La foga dell'acquisto

La vetrina del negozio di abbigliamento di AostaLa vendita straordinaria o la liquidazione totale sono definizioni di iniziative promozionali che funzionano sui consumatori. Fanno scattare qualcosa di atavico, un relais che passa attraverso le logiche profonde del commercio e cioè, sin dalla notte dei tempi, non si scherza con lo scambio di merci, l'acquisto di prodotti, il mercanteggiare come espressione sociale. Il mercato di paese resta l'espressione classica di quanto detto e l'outlet ne è la rappresentazione posticcia, perché ambientata in un villaggio artificiale.
Confesso, per altro, che personalmente già la parola "saldo" mi incuriosisce, forse perché mia madre - parsimoniosa come tutti i liguri - mi trascinava da bambino per negozi in epoca di sconti e questo "imprinting", alla ricerca della convenienza, mi è rimasto.
Certo in epoca di ristrettezze, le svendite hanno ancora maggior successo perché in pochi sfuggono al desiderio di incappare in un affare. I soldi diminuiscono e tutti cercano di comprare spendendo meno e si tratta di un comportamento legittimo. 
Ci pensavo di fronte all'affollamento per le vendite a prezzi ribassati in due negozi importanti, "Canonico e Vacchina" ad Aosta e "Sabolo" a Saint-Vincent. Sono stati letteralmente presi d'assalto con una foga collettiva che conferma l'assunto. Io ho comprato, ergo c'ero.

Commenti

Pessimo cliente...

o miglior cliente. Io non riesco a passare del tempo in un negozio, in genere adocchio qualcosa, entro, richiedo la misura e, se posso, non misuro.
Un giorno, a Firenze, vedo un paio di scarpe. Entro e misuro la scarpa. Non calzava bene e cambio numero. Una volta trovata la "scarpità", nel giro di due minuti, dico: «ok, la prendo». Il commesso, premuroso, mi fa notare che, volendo c'erano anche altri modelli. Mi sento in dovere di spiegare: «vede, io faccio in fretta, ma non so mai se sono un buon o un pessimo cliente. Lei cosa ne dice?» Ha preferito digitare la cifra sul pos e farmi firmare la ricevuta, senza fiatare...
Senza notevole imbarazzo di mia moglie...

Anche io...

ho la sindrome maschile del "mordi e fuggi" e l'impressione che, quando accompagni una donna a far shopping, il tempo rallenti.

Personalmente...

io effettuo numerose "tappe" di avvicinamento, informandomi non solo in negozio e poi, una volta deciso (e ce ne va), vado diretto al punto, senza dare l'occasione, al commesso di turno, di dire alcunché. Anzi, una volta, a causa dell'eccessivo interesse dell'addetto alle vendite, che mi "ronzava" intorno in continuazione, ho lasciato perdere un'offerta abbastanza allettante, stufo di ricevere informazioni non richieste ed in parte falsate per fare in modo che mi convincessi...
Su altre cose, soprattutto per quanto riguarda il gentil sesso, preferisco "innescare" la miccia... su cosmetici, abiti e scarpe l'informazione non manca, le offerte pure, basta prepararsi un minimo e poi si lancia la consorte nel punto vendita che fa da sé. Devo ammetterlo, sono fortunato, la mia gentil signora decide abbastanza velocemente... ma so che non tutte sono così, anzi! :D

Beato te!

Hai sposato un...angelo!

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri