La sfida per l'Eliseo

François Hollande, avversario di Nicolas SarkozyMancano poche ore al primo turno delle elezioni presidenziali francesi e non ci si può non interessare ai risultati e non solo per la prossimità geografica e per il particolare legame, per varie ragioni, con la Francia.
Va ricordato, infatti, che queste elezioni si tengono nel cuore della crisi economica e il test, pur assai specifico per molti versi perché manca ancora un agone politico europeo, assume un valore esemplare di una tendenza sul piano continentale. In un'Unione governata in larga parte dalla destra, la sinistra spera di ripartire dalla Francia.
Nell'andirivieni delle sensazioni derivanti dai sondaggi, la cui credibilità è sempre opinabile, emergono due tendenze: fra i dieci candidati primeggia il socialista François Hollande e c'è chi annuncia una sua clamorosa vittoria al primo turno contro l'inquilino uscente all'Eliseo, Nicolas Sarkozy; la seconda tendenza è il peso dell'undicesimo candidato, quel "Monsieur X" che impersona l'enorme partito di chi non voterà e l'astensionismo è ormai protagonista di tutte le elezioni. La democrazia in Europa ha un tasso "normale" di non partecipazione al voto che ormai sta raggiungendo livelli patologici su cui riflettere e riguarda anche noi da vicino.
Ho parecchi amici nella politica francese e alcuni li frequento a Bruxelles. Sono tutti cauti, malgrado i sondaggi, che già in passato non hanno poi corrisposto alla realtà uscita dalle urne. Certo questa volta quel che colpisce è come Sarkozy sia dientato il simbolo di una politica che ha aggiunto al già forte peso personalistico del presidenzialismo francese gli elementi caratteriali negativi di un uomo forte, a tratti persino dispotico, intollerante alle critiche e assai umorale. Il potere può peggiorare le persone.
La sua eventuale sconfitta sarebbe la vittoria di un Hollande piuttosto grigio e che durante la campagna ha più usato la polemica su ciascun punto contro l'attuale Presidente piuttosto che mostrare con chiarezza, argomento per argomento, le proprie posizioni. Sembra essere, tuttavia, più funzionale alla crisi dei partiti personalisti, all'antipolitica e ad una richiesta di atteggiamenti più sobri e misurati che una parte dei francesi domanda al nuovo Presidente.
Ormai non resta che attendere.

Commenti

Il vento del cambiamento...

sta soffiando in maniera dirompente sulla Francia. François Hollande, stando alla previsioni, sarà il nuovo presidente francese.
Ora, si tratta di vedere se al primo turno (infierendo una pesantissima umiliazione a Nicolas Sarkozy) oppure, come sembra più probabile, al secondo turno, al ballottaggio con l'inquilino uscente dell'Eliseo. I francesi, hanno voglia di cambiamento, sono rimasti molto delusi da Sarkozy, dovevano essere cinque anni all'insegna della concretezza, del rigore e della disciplina, al contrario, il quinquennio si chiude sotto il segno dell'instabilità, del pessimismo e della forte, fortissima voglia di cambiamento.
Hanno sicuramente pesato anche le vicende "rosa" del Nicolas, le distrazioni dagli affari di Stato per coltivare l'amour con Carlà non hanno fatto breccia nei cuori dei nostri vicini d'oltralpe.
Hollande non è personaggio forte, manca di carisma e dovrà mettercela tutta per rafforzare un'immagine che oggi appare debole, ben lontana da quella di un'altro François, quel Mitterand che ancora vive nel cuore di gran parte della sinistra francese.
La forza di Hollande sta nella debolezza del candidato della destra. Fossi un elettore francese, voterei per Hollande.

L'unico regionalista...

in lizza è François Bayrou, che ho conosciuto al Parlamento europeo.

Il centro...

François Bayrou punta ad aggregare un centro (più la destra) delusa da Sarkozy e impaurita da Marine Le Pen.
Può raccogliere consensi.

Primo dato...

riferito alla percentuale di votanti è del 28,29 % qualche punto in meno rispetto alle presidenziali del 2007 quando si era al 31,21 %.

Sarkò...

sbagliava chi dava per fuori gioco il presidente uscente già al primo turno.
Il risultato di quasi parità ottenuto azzera tutto e fa preannunciare una campagna elettorale scoppiettante! Se Nicolas Sarkozy saprà fare tesoro del "messaggio in codice" che i francesi gli hanno mandato ieri, può ancora giocarsela.
Il maggiore alleato di François Hollande al primo turno è stato proprio lo stesso Sarkò con i suoi errori, non solo in campagna elettorale ma durante il mandato presidenziale all'Eliseo.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri