September 2009

La II Guerra mondiale

Dappertutto - ma soprattutto in Germania, dove non ci sono per gli attuali governanti scheletri nell'armadio - il ricordo dei orrori della guerra scoppiata nel settembre di settant'anni fa è stato valorizzato come si doveva.
La storia va evocata.
Da noi, al di là degli obblighi protocollari, il silenzio del Governo Berlusconi sulle responsabilità e le complicità dell'Italia fascista sono la foglia di fico di un imbarazzo, se non di un oblio intessuto di colpevole disinteresse.
Quegli anni Trenta, tragici e terribili, l'incipit di un lungo periodo di violenza e dolore, dominati da due personalità sanguinarie: Hitler e Stalin.

Dietro la paternità

panorama_laurent.jpgLa paternità, che per me è arrivata quando viaggiavo già verso i quaranta, è una clessidra girata. Osservi, nel crescere dei tuoi figli, il passare degli anni con un confronto quotidiano. Loro crescono e tu invecchi e perciò ormai guardi il tramonto del sole con pensieri diversi.
Ci pensavo, nel vedere mio figlio che entra ormai alle superiori, e a me sembra ieri che sputava il ciuccio con mio grande giubilo. Come passa il tempo!
Sarà che ho perso mio papà da poco, ma ho trovato proprio all'inizio del libro-biografia di Simenon, che ho citato pochi giorni fa, questa bella frase, che sembra adatta al suo ricordo: «La date plus importante, dans la vie d'un homme, est celle de la mort de son père. (...) Ce n'est quand ils n'ont plus besoin de lui que les fils comprennent que leur père est leur meilleur ami»

Les Sarrasines

sarrasines.jpgCinque graziose ragazze della Bassa Valle, impratichitesi a... Ivrea, hanno cominciato ad esibirsi nella danza del ventre fra musiche orientali e veli colorati.
L'altra sera, ad una festa di pensionamento del "trio Rai" Gobbo - Boccarella - Godio, ho assistito allo spettacolo sensuale e - come dire? - stuzzicante. Il pubblico ha apprezzato l'impegno e anche la simpatia, capendo il batticuore delle prime esibizioni.
Annuncio che il gruppo è alla ricerca di un nome. Io ho suggerito, in un ricordo lontano di storia locale, "Les Sarrasines".
La globalizzazione, addolcita dalla femminilità, incombe. 

Leggere il passato

teatro_romano.jpgL'altro giorno, prima che la temperatura crollasse e la neve facesse capolino in quota, sono andato a vedermi il teatro romano "desnudo".
Io personalmente lo ricordavo impacchettato tipo le opere dei coniugi Christo, non fosse che quelle sovrastrutture - poste a fin di bene - impedivano la visione di questa straordinaria opera della romanità.
Aosta romana è una ricchezza unica. Ricordo lo stupore di ospiti illustri di fronte al criptoportico o all'Arco d'Augusto.
Le stampe antiche della città, specie con i panorami visti dalla collina, restituiscono con nettezza la pianta romana e come i successivi inserimenti si inserissero armonicamente con quella logica di sovrapposizione e utilizzo di cui gli antichi non avevano paura.
Oggi Aosta romana è stata imprigionata dallo sviluppo impetuoso dell'ultimo tratto della sua storia millenaria, preceduta dalla presenza sullo stesso territorio dei popolamenti di cui le tombe di Saint-Martin de Corléans sono stupefacente testimonianza, cui si aggiungono gli esiti degli scavi al centro di Aosta.
Il Teatro resta, con lo sfondo di montagne, un simbolo e un'attrazione.

Kabul

kabul_attentato_settembre_2009.jpgConfesso di aver atteso prima di scrivere. La speranza era che venissero le parole giuste per parlare delle conseguenze della trappola assassina in cui sono caduti i militari italiani.
Non ho trovato argomenti adatti, ma il silenzio, visto che ho sempre parlato, nel piccolo, degli argomenti di maggior attualità, poteva suonare come una grave omissione, una scelta di non toccare argomenti delicati o difficili.
Invece direi che non si può dir altro che questa è la guerra, anche sotto la forma nobile di quella che pudicamente si chiama "missione di pace" e che i militari di carriera sanno che la morte è un rischio connesso alla scelta professionale che hanno fatto.
Gli estremisti islamici sperano prima o poi, lì come altrove, di fiaccare la resistenza dell'opinione pubblica dei Paesi i cui ragazzi rientrano stesi nelle bare. Fanno il loro mestiere, basandosi oltretutto su di una visione del mondo astratta e fallace, che li vede protagonisti di una guerra contro l'Occidente e i suoi valori, spesso aiutati da un pacifismo simile a quello - leggete qui vicino - che aiutò Hitler a perseguire i suoi progetti.
Per cui il dolore deve servire a confermare un impegno.

La tendopoli smantellata

lucoli_campo_vda_02.jpgSpero di tornare presto a Lucoli, quel paese a pochi chilometri da L'Aquila, "adottato" per caso dalla Valle d'Aosta e dove in queste ore si sta smontando quel campo dalle tende blu e dalle piazze e vie dai nomi valdostani. So che i filmati realizzati dalla "Rai" sono stati accolti con commozione, durante la visione nella grande televisione della tenda principale.
Era il racconto della sofferenza dei terremotati attraverso le sensazioni dei nostri volontari, che hanno dimostrato - sotto l'egida della Protezione Civile - di saper lavorare assieme.
I lucolani ringraziano, anche con messaggi accorati di amicizia e in una recente visita ad Aosta sono stato testimone oculare dell'affetto creatosi. Montanari noi, montanari loro: legati dal destino di quel sisma terribile, i cui effetti - specie su L'Aquila, dove i nostri pompieri hanno grandi responsabilità - dureranno purtroppo nel tempo.
Un'annotazione: bene ha fatto il mio amico Presidente del Trentino, Lorenzo Dellai, ad arrabbiarsi con Silvio Berlusconi. Le casette inaugurate per prime erano quelle piazzate dalla Provincia autonoma, ma in pochi lo hanno saputo...

Un anniversario

writing_pc.jpgIl nuovo sito, questo su cui scrivo, compie in queste stesse ore un anno, anche se è erede di una esperienza ben più lunga.
"Darò i numeri" nei prossimi giorni e sono lusinghieri per il numero delle visite e l'interesse per il sito.
Credo di essere stato e di essere ancora uno fra i pochi politici a credere nelle potenzialità di Internet e nell'interazione fra le nuove tecnologie nel rapporto fra l'eletto e il cittadino e credo che "Un computer in famiglia" sia stato un esempio di tante azioni che si sarebbero potute fare.
Credo inoltre nella potenzialità della democrazia informatica, che mai sostituirà il contatto personale, ma penso che scoprirsi in Rete, giorno dopo giorno, consenta di sondare bene l'animo di chi scrive, a condizione che non lo faccia fare ad altri! 
Grazie di cuore a chi partecipa.

Una Valle senza più ghiacciai?

mondo_caldo.jpgSono anni che seguo, compatibilmente con le mie nozioni scientifiche, il dibattito sull'evoluzione del clima, pensando alle sue conseguenze per la Valle e per le future generazioni che l'abiteranno, in parte tracciate nell'unico studio organico  che commissionai anni fa. Mi pongo da allora in una posizione mediana fra i catastrofisti e gli indifferenti (come il paradossale documento negazionista - cioè "fa più caldo per cause naturali, l'umanità non c'entra un piffero" - votato, mesi fa, dal Senato).
Il riscaldamento del pianeta, qualunque possa essere appunto la percentuale di responsabilità umana nel fenomeno, è un tema mondiale, anche se l'impressione è che la politica lo affronti prendendosela comoda.
Certo lo scenario di una Valle d'Aosta senza più ghiacciai, nel giro di pochi decenni, fa impressione e basta vedere le temperature (o più semplicemente le vendemmie anticipate) per verificare come le modificazioni siano palpabili e eventuali inverni nevosi - speriamo che il prossimo lo sia - non paiono contraddire lo scenario.
A fine anno, nel Summit sul clima a Copenhagen, si dovrebbero assumere decisioni importanti, ma le premesse sono deludenti.

Un mondo che cambia

Il mondo cambia e la cifra dei tempi attuali resta l'accelerazione che sembra non finire mai e che ha investito a pieno, tra le altre, una generazione come la mia a fronte della marmorea staticità di tanti secoli.
Spesso non è facile averne la percezione, essendo normale farsi trascinare dai cambiamenti come avviene con la corrente di un fiume, seduti su di un gommone da rafting.
La riflessione può passare attraverso uno spunto nella quotidianità: un déclic che fa pensare.

Caleidoscopio 22 settembre

radio_bozon_e_corti.jpgOgni lunedì, da oggi, vi segnalerò gli argomenti della trasmissione radiofonica che andrà in onda il martedì, giorno successivo, su "Radio1" negli spazi di "RaiVdA" alle 12.35, dopo la "Voix de la Vallée". I nuovi spazi della radio del servizio pubblico mi paiono essere assai graditi dal pubblico.
A leggere la trasmissione è una "voce" nota e importante come quella di Vittorio Bestoso, visto che - avendo io il ruolo di consigliere regionale - non appaio in video e in voce.
Questa settimana parleremo dell'Abruzzo e dell'esperienza valdostana di "adozione" del piccolo Comune di Lucoli, dove in queste ore è stato smantellato il campo. Poi, come è ovvio, un ricordo di Mike Bongiorno e infine spetterà a Christian Diemoz raccontare un libro di editoria locale e un disco ad esso legato. Sono una ventina di minuti, con i giusti intervalli musicali, che credo possano essere interessanti, come lo è stata l'esperienza della radio per me, che ho cominciato 35 anni fa (!) su "Radio Saint-Vincent" nella trasmissione "Frequenza modulabile".
Data per morta, per mano della televisione, la radio ha dimostrato una grande vitalità e anche in Valle questo strumento potrà dimostrarsi prezioso per informare e intrattenere i valdostani.

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