January 2020

Non dimenticare la Catalogna

Oriol Junqueras i ViesPedro Sanchez, ad inizio anno, è diventato per due voti premier in Spagna di un governo di coalizione con "Unidas Podemos" di Pablo Iglesias. Decisiva l'astensione dei tredici deputati indipendentisti catalani di "Esquerra Republicana de Catalunya" che chiedono un nuovo referendum per non staccare la spina. Per cui mai come ora è interessante capire cosa avverrà tra Madrid e Barcellona.
Oriol Junqueras i Vies è un politico cinquantenne indipendentista catalano, presidente di "Esquerra Republicana de Catalunya", che si trova dal novembre 2017 in carcere con l'accusa di sedizione dopo la dichiarazione - era allora vice presidente della Generalitat de Catalunya - dell'indipendenza catalana. Lo ritengo un prigioniero politico ingiustamente detenuto e vittima di una visione persecutoria della Spagna che sembra non capire come il problema catalano sia una questione politica e non giudiziaria.

Craxi, vent'anni dopo

Bettino Craxi ad HammametAd Hammamet, per i vent'anni dalla morte di Bettino Craxi, ci sono state celebrazioni nostalgiche del leader socialista ed in Italia anche esponenti politici inaspettati hanno corretto il tiro rispetto ai giudizi del passato.
L'Italia è uno strano Paese, che dimentica in fretta, ma che soprattutto non ha il senso della misura e l'opinione pubblica su Craxi ha avuto atteggiamenti feroci per poi, con il tempo, edulcorare i giudizi ed alcuni si sono spinti sino a riabilitarlo con sospetti salti della quaglia.
Manca troppo spesso, nel cuore degli avvenimenti, quella oggettività che evita di farsi trascinare dalle emozioni e dalla rabbia e Craxi, anche per la sua fuga in Tunisia (oggi chiamata esilio), fu vittima di eccessi in quella "Tangentopoli" che vide la Magistratura lancia in resta con la conseguente frantumazione della famosa partitocrazia. Ma quel sistema consolidato di tangenti ad alimentare partiti, correnti e conti personali agevolò la nascita della Seconda Repubblica (con Silvio Berlusconi protagonista, che craxiano lo fu per grazia ricevuta per le sue televisioni), ma purtroppo - e dovremmo essere ormai nella Terza Repubblica... - certi comportamenti esistono ancora e resta, in particolare, una situazione oscura sul finanziamento dei partiti. Usciti dalle prebende pubbliche, con costi sempre esistenti per il funzionamento delle macchine, ci si chiede come facciano i tesorieri a far quadrare i conti, specie con campagne elettorali che dissanguano.

Gli "odiatori da tastiera"

Un esempio di 'hater' disegnato da Stefano TartarottiCi si lamenta della presenza sui "social" degli odiatori ed anche in Valle d'Aosta ce ne sono alcuni, specie su "Facebook", le cui gesta sono ormai risapute e sono convinti di essere in questo loro ruolo dei protagonisti.
Tuttavia non si può che compatire chi ha fatto dell'odiare il proprio credo e lo fa con impegno compulsivo, stando di vedetta sul Web pronto a intervenire dall'alto della propria autoconsiderazione. Per qualcuno di loro vale l'intelligente osservazione di Erich Fromm: «Non c'è forse fenomeno che contenga così tanto sentimento distruttivo quanto l'indignazione morale, che permette all'invidia o all'odio di manifestarsi sotto le spoglie della virtù».

Arrampicarsi sugli specchi

Uno specchio...Arrampicarsi sugli specchi è un esercizio improbo e francamente pure stupido. A meno che non si sia l'Uomo Ragno, che sale ovunque con i suoi fili da ragnatela, l'operazione è infatti un azzardo, che ha nel suo uso consueto due significati compatibili. Da una parte tentare azioni difficili o meglio impossibili, dall'altra sostenere ragioni senza fondamento.
In politica conosco degli scalatori dell'impossibile, che agiscono con sprezzo del pericolo e pure del ridicolo. Si destreggiano in pose alpinistiche per far vedere la loro progressione, ma sono destinati a scivolare inesorabilmente nel vuoto e purtroppo cade e si schianta anche chi si è legato improvvidamente con loro in cordata.

Il silenzio del Parlamento sul fine vita

Un frammento da 'Arrivederci Professore'Guardavo l'altra sera alla televisione uno dei film più interessanti dello scorso anno, "Arrivederci Professore" del regista Wayne Roberts, che ha qualche affinità - nel rapporto particolare fra un docente e i suoi studenti - con il celebre film del 1989, "L'attimo fuggente", con quel professor John Keating interpretato da Robin Williams, che ha segnato più generazioni.
Ricordate quel passaggio che ci è rimasto nel cuore? «"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento". Perché il poeta usa questi versi? [...] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli... pieni di ormoni come voi... e invincibili, come vi sentite voi... Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? "Carpe", "Carpe diem", "Cogliete l'attimo, ragazzi", "Rendete straordinaria la vostra vita"!».

Il gatto non gatto delle nevi

Un antico 'Sno cat'Mi sono sempre piaciuti i gatti delle nevi, che non sono ovviamente quei mici selvatici, specie "Felis Silvestris", che stanno tornando in tutte le Alpi e ci sono di sicuro nei Dipartimenti Savoia, Alta Savoia ed Isère confinanti con la Valle d'Aosta ed il Torinese. Ma del mezzo meccanico, oggi mezzo assai sofisticato, di cui ho visto - come sciatore - gli esordi sulle piste un tempo battute con gli sci per poi occuparmene nell'esperienza da impiantista (ho provato anche l'ebrezza della guida!), compresa la visita a quella fabbrica valdostana, che è stata la "Oman" a Charvensod, purtroppo scomparsa.
Un amico di "Twitter", Gianni Graziani, valdostano in giro per il mondo per lavoro, mi ha segnalato la sintesi del perché si chiami "gatto delle nevi", tratto dal sito "Terminologiaetc", che - descritta la macchina ed il suo uso - così dice: "Forse è meno noto che il nome italiano è dovuto a un'interpretazione errata della parola inglese "snowcat", dal nome commerciale "Sno-Cat", che ha origine da un'abbreviazione di "snow caterpillar" e cioè "caterpillar delle nevi" (a sua volta, letteralmente, "bruco delle nevi").

Il Giorno della Memoria per non dimenticare

Mio padre, Sandro Caveri, nella foto 'ufficiale' da deportatoDomani sarà il "Giorno della Memoria", previsto da una legge che votai nel lontano 2000 alla Camera dei deputati (c'è nei resoconti un mio intervento): una ricorrenza internazionale che è commemorazione delle vittime del nazismo, in particolare dell'Olocausto (ebrei ma non solo) e per ricordare chi ebbe il coraggio di proteggere i perseguitati. Quindi ricordo anche mio papà, definito come "giusto" dalla comunità ebraica di Torino per aver accompagnato ebrei in fuga verso la Svizzera, talvolta ospitati a casa dei miei nonni in via Sant'Anselmo ad Aosta.
La data coincide con la liberazione da parte dei russi del campo di sterminio di Auschwitz, allora territorio annesso alla Germania ed oggi in Polonia. Ho visitato il campo di sterminio di Auschwitz - ed è avvenuto quattro volte, di cui due volte con a turno portando i miei figli, oggi grandi - e lo ricordo come uno dei rari casi nella mia vita in cui ho visto il mondo in bianco, nero e grigio. Pare che esista una malattia, l'acromatopsia completa, che dà questo effetto, ma a me non è capitato dal punto di vista fisico ma per il senso opprimente che quei luoghi restituiscono, sconvolgendo l'animo.

Primi pensieri sull'Emilia-Romagna

Stefano Bonaccini mentre votaSono stato sveglio ieri sera per capire cosa avvenisse con le elezioni in Emilia-Romagna, poi - dopo un sonno ristoratore - mi sono svegliato all'alba, come mia abitudine, per capire se e quanto quelle previsioni notturne collimassero con la realtà dello scrutinio vero e proprio. Scrivo dando per scontato che i miei lettori sappiano l'esito: in soldoni con il voto di emiliani e romagnoli ha vinto la continuità di una delle Regioni "rosse" per definizione. Questo successo del centrosinistra ha il volto del presidente della Regione uscente, Stefano Bonaccini con il suo distacco largo ed inaspettato rispetto alla candidata leghista del centrodestra, Lucia Borgonzoni.
A caldo provo, un po' goffamente, ad articolare qualche pensiero derivante da questi risultati - Calabria compresa, dove il centrodestra ha dilagato - che pesano sull'Italia intera, ma con qualche distinguo.

La benedizione di Sant'Orso alla Politica

Sul sito "Santi e Beati" Antonio Borrelli così riassume certe caratteristiche del nostro amato Santo valligiano, Sant'Orso: «Sul santo più popolare della Val d'Aosta, protettore contro le calamità naturali e molte malattie, tra cui i reumatismi e il mal di schiena, si posa nell'iconografia, un uccellino, a ricordare che destinava una parte del raccolto del suo campo ai passeri».
Sui prodigi annota dal leggendario popolare: «per mesi e mesi non aveva piovuto, la siccità devastava i campi, ma cominciava anche a scarseggiare l'acqua necessaria per i bisogni dei suoi fedeli; allora il santo preoccupato per loro, fece scaturire colpendo una roccia col suo bastone, una sorgente a Busséyaz; la sorgente, chiamata "Fontana di Sant'Orso", continua ancora oggi ad offrire la sua acqua, una volta considerata miracolosa, sotto la cappella costruita nel 1649 e restaurata nell'Ottocento».

Autonomie differenziate e speciali

La riunione al Dipartimento Affari Regionali della Commissione sull'Autonomia differenziata dello scorso 22 gennaioVien da rifletterci con questa storia delle elezioni regionali avvenute e che verranno con il regionalismo finito in prima pagina su chissà che fine abbia fatto la famosa "Autonomia differenziata", avanzata sino ad oggi da nove Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Campania). Nelle prime due dell'elenco si è svolto anche un referendum fra i cittadini nel 2017 che ha confermato a larghissima maggioranza la richiesta e per questo sono state la punta di diamante nella richiesta di maggior Autonomia, ma anche con Emilia-Romagna e Piemonte erano in fase avanzata di trattativa con il Governo precedente e con quello attuale, che ha rallentato l'iter di tutti.

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