September 2020

Io voto NO

In Valle d'Aosta si tace sul referendum confermativo sul taglio dei parlamentari.
La concomitanza con le elezioni regionali spinge al silenzio moltissimi per la semplice ragione che scegliendo il "NO" si potrebbe scontentare i ragionamenti di pancia di molti cittadini. Si tratta di una pavidità cui non mi adeguo, anche se l'altro giorno mi è stato chiesto il perché da una persona che mi ha consigliato «di stare zitto» proprio per convenienza.
Non ci sto e dico in premessa, prima di proporvi un'interessante riflessione che chiunque abbia a cuore la Valle deve sapere che con le nuove Camere, ridotte in modo incongruo (perché si doveva ridurre il numero dei parlamentari, ma in modo congruo nel quadro di una riforma razionale e non artigianale), il rischio che le riforme costituzionali diventino, con i numeri proposti e le leggi elettorali che vanno e vengono, una bazzecola da far passare.
E questo vale per riforme soppressive o gravemente modificative del nostro Statuto di Autonomia.
Si sappia e lo si dica agli opinionisti da bar e ai costituzionalisti in erba.

10) Diario di un candidato

Il sottoscritto durante la presentazione della lista 'VdA Unie'Le elezioni, per chi ci partecipa, sono un passaggio impegnativo, perché ci si mette in gioco. Siamo, tra Regionali e Comunali, un esercito di oltre mille persone che percorrono il proprio territorio o l'intera Valle d'Aosta. Dietro di loro familiari, amici, simpatizzanti che compongono assieme un bel numero di persone che si danno complessivamente da fare in un turbinio di contatti e con "santini" che distruggono un pezzo di foresta amazzonica per via della carta impiegata. Dai più esperti di lungo corso alle nuove leve sulla scena ce n'è per tutti i gusti.
La rarefazione dei comizi, strumento del resto ormai fuori gioco, crea per i candidati una difficoltà nell'esprimersi dal vivo con un pubblico in carne ed ossa ed è un peccato perché si tratta di un apprendistato interessante.

La Scuola si riapre ma...

La ministra all'Istruzione Lucia AzzolinaParlo con chi nel mondo della scuola si è occupato dell'odierna riapertura delle scuole e registro la preoccupazione per le norme che dovrebbero rendere sicura la vita degli alunni, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico. La macchina dell'Istruzione, fra Stato, Regioni, Comuni ed Autonomia scolastica, è partita tardi, con scelte contraddittorie annunciate e smentite durante l'estate. La rincorsa di questi ultimi giorni è una situazione a macchia di leopardo fra eccellenze e mediocrità, che mostrano una situazione squilibrata con diseguaglianze che peseranno su tutti.
Sarà pur vero che la responsabilità di quanto sta avvenendo ha molti colpevoli, ma mai come questa volta il pesce puzza dalla testa e la svampita ed imbelle ministra Lucia Azzolina spicca su tutti.

10 bis) Diario di un candidato

Il predicatore James Freeman ClarkePer fortuna durante la campagna elettorale (la cui origine militaresca è evidente nel termine "campagna") non si è sempre in riunione ed on the road, ma ci sono momenti di pausa e di riflessione, in cui ci si trova a ragionare sul perché si sia scelta la partecipazione alla competizione con quel mettersi in gioco che non è mai banale.
Si dice: «metterci la faccia» e non solo quello di questi tempi, in cui bisogna anzitutto evitare di finire nel mazzo dei politici considerati inefficaci o ladri. Spiccare non è facile con quella parte di cittadini ormai facinorosi per partito preso e senza distinguo.
«Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni». Ho usato anche io questa frase che viene ascritta ad Alcide De Gasperi, il leader democristiano che ebbe un ruolo eminente nella politica italiana del dopoguerra e finì in fretta fuori gioco.

'Ndrangheta in VdA: dalle condanne elementi di riflessione

Giornalisti ed avvocati fuori dal Tribunale di Aosta durante il processo 'Geenna'Il 16 settembre si iscrive come data nella storia valdostana in attesa dei prossimi gradi di giudizio. Si è chiuso infatti un primo capitolo dell’inchiesta "Geenna" sulla 'ndrangheta in Valle d’Aosta.
Già il nome scelto dagli inquirenti suonava come una scelta inquietante, visto che se ne parla nell'apocalittica giudaica e nel Nuovo Testamento ed è il luogo di eterna dannazione, inferno. Prende nome da una valle a Sud Ovest delle porte di Gerusalemme, oggi detta "Wādī er-Rabābī", che fu segnata di anatema dal Re Giosia per essere divenuta sede del culto di Moloch, che imponeva la pratica di bruciare in olocausto i bimbi dopo averli sgozzati. Roba da brividi, probabilmente - per chi ha letto le carte - confacente ad imprese horror ben diverse dai protagonisti delle vicende di cui trattiamo, che però ha assunto nella condanna inflitta un valore simbolico da non sottostimare e probabile antefatto di nuovi filoni d'inchiesta che fanno tremare chi nella politica e nella società valdostana ha giocato con il fuoco e me ne dolgo.

Silenzio elettorale

Silenzio!No, non farò propaganda elettorale dopo la mezzanotte di ieri. Lascio il materiale precedentemente pubblicato, ma mi atterrò alle regole, com'è giusto che sia. Già con tanti candidati regionali e comunali a martellare abbiamo affaticato i cittadini ed è bene che ci sia il silenzio elettorale, per quanto anche questa volta sarà... rumoroso per assenza reale di contromisure per i fracassoni.
L'esperienza, anche per chi l'ha già fatta molto volte, è stata utile per almeno due ragioni. La prima con molte persone in una campagna elettorale basata più del solito sul dialogo diretto. Ciò ha permesso di avere percezione di problemi, punti di vista, speranze, preoccupazioni. Questo è uno degli aspetti importanti della Politica: prendere il polso della società in cui si vive per evitare di trovarsi prigionieri delle proprie convinzioni.

Roma 1870: caporale Thérisod

Il nome del caporale Thérisod nel monumento romano dedicato ai Caduti di Porta PiaAd un appuntamento, purtroppo luttuoso, con la Storia non mancò il caporale dei bersaglieri Louis David Thérisod, ucciso da un colpo di fucile in piena testa. Forse ebbe il tempo di pensare per un attimo alla sua Val di Rhêmes o forse no. Certo divenne un eroe nazionale, finendo nella lapide dei caduti a Roma il 20 settembre del 1870, 150 anni fa come oggi. Ricordo che qualcuno mi disse, ma non ho trovata una traccia documentale, che fu il primo morto in quella battaglia.
Mi riferisco alla Breccia di Porta Pia, che pose fine al potere temporale del papato: il Regno d'Italia conquistò Roma armi in pugno. I bersaglieri sconfissero gli zuavi pontifici e, al pari del re sabaudo Vittorio Emanuele II «usurpatore delle province ecclesiastiche», furono scomunicati da Pio IX (Papa assai discusso, autore del "Sillabo contro ogni forma di modernità" e delle ultime condanne di patrioti alla ghigliottina) per aver innalzato il tricolore sulla città eterna.

La fiducia contro lo spleen

Lo 'spleen' in un'immagine di Ludovic CaretUn pensiero ad urne ancora aperte, che deriva tuttavia non solo dai ricordi e dalle esperienze, ma dall'attualità della Valle d'Aosta di oggi, compresa la full immersion nelle settimane di campagna elettorale.
Esiste un aspetto che mi interessa e che riguarda il vecchio vizio, che sopravvive e si sviluppa, del piangersi addosso, vale a dire del rischio dell'autocommiserazione. Mi è capitato di adoperare una parola, che è "spleen". Un termine inglese (dal greco "σπλήν, milza", il cui umore nero, secondo la medicina ippocratica, causava l'ipocondria) che indica uno stato d'animo caratterizzato da malinconia, insoddisfazione, noia e fastidio di tutto. A dire la verità, tratto anche dal francese "esplen" (oggi si usa "rate") esisteva anche in italiano, ormai sparita, la parola "splene".

Primi pensieri sui voti

Luigi Di Maio, su 'Facebook', annuncia così la vittoria del 'sì' al referendumIn queste ore per la Valle d'Aosta si vive solo di "exit poll Rai" sulle elezioni regionali, che hanno acceso discussioni, simulazioni, speranze e disillusioni. Bisogna, a mio avviso, essere cauti per i rischi che comporta questo tipo di rilevazione, compiuta all'uscita dei seggi.
Personalmente mi astengo da svolgere ragionamenti politici e preferisco esprimermi a bocce ferme su dati certi, che affluiranno nelle prossime ore e daranno i risultati veri e propri. Resta solo l'idea di una tendenza e bisogna vedere quali numeri reali sortiranno dai seggi.
Per il resto, invece, si possono annotare delle certezze che riguardano il referendum e sarò lapidario: vince il "sì" - e mi spiace - nel referendum che taglia i parlamentari, ma con un fronte del "no" che per me è confortante, specie con un esame analitico dei Comuni valdostani. Per altro i "Cinquestelle", umiliati alle Regionali, fanno i gradassi su questo, nascondendo che stanno cadendo a pezzi.

Grazie e cercherò di ripagare la fiducia!

Il sottoscritto all'inizio della campagna elettoraleSono contento di rientrare in Consiglio Valle, dopo un periodo di pausa dalla politica elettiva durata sette anni per una scelta precisa di "staccare la spina".
Dedico questa mia elezione a mio papà Sandro, che aveva qualche anno più di me quando mi seguì con affetto nella mia prima avventura politica nel lontano 1987, quando divenni un giovane deputato a Montecitorio. Ringrazio poi mia moglie Mara per la pazienza dimostrata in questo periodo di una strampalata campagna elettorale estiva in tempo di "covid-19", un unicum da dimenticare.
E ovviamente ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini in questo mio rientro nella politica attiva e fra tutti gli elettori che hanno votato la lista "Vallée d'Aoste Unie". In particolare chi ha espresso per me il suo voto di preferenza in una competizione resa fratricida con quella preferenza unica che va abolita. Ci vuole un voto elettronico che cancelli anche la vergogna di uno scrutinio elettorale che è durato una giornata elettorale in una piccola Regione com'è la Valle.

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