Reagire all'Orrore

Alcune vittime degli attentati di ParigiNormalmente sono informato in fretta dei fatti del mondo. Questa volta no: non avevo dormito la notte precedente e dunque al risveglio l'orrore del 13 novembre a Parigi mi ha investito in un colpo solo e non con la litania delle notizie a singhiozzo di chi avrà seguito gli eventi nella notte.
Conosco bene tutte le zone della città francese investite dalla furia del disegno omicida degli estremisti islamici. Sono posti familiari, che amo profondamente per il legame che da sempre sento con la Francia e con i francesi, da cui ho avuto l'onore di essere fregiato dalla "Légion d'Honneur".
Ma questa volta, come per l'11 novembre alle "Torri Gemelle" a New York, la scelta degli estremisti islamici è seminare morte e terrore in tutto l'Occidente e si è scelto Parigi non a caso. Per altro Madrid e Londra erano già state colpite in passato e Roma è di certo nella lista, come si temeva fosse l'Expo di Milano.

I terroristi islamici ci vogliono morti ed oggi lo fanno non solo per il loro fanatismo intrinseco, ma anche a difesa di quella aberrazione del Diritto che è lo Stato Islamico. E' evidente che lì ci dovrà essere senza "se" e senza "ma" l'immediata ritorsione. Qui non c'è una diplomazia che tenga, ma una barbarie da cui difendersi e da distruggere. Altrimenti l'escalation proseguirà senza alcuna pietà e certi assassini sono il frutto del proselitismo fra di noi.
Terribile pensare a questa storia ben nota in Paesi come la Francia, con un estremismo islamico che in questa guerra ingaggia giovani francesi che uccidono quelli che non considerano più loro compatrioti, ma carne da macello.
L'Orrore fra di noi, cui reagire con durezza.

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