December 2020

Contro le Alpi

Esiste sugli impianti a fune un'incomprensione grande come le Alpi. Mai come in questo momento è così.
Posso capire, ripeto posso capire che esistano rischi nella catena degli impianti a fune: ci sono problemi da risolvere all'arrivo ai parcheggi e per l'ottenimento dello "skipass"; lo stesso vale per le code e per le salite, pur diverse come accortezza, in telecabina, in funivia, in seggiovia; poi bisogna evitare assembramenti sulle piste e naturalmente bisogna essere attentissimi per la stessa ragione in bar e ristoranti.
Era l'insieme di misure scelte dagli esperti delle Regioni, che con gravissimo ritardo sono state esaminate da questa specie di Tribunale speciale, che è il "Comitato tecnico scientifico". Lo stesso Comitato ha eccepito con controproposta al protocollo con osservazioni più o meno pertinenti.

Il Parlamento sfregiato

'Leatherface', uno dei più prolifici serial killer cinematograficiLa pandemia ha accentuato il degrado delle Istituzioni democratiche in Italia. Per una volta non mi riferisco al regionalismo umiliato dal centralismo statale, basato sul paradosso che ogni colpa viene sistematicamente messa sulle spalle delle Regioni da un Governo Conte che in realtà ha scardinato ogni forma di leale collaborazione, come ben sa la piccola Valle d'Aosta attaccata alla Corte Costituzionale. Ma il Governo nazionale - ecco il punto - sta scardinando il sistema parlamentare, cuore della democrazia.
Lo ha ricordato su "La Repubblica" il costituzionalista Michele Ainis, scrivendo del voto sulla legge di bilancio: «"Un coacervo di misure senza disegno", così l'ha definita l'Ufficio parlamentare di bilancio. Infatti c'è dentro un po' di tutto, dal bonus rubinetti al finanziamento di un master in Medicina termale».

Il peso della pandemia

Claire MarinTutto è utile di questi tempi per capire di più di noi stessi e degli altri nel contesto nuovo e inedito per noi della pandemia con cui siamo obbligati a familiarizzare, malgré nous.
Leggo ed ammiro le parole in una lunga intervista su "Le Monde" di Nicolas Truong a Claire Marin "philosophe et enseigne dans les classes préparatoires aux grandes écoles à Paris".
La Marin analizza diversi aspetti in modo non convenzionale. Tra le cose che mi hanno colpito per prime c'è la logica domestica, la trasformazione della casa. In un passaggio c'è una bella citazione: «Michel Foucault dit que "nous vivons dans l'espace du dehors par lequel nous sommes attirés hors de nous-mêmes" ("Des espaces autres", Dits et écrits IV). Or nous avons été et sommes encore privés de ces espaces autres, qu'il s'agisse des lieux de passage, comme les rues, ou des "espaces de halte provisoire" comme les cafés ou les cinémas».

Che i giovani non abbiano paura

Marta CartabiaSono stati anni bellissimi quando divenni un giovane deputato. Mi accorgevo quando incontravo «i giovani», tipo liceali od universitari, come non ci fosse ancora un profondo gap generazionale. Riuscivo con facilità a sintonizzarmi sulle loro frequenze.
Ora ovviamente non ci riesco più con la stessa naturalezza, nel senso che molte cose stento a capirle, per quanto mi sforzi. E con rimpianto ci si sente come Ovidio: «Presi un pugno di sabbia e glielo porsi, scioccamente chiedendo un anno di vita per ogni granello; mi scordai di chiedere che fossero anni di giovinezza».
Eppure i giovani mi sono nel cuore come non mai in questa fase della vita in cui trovo necessario sentirmi solidale con loro, perché sono di certo le maggiori vittime di questa pandemia. Perché mai come oggi sono i più frustrati da queste chiusure e da queste limitazioni e il loro tempo perduto dovrebbe invece essere pieno di cose belle e vitali.

La terza via

Timori per il vaccino...C'è un tema centrale in quest'ultimo giorno dell'anno: in un mondo normale tutti si vaccinerebbero, tranne coloro che che non lo possano fare per reali motivazioni mediche. Ma non sarà così. Basta dare un'occhiata sui "social" per vedere come esista una chiassosa e compatta minoranza (perché è minoranza) che occupa spazi enormi e vigili sugli altri nel nome della propria fede. Basta scrivere qualcosa e scatta la reazione più o meno vivace e talvolta violenta contro chi legittimamente ricorda la storia - pietra miliare per la scienza - dei vaccini e l'eradicazione conseguente di malattie terribili.
Così potrebbe essere per il "covid-19" ed invece la strada si farà tortuosa e più lunga e molto inchiostro verrà adoperato sul grande spauracchio dei "novax": l'obbligo vaccinale. Sul punto mai ho sentito grida così forti in vita mia nel nome della libertà, che si evoca ormai come panacea per coprire tutto e il suo contrario.

Anno nuovo? Incrociamo le dita

Se si riavvolge il nastro di questo 2020 lo scenario è quello che ben sappiamo. Sono stati dodici mesi in un clima di generale inquietudine con dolori e paure ed una "spada di Damocle" incombente su ciascuno di noi.
Circola un umorismo macabro su questo anno che lasciamo indietro e che non rimpiangeremo per i danni umani, economici e sociali. Ferite da rimarginare e non sarà facile farlo, perché la parola "fine" su questa pandemia non è ancora stata scritta.
Certo, molte cose non saranno più come prima: la malattia e la morte, purtroppo sempre presenti, quest'anno sono state protagoniste sempre in primo piano nei nostri pensieri.
Per cui non è facile essere ottimisti nel traguardare il nuovo anno.

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