Siamo quel che mangiamo

Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, nel 1862, aveva intitolato un suo libro "Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia" per dimostrare il legame fra psiche e corpo.
La frase è spesso usata per confermare, nelle teorie le più varie e talvolta le più bislacche, quanto la nostra alimentazione influenzi il nostro modo di essere. Penso che tutti noi abbiamo uno o più amici che sono variamente fissati fra diete, regole, precetti, comportamenti.
Ricordo, per chissà quale ragioni, come mio nonno Emilio, ormai ottuagenario, imponesse alle figlie che gli cucinavano i pasti il rispetto di strani equilibri alimentari: un "tot" di pasta, di olio, di formaggio e via di questo passo. Regole diverse, ma io non ho mai saputo il perché non avendolo conosciuto, le seguiva il nonno paterno René, anche lui sino a tarda età: ginnastica mattutina, bagni freddi, passeggiate, forse la terapia naturale del dottor Sebastian Kneipp.

La loro generazioni, delle persone nate nell'Ottocento, sarebbe stupefatta di fronte all'evoluzione dell'alimentazione.
Ogni tanto penso che anche in questo le generazioni come la mia hanno vissuto storie sconvolgenti: da un mondo piccolo e ristretto, fatto di autosussistenza, di scambio di prodotti limitati su distanze relativamente brevi, di negozietti piccoli con pochi prodotti a una globalizzazione odierna, dove tutto interagisce da un Continente all'altro con superfici commerciali cresciute a dismisura e con poche multinazionali che detengono marchi di tutti i generi.
Certo, indietro non si torna, ma almeno qualcosa penso si debba pretendere: la recente storia della carne di cavallo al posto del manzo, e certe analisi sulle verdure che consumiamo, zeppe di prodotti chimici, sono solo la punta di un iceberg su cui sarebbe bene fare chiarezza.
Se siamo quello che mangiamo, allora resta davvero da interrogarsi su che cosa quotidianamente rischiamo. Non si tratta di essere irrazionali o complottisti, ma certo la sicurezza alimentare sta diventando una delle materie su cui, specie l'Unione europea, dev'essere più esigente. Ne va della vita di ciascuno di noi. Mangiare avvelenandosi è qualche cosa di terribile.

Commenti

Sarà sicuramente...

una dieta equilibrata quella che questo ingegnere ha inventato, però io preferisco la tradizione.

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