L'allodola, il gufo e il colibrì

Un'allodolaOggi parlerò di "cronotipo", parola che non troverete sul dizionario, e che un lapsus calami potrebbe trasformare facilmente in "cronotopo", che non è un tipo di roditore alieno, ma il rapporto spazio-tempo.
Cronotipo, dicevo, che sarebbe "una caratteristica degli esseri umani che indica l'essere particolarmente attivi in un preciso momento della giornata".
Per capirci sono "allodole" le persone - pare il dieci per cento dell'umanità - che si addormentano presto la sera e si svegliano presto la mattina, quando dunque sono più attivi, e invece la notte sono mosci. Mentre i "gufi", per contro, che sarebbero il venti per cento delle persone, stentano a carburare sino in tarda mattinata, ma poi lavorano e vivono meglio la notte e si addormentano tardi.
Quelli che sfuggono agli opposti estremismi, che poi si declinano in forme più o meno accentuate tardi o presto o presto o tardi, sono il restante settanta per cento e vengono definiti "colibrì" - dal minuscolo volatile che sta pure in volo stazionario e vola persino all'indietro - per i suoi ritmi "normali" fra giorno e notte.
Facile capire perché si faccia riferimento all'allodola, trattandosi di un uccellino passeriforme mattutino dal bel canto (credo che si dica che "trilla"), mentre il gufo - noto per il caratteristico e pure sinistro bubolare - è un uccello esclusivamente notturno.
Io sono allodola, senza "se" e senza "ma". Chi mi segue da tempo sa che sono sveglio molto presto e faccio fatica la sera. E' sempre stato così, anche se so che la caratteristica si accentua negli anni. Ritengo per me indispensabile dormire sette, otto ore per notte, altrimenti ne risento seriamente.
Mi riconosco anche nelle quattro caratteristiche che trasformano in allodola:
1. abitudini acquisite in famiglia: mio papà di alzava presto e credo ci sia un processo imitativo, anche se lui - che ha campato a lungo - si faceva, dopo pranzo, un pisolino d'ordinanza di una ventina di minuti, che io non faccio;
2. momenti e fasi di vita: certo che ogni tanto sono stato "gufo", ad esempio in occasioni sociali cui non si può sfuggire per dovere o per piacere, mentre ovviamente da ragazzo la notte era piena di attrazione che "forzava" le abitudini;
3. tipo di lavoro: ho imparato dal politico francese Michel Barnier, che i politici troppo nottambuli e onnipresenti la pagano nel lavoro concreto, anche se magari certi elettori gongolano. Questo vale anche per chi fa il giornalista: l'immagine del giornalista bohémien e "poeta maledetto" cozza con la realtà di un lavoro in cui bisogna essere lucidi e presenti;
4. basi biologiche: certo che poi vi sono ragioni fisiologiche, che riguardano le sostanze, come la melatonina, che portano al sonno e che nel mio caso mi marchiano come "allodola".

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