September 2009

Digitale: dalla televisione alla radio

radio_dab.jpgAbbiamo appena digerito la televisione digitale, lasciando sul campo uno sciame di piccoli problemi che ci perseguiteranno sino alla stabilizzazione a regime, e si profila - è bene parlarne - il "Dab - Digital Audio Broadcasting", cioè la radio digitale.
Capisco il brivido che può percorrere la schiera degli abitudinari, me compreso, della radio "fm" o al massimo "am" o degli smanettoni delle radio su Internet o, con la stessa tecnologia, delle radio del mondo che ascolto sul mio "iPhone", altro che le onde lunghe o corte del passato!
Il "Dab", già la normalità nella Provincia di Bolzano e sperimentale in altre zone (in Valle la "Rai" ha sperimentato a lungo, profittando delle difficoltà di trasmissione in zona montana), consente di ottimizzare, come per la televisione digitale, le bande di trasmissione, aumentando l'offerta, avere una ricezione sicura, su di uno stesso canale, senza interferenze ed ottenere informazioni attraverso la trasmissione dati e dunque una vasta possibilità di servizi.
Il mondo avanza e non si può fermare: bisogna abituarsi a cavalcare i cambiamenti.
Chi si ferma, come si dice, è perduto e questo vale anche per media sperimentati come la radio, che sanno trasformarsi per adeguarsi al mondo che muta.

Senza intesa niente riforma

consvda_banco_uv.jpgOgni tanto, direi con una periodicità che assomiglia all'uccellino che esce dall'orologio a cucù, emerge il tema della riforma dello Statuto d'Autonomia.
Poiché le riforme più sostanziose le ho proposte o seguite personalmente, quando ero alla Camera, nell'arco fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Duemila, credo di potermi esprimere sul tema. Per altro, aggiungerei che la stessa Convenzione che "ci ha provato" nella scorsa Legislatura è maturata sulla base di un'idea che riecheggiava il percorso del "Trattato costituzionale europeo", che avevo seguito da vicino quando ero a Bruxelles.
Ebbene, più il tempo passa, e più il punto diventa la necessità di scrivere nell'articolo 116 della Costituzione, che fonda l'Autonomia Speciale, il principio dell'intesa. In soldoni: se domani il Consiglio vota un proprio Statuto che diventa proposta di legge costituzionale in Parlamento va evitato che nel passaggio alle Camere, a colpi di emendamento, si modifichi il contenuto della proposta stessa senza un accordo vero e proprio della nostra Valle.
Evitando la lunga cronistoria della questione, fra promesse e proposte, resta il fatto che ormai parlare di riforme, senza questa rete di protezione, diventa più un rischio che una necessità.

Neve, meteo e Protezione civile

volvo_neve.jpgL'anno scorso ho confessato di come, nei primi giorni, mi ritrovassi vagamente imbranato a guidare sulla neve. Non ero più abituato, vista la durata e la persistenza di un inverno finalmente nevoso. Imbranataggine superata necessariamente perché ad una nevicata ne seguiva subito un'altra.
Vorrei davvero che quella specie di magia, a costo di essere seppellito dalla neve, proseguisse con un inverno d'antan, degno di una Regione alpina quale noi siamo per ovvietà geografica.
Tuttavia, non credo che ci si debba nascondere una realtà forse da affrontare per tempo per evitare, ex post, di piangere sul latte versato. Mi riferisco alle previsioni meteo per le quali la neve sulle Alpi è un fatto da trattare non come una normalità climatica ma come una specie di avvenimento da tregenda.
Piove poi sul bagnato, quando la Protezione civile nazionale affianca queste previsioni terroristiche, per altro spesso sbagliate, bollettini d'allarme in cui ad ogni nevicata corrisponde l'invito di non muoversi come se muoversi con la neve fosse una sorta di sciagura da cui scampare.
Ci si può anche ridere sopra, ma di certo l'appeal della montagna ne risente non poco.

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