L'ultima chance per gli autonomisti

Io sulla porta d'ingresso del Siège central dell'Union Valdôtaine, insieme al collega Claudio Restano, nella foto di bobine.tvSto seguendo le trattative per la formazione della nuova Giunta regionale in prima persona, partecipando alle riunioni che si svolgono nel famoso tavolo autonomista. Si tratta di un lavoro interessante di confronto, che spero sfoci in futuro in una ricomposizione duratura - con un solo soggetto politico - dell'area autonomista. Obiettivo ambizioso ma assolutamente necessario.
Tema che da molti anni vede impegnati chi ci crede ed io sono fra questi. Non torno sulle ragioni della diaspora unionista, che ha portato alla scelta di molti di andarsene, perché credo che oggi debba prevalere la parte costruttiva che deve esprimersi su come fare ad avere momenti di proposta non per «tornare a casa», che sarebbe banale, ma per avere nuove regole che assicurino efficacia e pluralismo.
Questo prescinde dalla sola e indubbia necessità di avere un Governo regionale stabile e un Consiglio Valle che funzioni, perché offre - con un anno di tempo - un orizzonte ad un processo che altrimenti sarebbe vissuto come un semplice collage per mettere assieme temporaneamente i pezzi con il sospetto dell'opinione pubblica, ormai scettica, che si tratti di una manovra di potere di piccolo cabotaggio.

Insomma, un progetto decisivo, già naufragato in alcuni passaggi, come quando mi imbarcai nel 2015 con la "Constituante Valdôtaine", che naufragò in una contingente e miope scelta di alleanze, al posto della visione ambiziosa di ritrovarsi attorno ad un progetto di una stagione costituente ad ampio raggio per il futuro della Valle, che vada al di là delle contingenze.
Fummo in molti ad essere scottati in quella esperienza, che semmai aumentò sospetti e dubbi sulle reali volontà anche in momenti successivi, quando si cercò di riannodare dei discorsi sulla stessa linea e la separatezza nel recente voto ne è stato l'ennesimo frutto.
Ora, esaminato in modo corale ed esplicito lo stato della situazione, ci si riprova ed è un bene. Lo si fa, mi pare, con un certo impegno e saranno i prossimi passaggi a dirci se questa entente reggerà ai soliti rischi di incomprensioni e doppiezze. C'è un interesse superiore che porta a dire che non si può sbagliare e per l'autonomismo, che necessita di unitarietà per contare, forse è un'ultima chance. E senza una forte componente autonomista varrebbe la logica, per la Valle, dell'après moi le déluge...
Ogni passaggio da qui in poi non dovrà essere solo una questione del Consiglio Valle e degli eletti, ma bisognerà trovare nella base la forza e le energie per evitare che a decidere siano vertici solitari, mentre ci vuole una marea montante e soprattutto idee e progetti convincenti, migliori di altri, perché nessuno - come si è visto - può vivere di rendita e ci vuole poco a passare dalle stelle alle stalle.
Bisogna guardare in alto e non farsi distrarre. Poi saranno le settimane ed i mesi a venire a dirci quali volontà si affermeranno o se al posto di scrivere un passaggio memorabile ci limiteremo ad una nuova illusione e sarebbe un disastro.

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