L'ingorgo

coda_in_auto.jpgHo vissuto per molti anni una parte della settimana a Roma ed oggi, quando ci torno, resto allucinato dall'ingorgo crescente che paralizza la città. I taxisti, in modo ruspante, fotografano meglio di altri l'impotenza quotidiana.
Questo delle code, dei blocchi, delle attese è un dato che rende impossibile la vita nelle grandi città: ormai strangolate, chi più chi meno, da un flusso continuo di auto.
Nel nostro piccolo, anche Aosta non scherza e chi governerà la città dovrà metterci mano seriamente per evitare che il traffico cresca sino a strangolare il centro.
Si tratta di una politica difficile perché in parte impopolare, ma far finta di nulla o fantasticare sul "metrò" rischia di creare una situazione insostenibile. 

Commenti

Però...

di nuovo, la soluzione non sta nei divieti o negli obblighi.
Hanno cercato di rendere circolare una Aosta romana che è nata ortogonale. Hanno fatto ponti improbabili e tappato vie di fuga necessarie. Insomma, grandi sforzi di fantasia in perfetto stile decisionista, ma magri risultati.
Chi è stato a New York sicuramente è rimasto stupito dall'assoluta assenza di traffico: niente code ai semafori, niente ingorghi, niente di niente. Addirittura a Manhattan non ci sono distributori di benzina.
La ricetta?
Semplicemente il trasporto pubblico è super, si viaggia sopra e sotto terra in lungo e in largo con mezzi che passano in continuazione e coprono l'intero territorio. E poi i taxi, gli innumerevoli taxi, costano niente: da Soho a Battery park quattro dollari. Io da via Avondo a Saint-Martin pagherei forse un euro e cinquanta.
Meno regole e qualche opportunità in più: la gente non è scema, se le conviene cambia abitudini.

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