November 2009

Caleidoscopio 3 novembre

radio1.jpgIncombe, nella rapidità del tempo, la prossima puntata di "Caleidoscopio", come avviene tutti i martedì alle 12.35 su "RadioUno" nella programmazione di "RaiVda".
Sentiremo la storia del fotografo naturalista Stefano Unterthiner, che racconterà la sua scelta di vita, e ci soffermeremo, con due glaciologi, sui cambiamenti climatici e le loro conseguenze, che fanno venire qualche brivido.
Una parte della trasmissione sarà un ricordo di una villeggiante d'eccezione per la Valle come la scrittrice Lalla Romano.
E infine, un "uno-due" con Christian Diémoz che proporrà come sempre un libro uscito da poco in libreria, cui viene fatto corrispondere un disco.
Naturalmente il tutto è condito con musiche adatte a commento delle proposte contenute in trasmissione.

Maquillage

casino_dadi.jpgLeggo con curiosità i comunicati stampa del "Casino de la Vallée", forse avendo maggiore coscienza di altri di quanto il futuro della Casa da gioco resti incerto per molte ragioni, alcune delle quali si stanno affrontando nel solco - mi sia permesso di dirlo - di studi e approfondimenti già svolti.
Per altro va detto che, al di là degli interventi nell'attività di consigliere, mai il nuovo management ha pensato di fare due chiacchiere con il sottoscritto, che sarà pure un po' lebbroso (Joseph De Maistre docet), ma segue da tempo immemorabile dossier delicati come quello del quadro legislativo nazionale ed europeo.
C'è qualche cosa di negativo nel tentativo di edulcorare la dura realtà e deriva dal "maquillage" da comunicato stampa: gli incassi diminuiscono e rischiano di creare situazioni di bilancio gravi, pur in presenza di un Disciplinare mai così favorevole per i gestori, ma la pillola viene addolcita con l'aumento di clienti e con il fumoso concetto di "volume di gioco".
A fine anno, purtroppo, gli esiti saranno chiari.

Suspence per la stagione sciistica

cervinia_skiing.jpgCome sempre avviene, il Breuil-Cervinia inaugura la stagione dello sci, dimostrando - al di là dello sci estivo - una lunghezza di stagione che non ha eguali sulle Alpi e che dovrebbe implicare migliori risultati di bilancio. 
Chissà come andrà la stagione: l'anno scorso le conseguenze della crisi avevano appena lambito la stagione natalizia, evitando il peggio. Quest'anno tutto è inverso e rischiano di sommarsi, alle ripercussioni della crisi, la psicosi del pericolo influenza e gli strascichi della malattia nelle sue implicazioni reali.
Basta leggere i dati dello sci per avere la conferma di come il pendolarismo del sabato e della domenica resti determinante e dunque elemento di forza ma anche di fragilità. La ricetta è ancora quella dell'aumento dei posti letto alberghieri: quelli veri, non le seconde case camuffate.

4 novembre

aosta_alpino.jpgLa data, festa delle Forze Armate, ricorda - con il giorno della fine della guerra per l'Italia nel 1918 - gli orrori della "Grande Guerra", i cui protagonisti sono ormai tutti morti. Oggi, alla memoria, persi i protagonisti, deve pensarci la storia, che deve ricordarci che cosa fu per la Valle d'Aosta quella carneficina, con i mille e cinquecento morti e le centinaia di invalidi, conseguenza delle sanguinose battaglie di cui è testimonianza l'intitolazione della rete di strade attorno alla Caserma "Testafochi".
Ogni monumento ai Caduti, in ciascun paese della Valle, registra i nomi e talvolta i volti di quei morti della I^ Guerra mondiale, terribile e sanguinosa, con l'avvento di nuove tecniche belliche come i gas e gli aerei e con una leva obbligatoria diffusa che sparse lutti e vittime in tutte le famiglie, dove c'era la paura di ricevere il telegramma che annunciava il decesso.
E' bene non dimenticare, mentre nel mondo altre guerre segnano i limiti della nostra umanità.

Appuntamenti

io_a_tir.jpgCome consigliere regionale, proseguo - sotto la guida di Marco Frasson - l'intervista settimanale sui temi di attualità e non solo.
Mi è stato chiesto di ricordare le emittenti e gli orari di trasmissione del medesimo programma, ogni settimana.
Eccoci:
- Top Italia Radio, martedì dalle 09.15 alle 10;
- Radio Reporter, giovedì dalle 16 alle 16.45;
- Radio Club, mercoledì dalle 15.15 alle 16.
Per me è, in connessione con questo stesso sito, occasione per esprimermi su differenti argomenti.
E' difficile capire quali saranno le nuove frontiere della comunicazione politica, ma certo la radio è uno strumento che rinasce perennemente dalle proprie ceneri e, mentre la carta stampata boccheggia, gode di ottima salute.

«Habemus il Trattato!»

klaus_vaclav.jpg«Il presidente ceco, Vaclav Klaus, ha firmato il Trattato di Lisbona».
La notizia, così secca, non sembra il finale di una storia lunga e contrastata, durata quasi dieci anni e di cui ora, anche noi valdostani, dobbiamo ben studiare le implicazioni per essere protagonisti e non spettatori. Guardarsi il proprio ombelico è pericoloso, meglio giocare la partita.
Non è la Costituzione europea che speravo: intrisa di federalismo e sussidiarietà, ma consente di uscite dalla "palude Stigia" dove si era finiti.
Per me la soddisfazione personale di avere concorso, nella mia attività europea, alla nascita della "coesione territoriale" e al riconoscimento del particolarismo dei territori montani.
Di questo, nel mio piccolo, sono contento, anche se ora bisogna riempire di contenuti questa novità.
Nel "Comitato delle Regioni" farò la mia parte, essendo stato, qualche giorno fa, riconfermato per i prossimi anni.

Ricordando Cesarino

cesare_bordon.jpgCon Cesarino Bordon se ne va un altro pezzo della Valle d'Aosta del Novecento. Uomo di viva intelligenza, con un istinto imprenditoriale spiccato, Cesarino - un liberale di vecchio stampo - ha seguito con acume lo sviluppo del trasporto pubblico dal dopoguerra ad oggi, passato da un'epoca pionieristica alla modernità nel breve volgere di pochi decenni.
Ho avuto con lui divertentissimi episodi quando ero giornalista: ricordo, ad esempio, quando ad "Rta - Radio Tele Aosta" telefonò, nel corso di un dibattito in diretta, un tizio arrabbiatissimo, esprimendosi in patois e Cesarino gli rispose parimenti, convincendolo di non aver subito torti su chissà quale linea!
Ho poi seguito a Roma diverse problematiche delle autolinee e Cesarino era per la sua categoria, anche a livello nazionale, un punto di riferimento, una sorta di memoria storica.
La sua era una passione che rendeva difficile pensare ad un pensionamento, accompagnata oltretutto da un tratto umano ricco di un'anedottica vivace sulla "vecchia Aosta", quel piccolo nucleo di personalità che animavano la società valdostana e non c'era volta, magari anche dopo scontri feroci sui trasporti, quando ne avevo la responsabilità, che non mi dicesse «saluta papà!» .
Il garbo e l'eleganza oggi sono merce rara e Cesarino, senza mai tagliare le sue radici di valdostano doc, aveva queste caratteristiche.

Carlo Gobbo su "Eurosport"

carlo_gobbo_mezzalama.jpgHo fotografato Carlo Gobbo in una giornata da tregenda, quando avevamo appena deciso di rinviare la diretta del "Trofeo Mezzalama", la primavera scorsa, a causa dell’annullamento della gara.
Era come tornare indietro di trent’anni: ero un pischello quando mi trovai nella redazione di "Rta - Radio Tele Aosta" con giornalisti di calibro.
Carlo faceva lo sport e presentava dei giochini, con le sue camicie texane sgargianti, frutto di un periodo negli "States", scrivendo i “pezzi” con una grafia gigantesca ed una miriade di fogli.
Poi, dall’inizio degli anni Novanta, le Olimpiadi invernali e la Coppa del Mondo di sci per la "Rai".
Sino al recente pensionamento che a Carlo andava stretto.
Ecco perché si è buttato a pesce in una nuova avventura: "Eurosport" ha ridato il microfono a Carlo Gobbo, affiancato da Kristian Ghedina per lo sci alpino maschile, rinvenibile su un canale del bouquet "Sky".
Spero che altri seguano la strada di Carlo, perché sarebbe del tutto naturale che giovani valdostani dessero la propria impronta nelle telecronache degli sport invernali.

Crocifisso

crocifisso_monte_bianco.jpgAlla fine mi sono smosso da una qual certa pigrizia mentale e mi sono andato a leggere la famosa sentenza del crocifisso della Corte europea dei diritti dell'uomo a tutela della nota Convenzione di cui l'Italia è firmataria.
Sono certo che la gran parte di coloro che la commentano non hanno letto questa sentenza, consultabile dal sito della Corte cliccando qui.
La sentenza, assunta all'unanimità, mostra nelle premesse la lunga storia, addirittura risalente al Regno di Sardegna, dell'esposizione del crocifisso e purtroppo segnala anche le ragioni della difesa italiana, in vero assai modeste e che forse hanno condizionato in negativo i giudici.
Resto convinto che non ci sia nulla di grave nell'esposizione del crocifisso (che pure - lo ricordo - si trova nell'aula del Consiglio Valle), ma prendere i giudici della Corte europea (che, come ricordo altrove, non hanno a che fare con l'Unione europea, ma con il Consiglio d'Europa!) per dei fessi è sbagliato.
Spero che in appello l'Italia sappia ben motivare le ragioni in punta di diritto senza rifarsi alla... filosofia o peggio ancora a un confuso sentimentalismo.

Tv tv

dtt_canali.jpgIl digitale terrestre, che pure ha scompigliato e scompiglia le nostre certezze, è l'evoluzione tecnologica della televisione terrestre e bisogna prenderne atto.
L'aspetto positivo è che, con l'assegnazione di un canale alla Regione per la ritrasmissione delle emittenti estere (canale 41), la "Rai" predisporrà un nuovo multiplex su cui ci saranno di certo "France 2" e "Suisse Romande" (oggi sul "bouquet" principale "Rai") ed altre due emittenti francofone, oltreché un programma germanofono per i walser. Il "mux" (così si dice in gergo...) può ospitare anche svariati canali radiofonici.
Mi auguro che questi passaggi consentano di avere finalmente la "Terza rete bis" che possa diventare uno spazio per avere più trasmissioni locali del servizio pubblico.
La televisione - e non lo scrivo perché son tornato a lavorarci, ma lo penso da sempre - è uno specchio nel quale una comunità deve specchiarsi per ritrovare le ragioni della sua identità, specie in epoca di mondializzazione.

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