Tutta l'erba un fascio

Non è sempre tutto ugualeScorrendo quanto scritto in questi ultimi mesi, noto come per una sorta di rigetto ho scritto raramente della politica italiana. E se l'ho fatto è soprattutto per segnalare quanto si sta facendo per far scomparire la nostra autonomia speciale. Tema che mi pare, tra l'altro, che non faccia molta presa in una politica valdostana assorbita dal puzzle dei posti di potere e dalle candidature alle regionali, oltreché da polemiche infinite su questioni degne di miglior causa.
Ora provo a scrivere della dolente deriva della politica italiana, che ha un esempio eclatante di come manchi il buonsenso. Passano i mesi e sono alle porte le elezioni politiche, direi finalmente e meglio sarebbero state elezioni anticipate anni fa quando Silvio Berlusconi arrancava, ma non ci si riesce a mettere d'accordo su di un nuovo sistema elettorale che cambi l'orrido "Porcellum" in vigore. Cresce il rischio che nulla cambi.
Intanto, per il resto, sembra di vedere da tempo lo stesso film: il centro destra cerca una sua nuova identità, il centro sinistra si lacera con le primarie, il centro aspetta. Tutto sempre uguale e immobile. compreso il Beppe "Pierino la Peste" Grillo e un Antonio Di Pietro movimentista. Intanto molti giornali cannoneggiano su politica stupida, inutile, sprecona - senza nessun distinguo - e questo innesca un crescente sospetto verso chiunque faccia politica e verso qualunque forma d'istituzione repubblicana.
Così Mario Monti, che spesso sembra una sfinge o un marziano caduto sulla Terra, aspetta il bis o persino il tris. Se la politica è inetta e divisa non ci sarà bisogno della politica e al posto degli eletti ci saranno tecnici e professori, cui piace in generale questa idea di governare senza la scocciatura di passare al vaglio dell'elettorato. Le scelte impopolari pesano sulle schiene dei partiti che allegramente passano da un voto di fiducia all'altro su testi blindati di decreti legge in un Parlamento diventato ormai una caricatura della democrazia rappresentativa.
Non mi sono svegliato di cattivo umore, come potrebbe sembrare e come potrebbe essere anche legittimo per chi si è occupato per tanti anni di politica e ora si trova nella condizione di far parte di "tutta l'erba un fascio", ma trovo che la paralisi attuale può finire persino per affondare la democrazia. Non esagero: cresce la tentazione di avere qualcuno "che metta a posto le cose".
Brividi per la pericolosità di "uomini della Provvidenza".

Commenti

Purtroppo è proprio...

come dici tu. La politica italiana sembra essersi inviluppata su sé stessa, con un'autoreferenzialità chiusa ad ogni cambiamento e innovazione.
Destra, sinistra, centro, stelle e stelline... solo polemiche, più interne che esterne, programmi e proposte uguali a zero.
Monti marziano mi fa paura, e sentir dire da qualche furbetto del quartierino, che per adesso sarebbe meglio rinominarlo "di imperio", senza elezioni, concorda con quello che tu dici a fine intervento.
Ricordo una vecchia e inquietante canzone di Giorgio Gaber dedicata ai tecnocrati...
Gaber aveva visto lungo già quarant'anni fa...

Hai ragione...

viviamo una strana e incomprensibile fase di transizione senza sapere dove si andrà.

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