June 2009

Les 60 ans du Conseil de la Vallée

Notre Vallée est pleine de fédéraliste et pleine de gens qui citent Emile Chanoux!
La commémoration de la première séance du Conseil régional du 21 mai 1949 s’est déroulée dans le sillon du conformisme et cela, une fois oubliée la stupeur, me crée des suspects dont je voudrais vous faire part. Alors que dans le passé, même au sein du Conseil de la Vallée, on reconnaissait très bien les unionistes à leurs idées et à leurs idéaux, aujourd’hui nous avons une aire autonomiste similaire et conforme et, ce qui est encore plus étonnant, droite et une gauche puisent à pleines mains dans notre patrimoine culturel et dans nos positions politiques. Si on parlait de gamins vous les reconnaîtriez puisque, après avoir mis les mains dans le pot de la confiture, ils en ont encore plein autour de la bouche!
Il suffirait de relire les discours dans les comptes rendus du Conseil pour comprendre: autrefois - il y a une dizaine d’années - le fédéralisme était vu comme une bizarrerie cultivée par les unionistes et nous avons été les seuls, pendant longtemps, à exalter l’image d’Emile Chanoux. Aujourd’hui, au contraire, beaucoup de personnes à la mémoire courte abjurent leur tradition et copient sur celle des autres qui demeure solide, alors que le système des partis est parti pour un grand tour de valse.

Sciura Brambilla

brambilla_saluto_fascista.jpgIn un altro Paese che non fosse l'Italia il caso darebbe già chiuso: il Ministro, travolto dallo scandalo, avrebbe dato le dimissioni.
Mi riferisco alla Signora Michela Brambilla, per la quale per altro - in spregio ad un referendum del passato e ad una recente sentenza della Corte Costituzionale - è stato creato il Ministero del Turismo a chiusura di un ciclo nel quale era stata una "favorita" dell'harem berlusconiano (in senso politico, in questo caso...).
Come ben visibile in un filmato, durante la festa dei carabinieri a Lecco, la Ministra (anzi, la ministra) si è esibita - in contemporanea con il babbo, segno di attenta educazione e sincronismo da nuoto sincronizzato - in un rivoltante saluto fascista.
Spero che la prossima volta che vorrà venire in Valle la si consideri contaminata e non amicona, lasciandola in quarantena a Carema a studiare rudimenti di storia.

Vizi privati e pubbliche virtù

paletti_lago.jpgChi fa politica non è un monaco trappista o una verginella, ma esistono dei comportamenti che, sempre nella logica del buonsenso, devono essere improntati all'onestà e uniformati a modi di essere - pubblici e privati - che possano evitare di essere ricattabili o ridicoli.
La morale fissa dei  paletti, che saranno pure mobili nel tempo, senza farne però un elastico allungabile a dismisura e, per favore, non ci si trinceri dietro all'esito elettorale come se fosse una lavatrice.
Certo nessuno è infallibile: può capitare - non mi riferisco certo a condanne penali per reati contro la Pubblica amministrazione, che sono altra cosa - di sbagliare. Ci mancherebbe altro, essendo la vita lastricata di problemi.
Ma, purtroppo, chi è personaggio pubblico non può trincerarsi dietro la privacy: deve accettare le intrusioni e sopportare la stupidità dei pettegolezzi o la violenza delle cattiverie, spesso diffuse da chi se ne avvantaggia e magari può contare nel suo palmares magagne di ben più elevato profilo, tali da non consentirgli in teoria di pontificare.
Ma, si sa, che non c'è mai limite al peggio.

Success story

terme_psd.jpgGuardare le nuove Terme di Pré-Saint-Didier e pensare ai ruderi e allo sfacelo del vecchio stabilimento è rincuorante.
Oggi le Terme sono molto attrattive con punte di saturazione che dovrebbero spingere la proprietà a dotarsi di sistemi di prenotazione e biglietteria sul web.
In più mi auguro che si completi il project financing che si basava sulla costruzione di un albergo collegato e poi mi parrebbe indispensabile avere un ristorante e un bar interni.
Capisco che il prezzo d'ingresso oggi è elevato proprio perché comprensivo di un buffet dietetico gratuito, che non è di certo sufficiente. All'aperto manca poi una piscina profonda.
Resta infine il problema dell'uso terapeutico dell'acqua calda dell'Orrido, storicamente legato alle malattie della pelle. Un filone oggi inesistente, ma i gestori son disponibili a cedere un ragionevole quantitativo d'acqua.

Bella l'aquila, ma la gallina...

pesto_in_progress.jpgCon l'enogastronomia non si sbaglia. L'estate è il trionfo della sagra, dei banchetti di prodotti locali o d'importazione, dei brindisi iniziali e finali, delle tavolate e delle degustazioni. Non c'è paese o frazione dove non si cucini, si mangi e infine si digerisca.
Rispetto ai grandi appuntamenti culturali, ai beni artistici prestigiosi, ai ponderosi dibattiti sui temi esistenziali basta, con sintesi mirabile, quel che raccontava Trilussa:

"L'Aquila disse ar Gatto:
- Ormai so' celebre.
Còr nome e co' la fama che ciò io
me ne frego der monno: tutti l'ommini
so' ammiratori de l'ingegno mio! - 
 
Er Gatto je rispose:
- Nu' ne dubbito.
Io, però, che frequento la cucina,
te posso di' che l'Omo ammira l'Aquila,
ma in fonno preferisce la Gallina...".

Un milione contro la crisi del referendum

referendum_schede_2009.jpgL'articolo 75 della Costituzione, che risale al 1948, è chiaro nel suo contenuto:
"1. È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
2. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
3. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
4. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
5. La legge determina le modalità di attuazione del referendum"

Come si capisce, gli spazi offerti alla legge citata nell'ultimo comma sono davvero risicati. Forse il modo più semplice per un refresh del referendum è elevare ad un milione le firme necessarie.

Una piccola croce

crocifisso_consiglio.jpgNell'aula del Consiglio Valle c'è un piccolo crocefisso di cui non so nulla, nel senso che non so quando e chi lo abbia affisso.
Immagino ci sia dall'inizio degli anni Sessanta, quando il Consiglio iniziò a riunirsi nel nuovo Palazzo regionale. Mai nessuno ha posto in discussione questa presenza simbolica, che ricorda uno dei caratteri salienti della nostra civilisation valdôtaine.
Un giorno verrà - e non si tratta di essere indovini - in cui qualcuno, in questo mondo in rapida mutazione che colpisce duro anche da noi, porrà in discussione quel piccolo crocefisso.

Luttuoso incidente

a5_arnad_incidente.jpgColpisce il drammatico incidente ad Arnad sull'autostrada, dove un camion bulgaro con autista greco ha investito un gruppo di operai che stavano lavorando sul lato della carreggiata, uccidendone uno.
Si parla di un colpo di sonno come causa scatenante e ciò ripropone un tema spesso esaminato quando mi occupavo del trasporto su gomma al Parlamento europeo.
Il processo di liberalizzazione del settore, pur tutelato da normative tecniche di controllo dei mezzi e delle percorrenze, ha scontato una lotta selvaggia per le tariffe, specie con i Paesi dell'allargamento meno attenti alle regole.
Sarebbe tuttavia ora anche di avere modalità più certe per certi lavori sull'autostrada, dove talvolta i cantieri pagano una qual certa insicurezza.

Ciao, Calepin! (mais seulement sur le "Peuple"...)

Avec ce numéro du "Peuple", le "Calepin" dit au revoir à ses lecteurs.
Cela fait de nombreuses années que, semaine après semaine, cette rubrique accompagne ma vie et je souhaite qu’elle ait représenté une compagnie agréable pour ceux qui avaient envie de la lire.
Le "Calepin" a vécu avec moi des années importantes de ma vie et je crois y avoir décrit mes pensées, mes idées, mes espoirs, mes joies et mes souffrances: une sorte de journal intime public qui m’a permis de congeler dans les articles ma façon d’être, les aspects de mon caractère, avec mes mérites et naturellement mes nombreux défauts. La parution hebdomadaire tue même le journaliste le plus fécond: tu viens d’écrire et tu dois déjà penser à ce que tu écriras dans une semaine; tu en a pas toujours envie et parfois tu ne trouves pas un argument qui te fais écrire aisément.
Plusieurs personnes ont eu la gentillesse de me dire qu’il était agréable de me lire, dans le journal ou dans la transcription sur le Web. Puisque les rubriques sont faites pour être lues, cela m’a toujours flatté et je pense que dans un futur assez éloigné, pour comprendre ce qui se passait en Vallée d’Aoste, quelqu’un trouvera des éléments utiles dans mes lignes.

Bosco invasivo

bosco_invasivo.jpgCi sono degli slogan ripetitivi che perdono di significato, ma vengono spesso riproposti.
Un classico, ad ogni evento idrogeologico sulle Alpi, è "deforestazione". Peccato che basti girare per le nostre montagne per verificare che ogni anno il bosco ingloba territorio. Segno di abbandono in larga parte delle nostre montagne.

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