April 2009

24 aprile 1949

zio_severino_03.jpgCon domani, sono passati sessant'anni da quella data, poco ricordata in queste ore, benché sia stato un passaggio cruciale per la nostra Autonomia speciale.
Quel giorno si votò, dopo oltre tre anni di lavoro del Consiglio Valle nominato dai partiti del C.L.N. (Comitato Liberazione Nazionale), per il primo Consiglio regionale eletto a suffragio universale, secondo la Costituzione e lo Statuto (che, parafrasando Giorgio Napolitano, non sono un residuo bellico...).
Fu l'asse Union Valdôtaine - Democrazia Cristiana, già presentatosi alleato per le politiche dell'anno precedente, a vincere per volontà degli elettori valdostani contro le Sinistre con 28 consiglieri su 35, grazie ad un sistema elettorale maggioritario piuttosto bizzarro frutto di una legge statale e si dovettero poi aspettare quarant'anni - mia soddisfazione personale alla Camera - per ottenere competenza regionale sulla legge elettorale!
L'epoca appassionante è marcata dalla personalità di Severino Caveri, che nel 1954 scaricherà democristiani, imbarcando - fatto di rilevanza nazionale nella temperie di quel periodo - il Partito Comunista.

25 aprile con i miei pensieri

25_aprile_2008.jpgPer oltre vent'anni la mia mattinata della Festa della Liberazione è stata occasione per parlare in pubblico. Una piccola sfida personale per, ogni volta, trovare uno spunto nuovo per non annoiare l'uditorio.
Quest'anno non ho impegni di questo genere e dunque sarà una giornata di riflessione intima, legata alla Resistenza e ai legami familiari.
Ho avuto la fortuna di vivere la Resistenza grazie ai ricordi, alle testimonianze di persone care, cui vorrei rendere omaggio senza ricordarle una ad una. Un abbraccio a chi mi ha insegnato quanto sia importante la democrazia.
E' bene ricordarlo perché i tempi di crisi economica - lo dimostrano gli avvenimenti post 1929 - possono creare involuzioni autoritarie.

A essere precisi...

partigiani_aosta.jpgIn Valle d'Aosta la liberazione dai nazi-fascisti della città di Aosta avvenne il 28 aprile 1945, qualche giorno dopo la data oggi canonica della Liberazione.
Mi chiamo Luciano per un avvenimento luttuoso di quel giorno. Mio zio Antoine Lucien Caveri morì nell'allora Piazza Carlo Alberto (oggi Piazza Chanoux) a causa di una fatalità: la caduta a terra di una pistola che una persona aveva alla cintola e da cui partì un colpo mortale.
Aveva preso il suo nome dal fratello del mio bisnonno (suo nonno), Antonio Caveri avvocato e giurista genovese, che fu tra l'altro Sindaco della città e nel 1848 eletto deputato nel Parlamento Subalpino e successivamente Senatore del Regno.
Antoine era in piazza per un comizio, essendo comunista e capo del partito all'interno della Cogne. Fu convinto dalla sorella Marie ad andare a parlare per l'insistenza degli operai che andarono a chiamarlo in via Sant'Anselmo nell'abitazione di famiglia, malgrado quel giorno fosse ammalato. Fatalità, appunto.
Era stato fra i fondatori della Jeune Vallée d'Aoste e avrebbe avuto certamente un ruolo di spicco nel dopoguerra.
Mio padre scelse il suo secondo nome per me in segno di ricordo e io lo voglio ricordare.

Montagna, lupo e top model bovine...

megeve_bovine.jpgSono stato a Megève per parlare di montagna in un dibattito a largo spettro sul rapporto montagna-città o, come mi sembra che si debba più opportunamente dire, montagna-pianura.
La mia tesi è che gli antichi privilèges delle zone montane attorno al Monte Bianco - e con altre forme in tutte le Alpi - oggi devono essere aggiornati, specie per contrastare i sovraccosti e compensare gli handicap, attraverso forme autonomistiche contemporanee nel nome della sussidiarietà e del federalismo.
L'occasione sono le tradizionali Journées de l'Alpage, scosse da una polemica feroce per un lupo che si è sbranato l'ennesimo gregge di pecore. Bellissima la sfilata di mucche di razza Abondance lavate e pettinate come delle top model bovine nel vasto spazio interno del "Palais du Sport", allestito con grande eleganza, compresi gli allevatori in gran spolvero e segnalo un pubblico numeroso, anche di turisti, plaudente.

Ogni volta

dall_aereo.jpgNon so quante volte avrò in questi anni attraversato le Alpi su di un aereo e lo stesso vale per sorvoli più mirati con l'elicottero, sin da quando ero un giovane cronista e piombavamo con la troupe sugli avvenimenti.
E' molto diverso sorvolare le montagne con l'elicottero, che consente di vedere ogni più piccolo particolare con una mobilità orizzontale e verticale straordinaria.
Ricordo quando la guida alpina Franco Garda diceva al grande pilota Ivo Pellissier, con il leggero balbettio del suo intercalare, scendendo dal Monzino, «facciamo il Vietnam», che significava sorvolare il ghiacciaio della Brenva bassissimi con brividi di paura.
L'aereo, con maggior rapidità al decollo e con una qual certa indolenza all'atterraggio, offre spunti di maggior vastità. Che sia Aosta, Torino-Caselle, Malpensa, Lugano, Innsbruck, Bolzano, Verona, Nizza, Cuneo, Lubiana, Vienna o chissà quale altro aeroporto la visuale offerta - arrivo o partenza che sia - riempie d'emozione.
Sarà qualche cosa di infantile, ma credo che sia il riconoscere in queste montagne, belle già oggettivamente per la varietà sposata con la maestosità (ogni massiccio ha una sua poesia), la propria terra.

Carcere di Brissogne

brissogne_carcere.jpgUn caso di cronaca dentro un caso di cronaca - il giovane tedesco, complice con la sua compagna di aver abbandonato tre bambini, che ha tentato il suicidio - riaccende l'attenzione sul carcere di Brissogne.
Una struttura più grande della necessità locali, che ha visto di nuovo crescere il numero dei detenuti, in prevalenza extracomunitari, dopo il momento di tranquillità seguito all'indulto.
Da anni esistono gravi difficoltà manutentive della prigione per i tagli al Bilancio dello Stato e pesa un problema di organico per i poliziotti penitenziari e per gli impiegati ed è mancata una stabilizzazione della figura di un Direttore, importante per dare attuazione agli impegni che vennero assunti fra Amministrazione carceraria e Regione.
Come ricordano i meritevoli volontari che agiscono in carcere, basterebbe poco per farne una struttura modello.

La coda come fallimento

auto_coda.jpgL'attraversamento di Milano resta un incubo: risolto l'ingorgo perenne con il passante di Mestre, rimane l'esempio preclaro di coda come fallimento della programmazione di opere pubbliche.
La stessa modernizzazione della Torino-Milano - i cui tempi biblici di realizzazione hanno reso per anni ogni viaggio un azzardo - finisce ancora in un imbuto e l'automobilista, compreso il valdostano che agogni raggiungere il Nord-est, si ingegna in scelte d'orario che favoriscano la fluidità.
Ho in memoria pochi minuti di percorrenza in una magica domenica mattina...

Una città per la montagna

trento_festival_01.jpgDa ben 57 anni, pur tra alti e bassi, Trento ospita il Film Festival, che segue i grandi cambiamenti del cinema, dando conto soprattutto della "democratizzazione" dei mezzi di ripresa dalla pellicola alle piccole e poco costose telecamerine digitali. In mezzo ci sta una manifestazione tutto tondo che l'attuale direttore, il regista Maurizio Nichetti, ha spostato anche sullo spettacolo e sulla valorizzazione delle figure dei grandi protagonisti.
Per Trento è una passerella di non poco conto che muove molte persone e offre alla città quell'aurea di città della montagna che Aosta, ben titolata per molte ragioni, non ha saputo interpretare.

Gli altri per capire noi stessi

trieste_barche.jpgConcludo a Trieste un rapido giro iniziato a Bolzano e proseguito a Trento per motivi di lavoro.
Sono città che conosco e se sommo a carotaggi nelle stesse zone, certe esperienze in Friuli, alcune discussioni in Veneto e incontri in Tirolo, in Carinzia, in Slovenia e in Croazia, non posso che confermare la mia curiosità per questo mondo multietnico mitteleuropeo su cui ho letto tante cose con grande voracità.
Direi: non solo Nord-est...
Vorrei che noi, per analogia, riflettessimo di più sul Nord-ovest (e non solo...) per cercare quei medesimi tratti distintivi, forgiati da storia e culture, che forse sono più difficili da distaccare da noi stessi per poterli cogliere.
Dovrebbe trattarsi di quel Alp-Med (a Roma non vogliono stoltamente che si usi il termine Euroregione!), che io vedo come un puzzle: i colori e i profumi, le architetture e i culti, l'incrocio di lingue e dialetti affratellati, i porti e i paesi d'entroterra, i massicci e le vallate, l'olio e il burro, il vino e la birra. Ci si può sbizzarrire, anche da noi, a cercare il fil rouge.

Information et technologie

La technologie dans le domaine de l’information influence profondément les medias et les professions qui y sont liées. Aux Etats-Unis, le Pays d’où nous sont venues les plus grandes nouveautés dans les dernières décennies, on assiste à des phénomènes qui impressionnent. Par exemple le déplacement des journaux sur le Web jusque à l’annonce de la disparition des copies en papier: on ne lira l’édition du jour qu’à travers l’ordinateur. Ou encore la concentration des moteurs de recherche, avec le triomphe de Google, qui offre tous les jours de nouveaux services et entre dans le monde des smartphones. Autre exemple la réalité toujours plus forte des chaînes télé thématiques qui arrivent à satisfaire même les goûts les plus excentriques et les pay-per-view qui offrent des banques de données avec des programmes qui s’occupent de toutes les connaissances humaines.
La télé se prépare, même en Vallée d’Aoste, à passer au numérique, qui offre de nouveaux programmes et permet, en cas de connexion à une ligne téléphonique, d’accéder à des services interactifs. Ensuite ça sera le tour du DAB, donc la radio numérique qui offrira également le transfert des données. Mais radio et télé sont aussi sur Internet ou elles peuvent voyager à travers les fibres optiques avec un lien par câble.

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