Quando il silenzio non è d'oro

Massimo Lattanzi ed Augusto RollandinHo partecipato, ieri sera a Châtillon, alle "consultazioni" per l'ingresso del PdL nell'"area" della maggioranza regionale.
Scrivo "area" perché dalle parole del Presidente dell'UV, Ego Perron, si evince che i pidiellini potrebbero accettare formule diverse, da un appoggio organico a un appoggio esterno, comunque sempre senza mai avere in cambio rappresentanza in Giunta.
Personalmente ho espresso, di fronte ai direttivi delle sezioni delle Comunità Montane "Monte Cervino" ed "Evançon", la mia contrarietà, specie in questa fase storica, ad un allargamento della maggioranza sia per rispetto verso i patti elettorali dell'area autonomista nelle elezioni regionali del 2008 sia perché ritengo che il dialogo necessario con Roma - che c'è sempre stato con qualunque Governo - non implichi automaticamente un "matrimonio" in ambito locale, specie pensando alle forte incertezze, su cui non mi dilungo qui ma in parte l'ho fatto nella riunione, del "berlusconismo".
Il Presidente Augusto Rollandin, nella premessa e nelle conclusioni, ha invece spiegato i vantaggi passati e futuri che deriverebbero alla Valle stando con il PdL, senza convincermi.
Colpisce semmai, ma l'ho già visto in certe fasi della vita unionista del passato, che i molti presenti siano stati in sostanza silenti (tranne due scontati interventi pro e una richiesta di chiarimenti su altro tema di un giovane), applaudendo tutti direi in eguale misura. In certi casi, tuttavia, se la politica fosse davvero partecipazione e non ci fosse chissà quale timore di "esporsi", il silenzio non è d'oro.

Commenti

A pensare male...

Per quanto mi riguarda, credo che stiamo ormai rasentando il ridicolo. Ho già espresso su questo sito più volte le mie perplessità, chiedendo chiarimenti oltre che a Lei Presidente (che gentilmente mi aveva risposto), anche al consigliere Lattanzi che però aveva lasciato cadere nel vuoto i miei interrogativi.
Immagino volutamente, dato che ho visto che non manca di partecipare al dibattito politico su questo sito, che ormai è diventato l'unico spazio di libera espressione in Valle, come dimostra appunto il fatto che anche i Suoi colleghi se ne avvalgono per perorare le proprie cause (!!!).
Già, la mancanza di confronto - al di là dell'assurda proposta di allargare la maggioranza ad un partito che scomparirà non appena la Procura di Milano renderà pubbliche le informazioni che ci stanno rendendo gli zimbelli del mondo - è la principale caratteristica di questa fase politica.
Un Presidente accentratore cerca di controllare la vita dei valdostani, dispensando posti di lavoro, contributi e promesse attorniato da uno stuolo di cortigiani che spesso per primi devono a lui la propria condizione (esempi lampanti il Presidente del Mouvement, che grazie all'appoggio del capo del Governo regionale ha evitato di ritornare alla propria scrivania di semplice dipendente pubblico e il Presidente della "Cervino Spa" intervenuto ieri sera). Ma l'aspetto forse ancora peggiore del clima di terrore che si respira è, dal mio punto di vista, la pretesa di camuffare il decisionismo verticistico e unipersonale con teatrini tipo queste consultazioni con le sezioni. Come se oltre ad essere tutti codardi, gli unionisti fossero pure tutti un po' ritardati e non capissero che a meno di una rivolta popolare (da escludere) le decisioni sono sempre già state prese.
Come ha detto Lei ieri giustamente, in questa fase allargare al PdL sarebbe come stringere un patto di ferro con Hosni Mubarak. Forse che nel caso valdostano la nipotina del Premier egiziano si chiama "Deval"?

Credo che l'unico tipo...

di "consultazione" ormai veramente libera ed efficace sia purtroppo quello che si svolge a voto segreto, tipo primarie del PD.
Riguardo al silenzio, la presenza "de lo President" non avrà messo tutti di fronte ad una scelta del tipo «o con me o contro di me?»
Sai... gira voce che di fronte a tanto, tolta qualche ahimè rara eccezione, gli unici leoni rimasti nell'Union sono quelli sullo stemma.
Poi come dico, è probabilmente solo una mala voce: in fondo che cosa vuoi che ne sappiamo qui in Africa, noi, di leoni...

Le considerazioni di Mistica...

mi piacciono sempre molto.
In questo caso, con molta serenità, dipinge un quadro reale ed inquietante degli unionisti. Devo dire che a livello nazionale non siamo messi meglio perché se trovassero B. che taglia la gola alla nonna perché fan di Antonio Di Pietro i suoi cortigiani griderebbero all'ennesimo scandalo montato dai comunisti.
Prima ricordavo che un paio di secoli fa un "fesso" dichiarava che avrebbe messo a repentaglio la sua vita purché il suo avversario potesse esprimere la sua opinione.
Ci siamo portati avanti.
Mi è tornata in mente una battuta di Antonio Albanese:
- «Lei è di destra o di sinistra?»
- «Non me lo ricordo!»

«Vai avanti tu...

che a me viene da ridere...»
Tutta la mia solidarietà Presidente per quanto accaduto ieri. Non so quali siano le attuali dinamiche all'interno del gruppo UV in Consiglio ma, da quel poco che era uscito sui giornali, mi era parso di capire che la riunione di Aosta di ieri sera avrebbe dovuto registrare qualche intervento in più.
Non sto a ripetere quanto ho già scritto nel mio post precedente perché sarebbe superfluo, mi viene tuttavia da dire che allora è vero che i leoni, l'Union, li ha solo più nel simbolo e che i suoi colleghi consiglieri forse farebbero meglio a smetterla di dire che non condividono metodi e prospettive solo al bar.
Ero lì ieri e ho veramente percepito un clima di assurdità: barbottii di sottofondo e sguardi perplessi ma tutti ben attenti a non esprimersi pubblicamente. La consigliera Impérial e l'assessore Viérin che su "La Vallée" sembravano essere assolutamente perplessi circa l'allargamento al PdL, non hanno aperto bocca, forse perché è più facile lasciare sempre una porta aperta... Più che leoni qui sono tutti ormai "Giani bifronti", più che unionisti democristiani della prima Repubblica!
La storia le darà atto di essere stato l'unico ad opporsi al sistema, spero per lei che si ricordi di questi episodi quando sarà il momento! Per ora mi viene solo da consigliarle di non farsi il sangue amaro e direi a tutti coloro che le chiedono spiegazioni sul suo modo di porsi ("homo su de tera") che solo nei film i singoli riescono a scardinare il sistema, nella realtà si rischia solo di sembrare Donchisciotte...

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