L'indipendenza energetica

L'energia bisogno del presente e del futuroIl tema dell'indipendenza energetica sarà per la Valle d'Aosta cruciale per il prossimo decennio, specie con l'ineluttabile diminuzione (con aumento contemporaneo dei costi) dei quantitativi, purtroppo non infiniti, dei combustibili fossili nelle loro diverse forme. Già in un recente passato avevo potuto verificare le conseguenze nefaste di un'improvvisa chiusura dei rubinetti del gas metano sulle utenze familiari e industriali in Valle.
Certo l'idroelettrico resta strategico, anche per le esportazioni, ma bisogna che gli impianti stiano in piedi economicamente anche quando cesseranno certi contributi legati ai "certificati verdi". Stessa cautela ci vuole con gli impianti che funzionano, in grande o in piccolo, con legno e suoi derivati, perché se poi il prodotto locale adoperato è pochissimo, allora certe logiche di auto-produzione vengono caducate. Il solare è una grande speranza, specie pensando ai vantaggi dell'alta quota, mentre sull'eolico non ho elementi certi.
Resta una mia totale incompetenza su possibili reali potenzialità del noto bacino minerario di carbone fossile di La Thuile, sfruttato in particolare dalla "Cogne" nella seconda metà degli anni Venti sino alla chiusura della miniera nel 1965.
Gli esperti segnalano come la miniera di La Thuile abbia prodotto tre milioni di tonnellate di carbone, ma di come le potenzialità produttive, con un "filone" lungo circa quindici chilometri e largo un chilometro, potrebbero ancora dare dieci milioni di metri cubi di carbone (dati che ricavo da uno studio finanziato con fondi europei). Chissà...

Commenti

Intanto io aspetto...

dal 2008 che "Vallenergie" riesca a mandarmi le bollette da pagare (nonostante solleciti su solleciti) ma si sa la colpa è sempre di qualcun altro ("Deval" secondo loro) e intanto io aspetto... riusciranno a mandarmi le bollette per il 2011?

p.s.: e da quel che sento in giro non sono il solo, si vede che non hanno bisogno di soldi e che da qualche altra parte gli entreranno, boh.

Il tema è noto...

e molti ne sono stati vittima a causa di un sistema informatico inefficace. Consolati: ti arriveranno tutte assieme...

Cosa strana...

non sono i soli a non mandare le bollette. Anche altri gestori, di altre tipologie di servizio, non mandano le fatture e poi si svegliano ogni tanto con bollette strane e incomprensibili.
io ne sono la prova vivente. Con "Enel" ricevo una richiesta di "rid" senza la fattura, per soli 2.500 euro, non pago e la fattura la mandano ben due anni dopo. Il problema è che non si sa a che cosa si riferisca/no...
Con un gestore di telefonia "BTItalia" non ricevo fatture da circa 15 mesi, scrivo, telefono, riscrivo e loro rispondono: «Vabbé, le diamo gli importi, li vada a versare!»
Ma io, credo poi magari sbaglio, che sia utile capire che cosa paghi...

Sul filone carbonifero...

proporresti di riaprire la miniera?

Ma, non so...

ho scritto per la curiosità che qualcuno scrivesse qualcosa con l'opportuna competenza.

Io scrivo tanto per scrivere...

da incompetente.
Penso che sarebbe già importante consumare di meno, non so voi, ma a me quando capita di andare in locali pubblici (ospedale, biblioteca, uffici regionali vari) la temperatura che ci trovo pare subtropicale.
Sicuramente superiore ai 20 gradi che con un abbigliamento normale sono già tanti. Se si riuscisse a portarli a 18 o 19 sarebbe già un risparmio annuo non indifferente.

E utilizzare...

le famose risorse rinnovabili di cui si parla tanto spesso a vanvera da parte di esperti (?) che pontificano e poi non si fa nulla.
Tetti di edifici pubblici obbligati per legge ad avere una superficie minima di pannelli fotovoltaici, barriere antirumore (vedi tratto "Rovereto - Verona") ricoperti di pannelli fotovoltaici, serre o strutture industriali (vedi "mega serra" per fragole a Cherasco (diverse migliaia di metri di serra ) ricoperti di pannelli...
Tutto è possibile ma ho l'impressione che di questo problema non frega niente a nessuno ma si intavolano discussioni a non finire e si sponsorizzano convegni per il nulla.
Basta una legge logica e reale come in Germania per realizzare impianti che vadano ad alleggerire le bollette (pale eoliche e pannelli fotovoltaici) o che servano a scaldare le case (geotermia della Toscana) e non cavolate senza né capo né coda.
Siamo il Paese del sole, ma porco Giuda se siamo capaci di utilizzarlo come si dovrebbe.

Dunque...

lo stesso "Cnr" propone soluzioni di microimpianti per lo sfruttamento di fonti rinnovabili. Nel senso che non sono più propensi verso la mega torre per l'energia eolica da paperoneschi watt, piuttosto che per la piccola produzione che riduca i consumi di corrente convenzionale nella propria casa.
Mi ricordo bene una frase «un impianto basato su fonti alternative non deve alimentare le acciaierie di Terni».
Si deve tornare a pensare e finanziare il micro per dare respiro al macro.
Solo che è difficile fidarsi di chi viene a bussare alla tua porta proponendoti impianti, eccetera eccetera.
Bene lo fa in Valle una banca cooperativa che spinge su questi investimenti, ma non basta: bisogna essere molto più incisivi.

La regione Piemonte...

già anni addietro sponsorizzava la messa in opera di pannelli e pali eolici "casalinghi", non è una cosa nuova. Il problema sono i costi che per ora sono ancora abbastanza proibitivi e poi abbiamo il problema dei vincoli architettonici, che da noi, la fanno da padroni mettendo i bastoni fra le ruote sovente e volentieri.
In Germania costruiscono pannelli fotovoltaici a costi contenuti e penso sia l'unico modo per far sì che si incrementi l'utilizzo di queste tecnologie.
E' che la concorrenza fondata sul petrolio è ancora troppo forte e penso boicotti, in maniera legale, l'approccio a queste tecnologie.
Dall'altra parte poi, si è dovuto arginare il problema di grossi impianti a terra che sottraggono terra all'agricoltura e favoriscono impatti obbrobriosi.
Il discorso sostanziale è che se questa tecnologia avesse costi contenuti, la "Terna" (per fare un esempio) dovrebbe cercare altro da fare mentre oggigiorno la fa da padrona.
E' il solito discorso che chi tiene le redini del carro fa sì belle parole ma col cavolo che le molla!!!
Ciao a tutti.

Beh...

la sponsorizzazione e la massiva informazione sono cose diverse. Io sento ancora adesso qualcuno che mi dice: «per fare l'impianto mi devo ipotecare la casa».
Questa è errata informazione, come nessuno sa che le maggiori aziende petrolifere sono le proprietarie dei maggiori enti di ricerca sull'alternativo energetico.
Sarebbe opportuno che, tra tutte gli sportelli, se ne aprissero localmente di "Guida al risparmio energetico", che forse aiuterebbero il cittadino a capire cosa succede.

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