L'orrore nel cuore di Parigi

Je suis CharlieL'attentato di oggi a Parigi al giornale satirico "Charlie Hebdo" è terribile. Lo è non solo per le conseguenze sanguinose dell'atto barbarico e per l'aspetto simbolico contro la libertà d'informazione di un giornale che ha pubblicato vignette contro l'Islam integralista (ma ha preso in giro spesso il cristianesimo), ma perché questo attacco militare di due militanti islamisti avviene nel cuore di una città europea, in un momento in cui in Europa cresce l'irrazionale senso di reazione, spesso senza i necessari distinguo, verso il mondo islamico.
Pensate al fatto che proprio oggi esce nelle librerie il nuovo libro del romanziere francese Michel Houellebecq, intitolato "Soumission".

Eccone una breve scheda: "Au fil des pages, l'auteur des Particules élémentaires imagine la France de 2022, au terme du second mandat de François Hollande. "La Fraternité musulmane", un parti créé de toute pièce par l'écrivain, arrive au pouvoir en devançant Marine Le Pen au second tour de la présidentielle. Le nouveau chef de l'État, Mohammed Ben Abbes nomme alors François Bayrou Premier ministre".
Evidente la logica provocatoria di Michel Houellebecq, che nel 2001 aveva detto: «La religion la plus con, c'est quand même l'Islam». E nel 2011 aveva confermato il suo gusto per la polemica: «Comme ils ne peuvent pas donner satisfaction aux musulmans sur tout, ils leur donnent au moins satisfaction sur le cas d'Israël en laissant tomber les juifs, comportement de collaborationniste typique».
Il libro certo va letto e l'autore ha replicato alle polemiche, dicendo di aver solo anticipato nel tempo quanto potrebbe davvero avvenire. Per altro, rientra - come osservavo - nella scelta di Houellebecq, che ha attaccato con rudezza quell'Islam che sogna di conquistare il mondo.
Sono molti anni che viviamo il crescendo di violenza degli estremisti islamici e ogni volta leggiamo i fatti con le lenti, giuste e non derogabili, dello Stato di Diritto che ci appartiene. Ma la violenza è violenza e se si vuole evitare che agli estremisti di quella parte si contrappongano gli estremisti della nostra parte (pensiamo proprio alla Francia o alla recenti manifestazioni in Germania) tocca reagire.
Guardavo oggi su "France24" il conduttore del telegiornale che si è commosso, leggendo la notizia dello sgombero delle scuole parigine, perché - lo ha detto in trasmissione - gli era venuta in mente la sua bambina che si trovava in una di quelle scuole.
Anche io penso spesso ai miei tre figli e al mondo in cui vivranno e al dovere che abbiamo di crescerli educandoli alla Libertà, ma anche proteggendo il loro futuro.

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