April 2009

Un valdostano in Australia

salumiere_01.jpgRicevo una mail da Andrew Bonel di Melbourne, figlio di Emile Bonel ed Annie Delchoz, emigrati valdostani in Australia nel 1948 e mai più rientrati.
Andrew, che ha da poco compiuto sessant'anni, ha ereditato dai genitori la "Aosta Valley Sausages", una grande azienda produttrice di insaccati di vario genere, domiciliata in una località che non a caso ha chiamato Arnad in onore del paese del papà.
Intenzionato a riscoprire le sue origini, l'imprenditore australo-valdostano mi ha descritto i suoi prodotti di evidente influenza valdostana.
Si va dalla mocetta di canguro al jambon di struzzo, dalla saucisse di diavolo della Tanzania al lardo di koala, dal boudin di dingo al salame di coccodrillo, dalla coppa di formichiere allo speck di pinguino.
Andrew vorrebbe visitare la Valle d'Aosta assieme alla cugina Nicole Kidman.

Polemiche in Consiglio

videosorveglianza_02.jpgDiscutendo una mozione, si affermano visioni diverse pure all'interno della maggioranza regionale su due punti ora all'esame della Camera dei deputati, entrambi cavalli di battaglia della Lega.
Il primo è il tema della denuncia da parte dei medici dei loro pazienti extracomunitari qualora clandestini; la seconda riguarda l'impiego nel comparto sicurezza delle cosìdette ronde, cioè gruppi organizzati di cittadini.
Le due questioni, assai discusse nella stessa maggioranza di Governo, hanno già preso due strade diverse nell'iter parlamentare e c'è da scommettere che alla fine se resteranno - e penso che resterà solo la questione ronde, perché quella dei medici ci assicurerebbe una bella sgridata dell'Unione europea - saranno ridotte al lumicino rispetto alla partenza.
Personalmente credo che il Consiglio Valle debba concentrarsi, pur discutendo di temi come questi, sullla propria legislazione sulla sicurezza, laddove abbiamo funzioni e competenze. Penso al rafforzamento del ruolo della polizia locale (dove con legge regionale dal 2005 è previsto un ruolo delle associazioni di volontariato), mi riferisco al sistema di videosorveglianza "Valle d'Aosta Sicura" (fermo al palo da quando non me ne occupo) e al tema caro ai cittadini della Bassa Valle dei numeri d'emergenza "girati" su Ivrea in caso di chiamata (della vergogna della mancanza in Italia del numero unico dell'emergenza abbiamo già scritto).

Le plaisir du chocolat

Quand nous mangeons du chocolat, notre mémoire retrouve immédiatement une saveur qui vient du passé. Il y a quelque chose d’ancien dans le plaisir d'ôter le papier qui recouvre un morceau de chocolat.
Lorsque j’étais petit, pas d’histoires: le chocolat signifiait traverser les tunnels - ouverts depuis peu de temps quand je fréquentais les écoles élémentaires - ce qu’on faisait pour des voyages de plaisir. Le Mont Blanc était Genève, le Grand-Saint-Bernard, Martigny. On achetait des cigarettes et du chocolat, deux produits qu’on associait mentalement à la Suisse. Une union intéressante entre deux vices.
La saveur du pain avec le chocolat, avant la découverte de la "Nutella" (ce label naît en 1964), était bien précise, mais le chocolat vraiment sublime était suisse. Même si à Arnad on avait la "Sirca David" (fermée depuis des décennies) et à Pont-Saint-Martin la "Feletti" (qui va très bien aujourd’hui).
Par la suite la globalisation a fait son apparition et la logique de contrebandiers qu’on liait aux déplacements en Suisse a disparu devant les rayons des supermarchés qui se sont remplis de chocolats venant du monde entier: les expériences se sont diversifiées.

Chi è Paolo?

rotolo.jpgUna delle ossessioni della modernità è la puzza. Non ho mai fatto il monatto o lavorato negli spurghi e dunque il naso mi funziona bene, perciò osservo come un tratto contemporaneo, rispetto ad un'infanzia odorosa come era normale che fosse, quanto siano numerose le pubblicità di deodoranti in tutte le salse. Si va dall'igiene intima alle ascelle, dall'infanzia alla terza età, si sale dai piedi all'alito, si scende dai capelli al culino.
Ma il top è il deodorante da bagno che, facendo il pari con i detersivi usati per bonificare lavandini o bidet raccapriccianti, trasforma con un semplice tocco in boschi odorosi anche i cessi simili ad antri infernali.
Basta un "psss" e spuntano fiori e effluvi paradisiaci. Ma colpisce il bimbo nello spot televisivo che non vuole andare nel puzzolente bagno domestico, ma comunica bruscamente alla mamma che accetta di farla solo nel gabinetto di Paolo, dotato evidentemente del giusto profumo ambientale.
Ma chi è 'sto Paolo?

Il microfono

io_radio.jpgCredo di aver parlato per la prima volta in un microfono intervistato da studente dalla "Voix de la Vallée" per una protesta dei pendolari per i ritardi dei treni. Poco tempo dopo, la scoperta della radio - e dunque dei microfoni - a "Radio Saint-Vincent", poi "Radio Reporter" a Torino, poi la televisione con "Rta" ad Aosta e poi, colpito da quella prima intervista che accese il desiderio di diventare giornalista radiotelevisivo, la "Rai".
La radio resta il mezzo più stimolante come cimento personale. La televisione consente gestualità che danno un appello in caso di errore, la radio in diretta non offre paracaduti e ciò responsabilizza e gratifica.

Orti per la nuova stagione

orto.jpgGli orticoltori hanno da sempre la mia viva ammirazione, specie di questi tempi che partono con la nuova stagione. Ricordo Rosina che nell'orto di casa, a Verrès, seguiva con brusca determinazione i suoi disegni cartesiani, usandomi come garzone privo di pollice verde, e la medesima geometria la segue Rosa, coinvolgendo i miei figli nell'orto di Feilley.
Confesso che azzannare una carota, un pomodoro o saccheggiare i rovi delle more appartiene ai gusti della vita. Guardo gli orti quando vado in giro: ci sono degli architetti inespressi che realizzano costruzioni incredibili tra vecchi legni, ondulati dismessi, api e roulotte fuori corso riciclati per gli attrezzi e ci sono autentici Picasso dell'ortofrutta che mischiano la tavolozza della natura con maestria.
Ora Michelle Obama lancia il suo orto biologico alla Casa Bianca e piace questa sua austerità da Grande Crisi.
Biologico? Mi divertiva quando la "pasdaran anti Ogm" in Consiglio regionale chiedeva di bandire ogni seme sospetto di manipolazione genetica, mentre in certi orti locali erano evidenti semi già taroccati con zucche grandi come la carrozza di Cenerentola o pomodori pronti a spiccare il volo simili alle mongolfiere di Nello Charbonnier.

Terremoto

l_aquila_terremoto.jpgL'ennesima tragedia annunciata in un Paese sismico come l'Italia. Accanto allo sciame di scosse di assestamento, ci saranno le polemiche, destinate poi ad essere dimenticate sino al prossimo terremoto.
Pensate alla contraddizione: anni fa la Valle d'Aosta, dove i terremoti sono rari e mai distruttivi, è stata, per decreto del Presidente del Consiglio dei Ministro, classificata in una graduatoria più elevata del dovuto anche se relativamente flebile (tecnicamente tre sono in "zona 3": Courmayeur, Pré-Saint-Didier e Valtournenche ed i restanti in "zona 4") e ciò ha comportato costi non indifferenti nelle progettazioni. Le zone storicamente sismiche invece, in barba a queste classificazioni che temo vengano prese sul serio a seconda delle coscienze degli amministratori, sembrano ogni volta scoprire di essere alla mercé dei terremoti.
Il terremoto è brutto: l'ho vissuto da bambino, più volte, ad Imperia, una zona a forte sismicità. Fa impressione il mondo che sobbalza. Si accende qualche cosa di atavico e nascosto che crea un'angoscia dell'ignoto, come quella che le povere popolazioni abruzzesi stanno vivendo.

L'ultimo sguardo sul mondo

notte_luna.jpgChissà come sarà il nostro ultimo sguardo sul mondo. Certo è che, pensando alla tragedia del terremoto ed alle persone imprigionare sotto le macerie, è consolatorio pensare ad un "addio" che avvenga senza sofferenza e con dignità.
Quella dignità che doveva emergere dalla legge in discussione sul testamento biologico, rivendicando giustamente il legislatore un ruolo primario per evitare di essere surrogato dalla giurisprudenza. Mi auguro che la Camera riveda il testo del Senato, che fa carta straccia del testamento biologico.
L'eutanasia è un obbrobrio, ma lo è altrettanto - come opposto estremismo - la cancellazione del rispetto del paziente e della sua volontà (in violazione del comma 2 dell'articolo 32 della Costituzione), come se la persona fosse un burattino nelle mani dello Stato.
Un insulto per chi crede nel federalismo e dunque aborrisce l'idea di uno Stato etico o peggio teocratico che si fa dittatura.

SAV

a5_chatillon.jpgL'autostrada Quincinetto-Aosta, dove purtroppo la nostra Regione ha solo il 28,72% del capitale sociale e dunque è soverchiante la presenza del privato, offre sempre dati interessanti.
Anzitutto per le implicazioni sociologiche. Ad esempio colpisce la diminuzione tutto sommato lenta dei metodi di pagamento tradizionale (contanti dal 37,5% del 2005 al 32% dello scorso anno, mentre la Viacard scende nello stesso confronto dal 13,7% al 10,5%) a quelli più moderni (Telepass - nel medesimo raffronto - dal 41,9% al 48,9% e le carte di credito dal 6,9% all'8,6%). Oppure è interessante constatare una diminuzione dell'incidentalità e una stabilità del numero dei dipendenti, che passano dai 143 del 2004 ai 137 dello scorso anno.
I pedaggi, notoriamente carissimi, fruttano nel 2008 una cifra di 45.280.000 euro a fronte di un leggero calo di traffico, ma l'indebitamento della società - specie per i costi dello svincolo realizzato verso il Gran San Bernardo - resta da capogiro e anche per questo resta al palo la celebre e attesa riqualificazione del nodo collegato all'uscita di Châtillon.

Quelqu'un m'a dit...

Beaucoup de maisons de la vieille Aoste ont été bâties en réutilisant les pierres de l’Aoste romaine. Regarde là-haut, la partie dorée: ce sont des champ de seigle. Si tu appuie ton oreille contre un coquillage tu peux entendre la mer. La douceur de l’huile doit avoir une saveur séduisante: essaye-la avec du pain. Dans le beurre fait avec du lait d’alpage on retrouve le parfum des fleurs. Incroyable l’effet de la neige frissonnée sur les mains froides.
Une phrase, même si entendue une seule fois, peut revenir à la mémoire avec l’image de ceux qui l’ont prononcée, prise dans la toile d’araignée de nos souvenirs, qui traversent notre esprit pour réapparaître, clairs, en un instant. Une toile qui, pour nous, a acquis des dimensions gigantesques, inimaginables dans le passé pour les générations qui nous ont précédés, vivant dans un petit monde qui ne dépassait pas, d’ordinaire, les frontières d’un village. La différence est énorme, si on pense à un monde vraiment globalisé qui entre dans nos maisons avec tous les instruments technologiques qui multiplient nouvelles et images. Les connaissances s’étendent, de même que les opportunités pour accroître notre culture. Respecter le passé signifie également être conscients des limites des conditions matérielles de l’époque et du progrès que les générations suivantes ont vécu.

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