June 2009

La morte di una star

jackson_thriller.jpgRacconterei una bugia se dicessi di essere stato un ammiratore di Michael Jackson, ma certo le sue canzoni - dai "Jackson Five" in poi - facevano parte della colonna sonora della mia vita.
I miei gusti musicali sono sempre stati, tuttavia, diversi e la sua vita privata aveva aspetti così grotteschi - per usare un eufemismo visto il buonismo post mortem - da renderlo caricaturale e direi, negli ultimi anni, disperato.
Ma quando muore un tuo coetaneo (in Valle diremmo "coscritto"), ti colpisce un po' di più. E' come se la saetta del destino avesse colpito vicino ed è scarsamente consolatorio riflettere sul fatto «che era ancora così giovane»...

Fulmini e saette

temporale.jpgTutto si può dire, ma non che in questo scorcio primavera-estate siano mancati i temporali.
Confesso un'autentica adorazione per il temporale: l'attesa, che ho imparato da bambino, nel rapporto fra tuono, fulmine e tutti i trucchi che ti annunciano, compresa la brezza, l'arrivo del temporale e poi gli odori (saranno dei gas?) che si sprigionano al culmine dei fortunali. In montagna e al mare si differenziano un po', compresa la circostanza - straordinaria ma temo pericolosa - che al mare è bellissimo il bagno con la pioggia e, in un caso, ebbi la fortuna di provare con la grandine!
Leggendo i rapporti sui cambiamenti climatici, si viene sempre ammoniti sulla circostanza che fenomeni brevi ma violenti, come appunto i temporali, saranno sempre più nella normalità di una natura che muta continuamente.

Un abbraccio, Sandro

laurent_papa_mamma_eugenie.jpgChe chi gli ha voluto bene lo ricordi sorridente, come da suo carattere.
Alessandro Caveri, Sandro per gli amici, ci ha lasciati poco fa, a 86 anni.
Non ci sono parole ma tanto amore e tante cose dette e non dette, come avviene nella vita.
Lo saluteremo lunedì alle 9.30 nella Collegiata di Verrès ed alle 11 al cimitero di Aosta.

Salutaci il Paradiso, papà.

Mio papà

Mio papà era un uomo che, per ragioni anagrafiche (era nato nel 1923), aveva attraversato - da un po' prima della sua metà - i grandi avvenimenti del Novecento.
Come tutta la sua generazione, si era trovato a vivere in un secolo breve per gli avvenimenti sincopati che lo hanno riempito e anche per l'accelerazione scientifica e tecnologica, di evoluzione della società e dei costumi, dei cambiamenti nell'economia che si sono affastellati con una corsa mai vista prima e che ha lasciato tutti i protagonisti, grandi o piccoli che fossero, con il fiato corto e con un certo smarrimento per un mondo profondamente mutato nel volgere di poco tempo.
La sua formazione di bambino e di ragazzo - penultimo di ben otto figli - culminò con gli anni ruggenti del fascismo, ma l'antidoto alla logica dei balilla e dei "Guf" (Gruppi universitari fascisti) era presente nell'ambiente familiare e nel milieu culturale di casa Caveri, dove si respirava l'antifascismo e una formazione liberale che veniva da nonno René e una educazione cattolica da nonna Clémentine. Basta guardare i libri della biblioteca di famiglia per vedere come, nella stratificazione degli intrecci parentali, l'imprinting culturale derivante dalle letture fosse vasto e articolato nelle diverse discipline umanistiche e scientifiche.
Tutto ciò, accanto al cosmopolitismo ben presente, era improntato alla più profonda adesione alla valdostanità: il francese era la lingua di casa e le amicizie espressione di quel gotha della bourgoisie aostana e del clero locale, fiammella minoritaria di una resistenza (i fratelli Severino ed Antonio furono fondatori della "Jeune Vallée d'Aoste") sfociata poi in Resistenza.
Sandrino - chiamato con un diminutivo per la piccola taglia, che celava in realtà una tempra di sportivo ben espressa in competizioni sciistiche di alto livello - viene imbevuto di questo spirito democratico e così accompagnò giovanissimo gli ebrei in Svizzera attraverso la conca di By, guadagnandosi - per il suo coraggio - un attestato della comunità ebraica di Torino.

Un arcobaleno

arcobaleno.jpgLa speranza assomiglia ad un arcobaleno beneaugurante. E' bello pensarci quando nella vita di ciascuno di noi, per le tante ragioni possibili, ci sono momenti brutti.
Questa è la straordinaria molla che ci consente di rialzarci e ripartire, pensando magari a chi - prima di noi - lo ha fatto, in circostanze ben più avverse.
Il loro coraggio dev'essere sempre il nostro.

I falò

falo_scala.jpgLa tradizione dei fuochi di ieri notte di San Pietro e Paolo affonda nel passato più remoto, avendo il cristianesimo assorbito e riproposto tutto quel che di precedente era espressione delle tradizioni pagane. Il fuoco era una delle scoperte più straordinarie come i punti di riferimento del ciclo delle stagioni ed è bello pensare che i montanari parlino fra di loro a distanza con i roghi accesi che, come una ragnatela, si estendono lungo la Valle.
Un rito collettivo (ero a Castagnot di Issogne, ma poco sotto in un cerchio allegro attorno al fuoco c'erano i coscritti del paese) che scalda non solo le membra ma anche i cuori e c'è qualche cosa di antico, insondabile, nascosto nel vedere fiamme e fiammelle che si disperdono nella notte con la loro magia.

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