Patriottismo e nazionalismo

E' bello seguire la crescita dei propri figli e osservare la formazione della loro personalità e del proprio modo di essere. Credo che lo si debba sempre fare in punta di piedi, sapendo come si debba essere rispettosi delle loro idee, avendo coscienza che sono altri da noi e non esiste un nostro "stampino" su di loro. Ma fa comunque piacere rinvenire in loro qualche elemento di condivisione e, per così dire, di continuità.
L'altro giorno mi è venuto un momento di commozione, quando al rientro da un giro in Emilia, mia figlia Eugénie, all'ingresso della Valle d'Aosta mi ha detto: «Che belle le nostre montagne, mi sono mancate...».

Devo dire che questo stesso sentimento l'ho avuto parecchie volte io stesso e più andavo distante geograficamente e più al rientro ero contento di ritrovarmi a casa, nel mio Paese, la Valle d'Aosta.
Si tratta del volto buono del patriottismo. Ha scritto Francesco Tuccari: "Il concetto di Patria è affine a quello di Nazione tanto che, spesso, i due termini sono utilizzati come sinonimi. La differenza tra i due concetti emerge dal contrasto tra le nozioni di patriottismo, che indica l'amore per la patria, le sue istituzioni e i suoi simboli, e di nazionalismo, inteso come sentimento della superiorità della propria nazione rispetto alle altre".
Così si espresse Benedetto Croce in uno scritto del 1943, quando appariva evidente quanto disastro avesse causato il fascismo: "Si potrebbe dire che corre tra amor di patria e nazionalismo la stessa differenza che c'è tra la gentilezza dell'amore umano per un'umana creatura e la bestiale libidine o la morbosa lussuria o l'egoistico capriccio. L'amore di Patria è un concetto morale".
Mi ci ritrovo, benché il linguaggio adoperato suoni come datato.
E' il nazionalismo che è sfociato nell'orrore dei totalitarismi. Chi crede nel federalismo considera come intollerabile qualunque ideologia assolutista e che idolatra lo Stato nella sua versione violenta e centralista. I federalisti personalisti seppero denunciare sia nazismo e fascismo che il comunismo sovietico con un'equidistanza importante, perché entrambi infangavano l'umanità, violando quei principi umanisti di appartenenza alla stessa umanità e con disprezzo verso quel principio di sussidiarietà che valorizza l'essere umanità e le comunità piccole e grandi.
Nel patriottismo si trova dunque un equilibrio che consente di ragionare senza competitività con gli altri che sfoci infine in violenza e bellicismo. Mai come oggi questo sentimento nazionalitario privo di aggressività e sciovinismo si deve sostanziare in una visione politica equilibrata e rispettosa degli altri.
Ma certo va sempre pretesa la reciprocità. Chiunque oggi si manifesti, ad esempio, per la soppressione unilaterale della nostra Autonomia speciale lo fa con metodi inaccettabili e prevaricatori in una democrazia degna di questo nome. Ecco perché ritrovo nella frase di mia figlia citata all'inizio ragioni di speranza. Si può essere buoni cittadini del mondo, amando la propria terra di origine, senza egoismi e chiusure, che facciamo del nostro amore un elemento ossessivo e in qualche modo contrario agli altri e ai loro sentimenti di appartenenza.

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