March 2009

Il Vallese tinto di rosa

esther_waeber_kalbermatten.jpgLa Repubblica del Vallese - cui ci lega una vicinanza, una solida amicizia e grandi similitudini - avrà per la prima volta in assoluto una donna nel proprio governo, il Conseil d'Etat. E' una socialista e si chiama Esther Waeber-Kalbermatten.
Quando parliamo del federalismo svizzero, modello assai interessante, dobbiamo anche rimarcarne i limiti, quali quello del ruolo femminile in politica. Pensate che, mentre in Italia la conquista del voto alle donne fu con un atto del 1945, nel Vallese ciò avvenne solo nel 1970 e solo nel 1990, su decisione dei giudici, il voto femminile fu reso obbligatorio nel Cantone assai conservatore dell'Appenzeller Interno.

Fare i conti senza l'oste

cartello_na_italie.jpgCome da me scritto più volte, il federalismo fiscale sta prendendo una brutta piega.
Ecco giustappunto l'idea di sveltire, presto e subito, i "tagli" per i riparti fiscali per le Autonomie differenziate del Nord.
Triste epilogo che mostra il volto truce del disegno pseudofederalista, che doveva essere la panacea per tutti e diventa invece un inspiegabile regolamento di conti.
A nessuno interessa l'idea che i valdostani potrebbero arrabbiarsi davvero per un tentativo di cambiare le regole senza il necessario consenso?

Sale jalousie!

«Miroir, mon beau miroir, dis-moi quelle est la plus belle de tout le pays?»
Le miroir répondit: «Madame la reine, vous êtes très belle mais Blanche-neige est plus belle que vous».
Nous connaissons tous cette phrase, que nous avons lue ou entendue dans le célèbre dessin animé.
La reine jalouse devient une méchante sorcière et la pomme empoisonnée rappelle le fruit d’Adam et Eve: le symbole du péché qui priva l’humanité de l’Eden. C’est quelque chose de sombre qui flotte dans l’air avec touts ses aspects négatifs et qui sort du monde cristallisé des contes pour faire irruption dans notre vie de tous les jours. Sans vouloir paraître la petite vierge, et en sachant à quel point les défauts humains sont enracinés dans l’esprit des êtres humains (le mien en premier), je ne peux que me répéter: la jalousie est une sale bête. Un sentiment qui gâte les esprits et transforme les rapports humains en un mélange irrationnel de revendications et de misères. Elle est un virus contagieux qui se propage avec une rapidité inattendue et qui, en frappant même ceux qui pensaient être immunisés, menace les rapports entre les individus, aussi bien les plus superficiels que ceux qui représentent une solide amitié.

Le speranze della Savoia

chambery_01.jpgLa Savoia si prepara a ricordare i 150 anni dall'annessione alla Francia in una fase di grandi discussioni sul futuro del decentramento in Francia.
La Commissione Balladur ha presentato un rapporto al Presidente della Repubblica sulla riforma del sistema autonomistico, intitolato non a caso "Il est temps de décider".
Il documento è corposo e assai ben costruito: la logica è ridurre il numero delle Regioni e dotarle di maggiori poteri e competenze a detrimento dei Dipartimenti, prevedendo in sostanza forme di forte accorpamento dei molti Comuni francesi.
L'associazione "La Région Savoie j'y crois" rilancia la speranza che i nuovi ritagli regionali e la mortificazione dei Dipartimenti (la Savoia ne ha due) possa portare ad una mobilitazione popolare per liberarsi del centralismo di Lyon e dar vita ad una Regione Savoia nel solco della storia.
Nobile speranza ma proprio leggendo il "rapporto Balladur" gli spazi paiono ristretti.

Legge sulla montagna

nivolet.jpgHo ripresentato in Consiglio Valle, con alcune migliorie, la proposta di legge definita nel titolo "Disposizioni per lo sviluppo e la tutela della montagna".
La considero come il coronamento di tanti anni di attività e di di una lista interminabile di dibattiti e convegni. Lo sforzo è quello, facendo una classificazione nuova e originale con Comuni di montagna e di alta montagna, di mettere una parola fine al cuore del problema: la situazione italiana vede ancora classificate come montagna aree pedemontane, collinari o costiere.
Una stortura intollerabile che ridicolizza la richiesta di una politica specifica per la montagna, resa maggiormente perseguibile con il "Trattato di Lisbona".
Troppa montagna, nessuna montagna.

Meridiane

meridiana_0.jpgLa meridiana mi ha sempre affascinato e stupito: catturare il passare del tempo con i raggi del sole.
Penso poi al lavoro certosino di Robert Berton che nelle sue preziose pubblicazioni disegnò un ricco campionario di vecchie meridiane valdostane.
Lo sforzo artistico e la minuzia scientifica della collocazione (nel mio caso Tecco - Anselmo) si coniugavano - come ho cercato di fare anch'io - con l'arguzia di una frase fulminante, spesso attingendo al patrimonio classico.
La meridiana è silenziosa, ecologica, pensosa e precisa sin quando il sole - che dà la vita alla natura intera - la illumina.

Cambiamenti

posta_iphone.jpgL'evoluzione tecnologica mette le vertigini. Da fenomeno elitario pur in progressione, Internet è ormai banale. Non lo è se una generazione come la mia misura i cambiamenti.
Fra questi, per la diffusione di massa e l'impatto quotidiano, la posta elettronica spicca ed esalta il ritorno diffuso alla scrittura, come avviene anche con il gergo dei messaggini.
Ricordo con divertimento, già alcuni anni fa, il funzionario regionale che, dolente, non si rassegnava al fatto che la Commissione europea - che aveva inviato una mail di risposta ad un quesito - non concepisse neppure l'idea di inviarla di nuovo in cartaceo e con la Posta e ciò creava un gran scoramento per chi viveva di abitudini.
Chi si ferma è perduto...

Consumi intelligenti

marzo_frutti.jpgGli opposti estremismi non mi piacciono.
Trovo ideologico il comportamento di chi predica il consumo esclusivo di prodotti a "chilometri zero" e pone la filiera corta come scelta unica (noi dove esporteremmo Fontina, salumi e vini?), ma altrettanto ridicolo è chi mette in tavola solo prodotti di provenienza esterna e cerca sempre, per chissà quale prestigio, frutta e verdura "esotiche".
Una via di mezzo mi sembra saggia: giustissimi i prodotti di stagione, ottimo l'uso di prodotti locali (rivendico l'idea e persino la denominazione di "Saveurs du Val d'Aoste"), ma lasciatemi godere un salmone scandinavo o un ananas di un Paese del Terzo Mondo che ha bisogno di esportare.

Soldi veri!

marcegaglia_berlusconi.jpgImmagino che nelle prossime ore lo scontro fra Confindustria (Emma Marcegaglia) e Governo (Silvio Berlusconi) si risolverà con un "volemose bene".
Ma i fatti restano: la crisi incombe, specie nel settore industriale e per ora le misure di contrasto restano fragili. Un esempio fra tutti riguarda le misure per elettrodomestici e mobili. Per usufruirne, guida alla mano, bisogna essere Pico della Mirandola nello zig zag burocratico. E per l'auto i paletti restringono i vantaggi.
Ora appaiono all'orizzonte le misure liberalizzatrici nel settore delle costruzioni con annunci di deregulation che stupiscono, perché paiono in contrasto con i delicati equilibri di competenze fra Comune e Regione con la riapparizione miracolistica dello Stato.
Speriamo davvero che l'economia riparta.

Piccole battaglie perdute

punto_info_vda_les_iles.jpgE' divertente come ci siano cose banali che paiono irrisolvibili. Alcuni anni fa è stata costruita la nuova area di servizio alle porte di Aosta. Nella sua concezione l'area ristorazione-vendita doveva essere una specie di biglietto da visita della Valle d'Aosta: chi entra nel grill si accorge che non è stato così.
All'epoca, funzionando per alcuni anni, nella torretta in vetro a piano terra, con alcuni richiami immaginifici nella parte superiore (sagome di cartone con soggetti vari), era stato aperto un ufficio informazioni della Regione in convenzione con le guide turistiche.
La valutazione dei passaggi portò alla chiusura, ma da tre anni - dopo averle provate tutte per farlo - constato che la scritta che segnala un ufficio informazioni non è stata tolta.
Piccole battaglie perdute.

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