianco" sono in campo Benetton.
In sostanza le principali vie di comunicazione - cui possiamo aggiungere anche le statali ancora in capo ad "Anas" - sono fuori dalla reale portata dell'azione politica e amministrativa della Regione, creando in questo settore strategico un'autonomia a sovranità limitata, se ci aggiungiamo pure quel "sarchiapone" della ferrovia.
In futuro, sul tema viabilità-trasporti, andranno fatte profonde riflessioni.

FAO

diouf_e_me.jpgEra il 22 giugno del 2007, quando la nostra Regione e la "Fao" firmarono un protocollo d’intesa per realizzare iniziative concrete e progetti comuni finalizzati a promuovere la sicurezza alimentare, in particolare nelle zone di montagna. Spero che nell'appena ripresa cooperazione internazionale della Valle se ne tenga conto perché aiutare le zone di montagna del mondo vorrebbe dire mettere progettualità in cose che sappiamo fare.
Era stata per me l'occasione per conoscere il discusso direttore generale Jacques Diouf, anche se l'insieme di palazzoni della "Fao" era familiare, perché quand'ero Presidente del "Comitato per l'Anno internazionale delle montagne 2002" molte riunioni si erano svolte lì, essendo la "Fao" capofila per le "Nazioni Unite" delle azioni internazionali in favore delle zone montane. E ci tengo a dire, pensando alle critiche sugli sprechi di questa organizzazione internazionale, che il gruppetto di persone che lavoravano per la montagna era serio e operativo.
Leggo in queste ore del fallimento del summit sulla fame nel mondo: viene tristezza a pensare che l'Occidente non riesca a dimostrare generosità e buonsenso e fa star male pensare che i Paesi più poveri affondano, in tempo di crisi, fra miseria e dittature.

Jambon

jambon_aoste.jpgUna delle maledizioni - ne scherzavo oggi con un amico - delle riunioni delle diverse istanze della francofonia era il sentirsi dire da alcuni quanto apprezzassero il "Jambon d'Aoste", riferendosi ad un prosciutto diffusissimo in Francia e per tanti consumatori appunto prodotto da noi.
Invece, era prodotto in un piccolo comune dell'Isère, omonimo del nostro capoluogo e perciò nulla aveva a che fare con la Valle. Era una ripetizione così ossessiva da spingermi per sfinimento a evitare le spiegazioni del caso! Per altro bastava vedere la pubblicità del prosciutto francese, addirittura in passato con tricolore e musica verdiana, per capire che l'ambiguità pagava.
Una curiosità: adesso il prosciutto si chiama solo più "Jambon Aoste" dopo un intervento della Commissione europea proprio per evitare che questo prodotto industriale della multinazionale "Smithfield Foods Inc." venisse confuso con  il nostro prodotto "dop" ben più prelibato, "Vallée d'Aoste Jambon de Bosses".
Un volto buono dell'Europa appeso a una "d" con l'apostrofo.

La paura

telecamera_videosorveglianza.jpgNon ho più scritto dell'insicurezza che i cittadini avvertono per i furti nelle case. Anzi, è bene chiamare lo stato d'animo con il suo nome: paura. Quando si guardano i dati fra reati compiuti e denunciati e la percezione che se ne ha nell'opinione pubblica, è evidente la sproporzione, nel senso che l'asticella della preoccupazione della popolazione è sempre più in alto. Stupirsene non serve a niente, perché ci si accorge di quanto l'insicurezza percepita, non quella statistica, sia il dato reale con cui bisogna fare i conti e saper convivere.
Purtroppo la mobilità dei ladri è crescente e la Valle, con le sue strade, è facilmente raggiungibile. Per cui, gira che ti rigira, non esiste oggi progettualità diversa che quel sistema di videosorveglianza, che venne battezzato "Valle d'Aosta Sicura", essendo che l'orografia della Valle rende il territorio facile da controllare nel sistema entrate-uscite.

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