Papa Francesco

«Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi». La "Treccani" così spiega il celebre detto popolare: "avvertimento a non parlare con leggerezza e in modo irriverente di Dio, dei santi, e per estensione di qualsiasi cosa venerabile o seria".
Che il nuovo Papa Francesco, in azione malgrado abbia contraddetto l'altro detto «Morto un Papa se ne fa un altro», sia persona seria è evidente, che si sia cattolici o no.
Pontefice da quasi otto mesi, Francesco, argentino di origine piemontese (lingua che parla in casa con i suoi), ha "sfondato" e non solo in Italia - che è un Paese papalino - ma nel mondo intero. Aiutato da una bonomia sudamericana, resa seria dal tratto sabaudo, che evita effetti macchiettistici.

Facciamo un esempio con i titoli delle principali omelie dell'ultimo mese.
3 ottobre: "Non trasformiamo la memoria in un semplice ricordo, la messa non è un evento sociale";
8 ottobre: "Una preghiera fatta col cuore apre la porta a Dio e produce miracoli";
17 ottobre: "I cristiani ideologici sono malattia grave, chiudono la porta che conduce a Gesù";
22 ottobre: "Il denaro serve ma la cupidigia uccide";
29 ottobre: "La speranza cristiana è dinamina e dona vita, liberiamoci da comodi clericalismi";
5 novembre: "Tutti siamo invitati a festa dal Signore, non accontentiamoci di stare sull'elenco";
Si nota nel linguaggio un cambio di passo, più evidente dopo Papa Benedetto XVI, che - per formazione e carattere - appariva più distante. Già Giovanni Paolo II aveva la forza dell'immediatezza, ma con un forte carisma forse non accompagnato da un calore latino. E va anche detto, per onestà, che forse abbiamo più immediata nella memoria l'immagine sofferente degli ultimi anni del Papa polacco, anche lui straordinario comunicatore.
Sarà interessante capire come la rivoluzione in corso, con vittime eccellenti già viste nella gerarchia ecclesiastica, inciderà sulla Chiesa e anche nel rapporto con i fedeli. Mi pare questo binomio al centro di questo Papato, in un periodo confuso e difficile, in cui la sfiducia verso la politica fa salire le quotazioni di personalità come Jorge Bergoglio.
Io penso che rivoluzionerà il Vaticano e mi sembra che abbia alzato il piede sull'acceleratore dalle tentazioni di occuparsi troppo delle cose italiane. Una visione mondialista, in questo terzo Papa straniero, proveniente da quel Sudamerica, che è importante per il cattolicesimo, che si accompagna forse alla scelta di mettere le mani in pasta in una riforma della Chiesa.
Meno ingerenze politiche e più politica.

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