Quando le dirette sono una pena

Fa piacere che le circostanze della politica riaccendano il desiderio di seguire in diretta i lavori del Consiglio Valle, il cuore della piccola democrazia valdostana e del suo ordinamento, se mai ce lo fossimo dimenticati.
Tutti i Parlamenti del mondo si sono negli anni dotati di strumenti di ritrasmissione che consentano di seguire l'attività con dei gradi di efficacia estremamente variabili in qualità e quantità. Fa sorridere pensare, ad esempio, che in Francia, dove il parlamentarismo ha un ruolo meno importante per l'assetto istituzionale presidenzialistico della Quinta Repubblica, ci sia una rete televisiva (la "Chaîne parlamentaire", che ho visitato), che copre in modo capillare l'attività parlamentare.
Per non dire dell'efficacia, specie sul Web, dei sistemi organizzati al Parlamento europeo e, in scala ridotta, dal "Comitato delle Regioni", che ho sperimentato di persona.
Ricordo come grandi sforzi siano stato fatto anche dal Parlamento italiano sia in Rete che sui canali televisivi satellitari.

Insomma, agli antichi e affascinanti sistemi di rendicontazione delle sedute, compresi i resoconti stenografici sempre più atutomatizzati, di si è ovviamente aperti a nuove forme di comunicazione e trasmissione, frutto della frenetica evoluzione tecnologica, cui le istituzioni democratiche non possono rimanere estranee.
In Valle d'Aosta le difficoltà si sono manifestate in tutta evidenza in questi giorni, in cui il calor bianco della politica valdostana, oggi in bilico per una sorta di pareggio alle scorse elezioni (18 a 17, come la gran parte dei lettori sanno) si sono viste due cose: uno streaming su Internet che "saltava" in continuazione per in certi momenti cruciali sparire dal computer o dal tablet e una trasmissione televisiva presente in un canale sul digitale di una televisione infarcita ordinariamente di pubblicità e televendite.
Qualità delle riprese e dell'audio d'aula, con sistemi automatici, davvero terrificanti. Spero che, per i servizi in atto, qualcuno si prenda la briga di fare dei ragionamenti fra prezzi elevati e qualità mediocre e che, naturalmente, si ponga rimedio per consentire di seguire i lavori e si tratta di un diritto dei cittadini.

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