June 2020

La nostra Dora Baltea

Esperienza di rafting!E' la nostra "Moon River", fatte le debite proporzioni. Noi passiamo e lei, la Doire Baltée o Dora Baltea, resta, mentre passano generazioni e generazioni, seguendo i cambiamenti che le imponiamo.
Non a caso la geografa e glaciologa Vittoria Maria Cerutti scrisse tanti anni fa un libro fondamentale per conoscere la Valle, chiamato "Le Pays de la Doire et son peuple", spiegando in molte parti quanto questo fiume, abbia segnato il nostro territorio e la popolazione che l'ha abitata, dopo lo scioglimento dei ghiacciai quando iniziò il popolamento in territorio prima ostili.
Per altro i suoi torrenti affluenti segnano le diverse vallate a loro volta: riceve a destra il contributo delle acque che scendono dalla regione del Piccolo San Bernardo - Rutor, poi di quelle dei gruppi montuosi culminanti nel Gran Paradiso. Sulla sinistra affluiscono i torrenti provenienti dal Gran San Bernardo e quelli alimentati dai ghiacciai dei gruppi del Cervino e del Rosa.

Cittadinanza in declino

Fabrizio CassellaLeggo la rubrica che su "Electoradio" scrive Fabrizio Cassella, costituzionalista e già Rettore dell'Università valdostana, e non posso che constatare come sue certe preoccupazioni siano da me del tutto condivise.
Scrive Cassella: «Storia ed educazione civica, la maestosa idea di oltre sessant'anni fa di Aldo Moro per costruire l'identità nazionale attraverso le scuole. Non un'aspirazione ideale ma un programma realistico per la ricostruzione morale ed economica dell'Italia: partendo dai giovani e facendoli adulti nelle coscienze e nell'esperienza. Nel frattempo l'insegnamento della storia è stato progressivamente marginalizzato nel percorso educativo - sottolineo educativo - degli studenti, e i programmi di educazione civica resi sempre più polverosi e relegati ai primi anni della scuola secondaria, tenendoli ben lontani dalla fase di formazione degli studenti in cittadini attivi e consapevoli, cioè protagonisti del loro e nostro futuro (si, certo, non siamo ipocriti: dei giovani ci occupiamo anche per sano egoismo). Non solo: la ricostruzione economica del Paese è un tema settario, di cui sono legittimati a discettare solo i manager o gli economisti che declamano "ricette". Il risultato: chiacchiere marmellatose e crescita economica sotto zero».

Estate bislacca

Estate bislacca, vissuta sotto minaccia. Un giorno la racconteremo con ricca aneddotica.
Sarà piena di ricordi e di come ci si arrivò a questi mesi estivi, dopo settimane infinite di clausura domestica e di "smart working".
Ci siamo trovati impreparati, vivendo con bollettini terroristici e l'angoscia di diventare uno dei positivi con la speranza di non prendere una forma grave e trovarsi in una rianimazione ventilati artificialmente. Sempre che ci fosse un posto libero nei momenti di massimo affollamento.
Pareva dapprima che l'estate non ci sarebbe stata e che saremmo stati ingabbiati, se non proprio in ambiente domestico, in un territorio ridotto, forse regionale.
Poi, invece, i confini regionali, di cui per la prima volta si è avuta piena contezza con il "coronavirus", si sono aperti e dunque possiamo muoverci.
Però ci sono molti "però" è pesano come macigni. Non è tanto l'arcobaleno di regole locali, che ci sta in toto perché nessun territorio è uguale ad un altro (anche se in certe circostanze ci vorrebbe un dettaglio persino comunale), quanto il fatto che in generale non si capisce se ci sia utilità vera.

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