Le buone intenzioni

"La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni" è un proverbio double face.
Può voler dire che tra quanto annunciato o sperato preliminarmente e la successiva realtà concreta c'è una bella differenza oppure che non sempre una cosa fatta per una buona ragione ottiene l'esito voluto.
Primo caso: sarò buono e poi non mi attengo all'intenzione e mi comporto da carogna. Secondo caso: sarò buono e offro generosamente un bignè a qualcuno che ne resta soffocato.
Ma, senza troppo filosofeggiare, le intenzioni sono caratteristiche di inizio anno e a questo mi attengo.

Per cui le elenco in sintesi:

  • credo che sia bene capire dove sta andando la nostra la Valle. L'Europa disegna l'orizzonte 2020 e qualcosa di analogo non sarebbe male;
  • mi sforzerò ancora di più di conciliare il mio essere valdostano con quella dimensione europea in crisi in un periodo difficile per l'economia e la politica;
  • dedicherò più tempo all'ascolto della società valdostana: voglio capire quali speranze la politica non riesce ad interpretare
  • sarò più benevolo con quelli che considero cretini e ridurrò di conseguenza certe battute caustiche che sono probabilmente inutili;
  • mi divertirò meno con i pettegolezzi che pure costituiscono una forma di divertissement "contro il logorio della vita moderna"...

 
Cinque propositi mi sembrano già impegnativi, visto che siamo già una ragnatela piena di obblighi e regole.
Questo 2012 appare un anno piuttosto maledetto ed è bene affrontarlo con la giusta serenità. Per carattere credo che fasciarsi la testa prima di essersela rotta è un esercizio inutile e ridicolo. Ma essere vigili sui fatti e intolleranti con le ingiustizie se già è sempre un obbligo, lo diventa ancor di più in un'epoca di transizione e di preoccupazioni.

Commenti

E allora ...

affrontiamolo insieme.
Da parte mia con una minore partecipazione alle cose della politica e, per la prima volta dopo tanti anni, senza tessere di partito né di sindacato alcuno, ma pur sempre con il massimo interesse per i destini di questo decadente consorzio umano.
C'è in uscita il mio libro, forse a marzo, e se tutto va bene ci saranno dei bei momenti, inoltre ho iniziato il secondo ed intendo dedicarmici dividendo il mio tempo tra la lettura dei classici che adoro, la scrittura e la chitarra, che ho ripreso in mano dopo più di vent'anni.
Insomma, «il mio secondo tempo», per dirla col buon Max Pezzali.

Corrado

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