December 2019

Sui "buoni propositi"

Agende e tesserini di quando ero deputatoTrovo interessante, negli articoli di fine anno, quando normalmente le notizie vere finiscono intrappolate dalla palude delle festività, l'affermarsi dei ben noti "buoni propositi" a copertura dei proponimenti cui mirare. Così come si cambiano (o forse si cambiavano) i calendari sui muri, nel passaggio d'anno si stilano elenchi mentali o scritti di cose da fare e intendimenti su cui far agire la nostra forza di volontà nel rapporto con noi stessi, con gli altri, con tutto quanto ci circonda.
Si impone sul tema la celebre canzone del fantasmagorico e in questo caso sarcastico Lucio Dalla nell'"Anno che verrà":
«Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce e anche gli uccelli faranno ritorno. Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno. E si farà l'amore, ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto ad una certa età.
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà saranno forse i troppi furbi e i cretini di ogni età»
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Carissimo 2020...

Carissimo 2020,
so bene che sei bisesto e dunque, come sostiene un detto menagramo, funesto. Poteresti sfortuna per via di quegli inusuali 29 giorni del mese di febbraio, che ti poteranno ad avere 366 giorni.
Ma come nasce la superstizione che sostiene che un anno bisesto porti sfortuna? Si ritiene che siano stati proprio gli antichi romani - di fronte a questa variazione tecnica del calendario ogni quattro anni - a coniare per primi questa frase.
Tutto deriva dal fatto che febbraio era anche il Mensis Feralis, quello in cui si celebravano le ricorrenze funebri, il mese dei morti. Roba da fare gli scongiuri e che si estendeva all'anno intero!
Vorrei rassicurarti: in Valle d'Aosta dovrebbe essere difficile fare peggio del 2019 che esce di scena. Un annus horribilis in tutto e per tutto, tranne che - per onestà - per l'ultimo inverno che ci porterà agli anni Venti, in cui la neve è arrivata a far frittura la stagione dello sci.
Per il resto poche cose buone. La Politica in particolare è affondata nella melma e la Giustizia ha scoperchiato pentoloni puzzolenti.
Bisognerà riprendersi e contiamo sul tuo autorevole sostegno, sperando davvero che infine si risalga! Altrimenti saranno guai ancora più grossi.

L'ira e i seminatori di discordia

I seminatori di discordia nella 'Divina Commedia'Ci sono argomenti seri che è meglio affrontare con tono ironico ed esiste quella forma positiva di introspezione che è l'autoironia, che dovrebbe essere la capacità di sorridere di sé stessi e dei propri difetti. Ed è bene riflettere spesso sui propri difetti e non solo su quelli che noi stessi consideriamo come i nostri pregi.
Ci sono circostanze in cui mi dico che sarebbe meglio, prima di parlare, contare sino a cento per evitare di agire d'impulso. Eppure mi è capitato, in alcuni casi, di cadere nell'ira, che dovrebbe più o meno essere "alterazione dello stato emotivo che manifesta in modo violento un'avversione profonda e vendicativa verso qualcosa o qualcuno". Violenza verbale non fisica, naturalmente.
Dante Alighieri poneva all'Inferno gli autori di questo vizio capitale e non a caso gli iracondi, nella loro punizione, sono immersi nel fango dello Stige e si colpiscono continuamente a vicenda, con schiaffi, pugni, morsi, che non è una grande situazione, ma certo nelle sofisticate punizioni del Sommo Poeta c'è di peggio.

La sicurezza sulle piste

La pista della Val Senales dove è caduta la valangaE' triste doverlo scrivere: i rischi per chi va in montagna ci sono e incombono. Basta guardare località e circostanze di alcune recenti morti fuoripista sotto la valanga di professionisti capaci e preparati per accorgersi che l'incidente mortale può capitare anche ai migliori. Si può invocare il destino oppure prendere atto che basta una sottovalutazione del pericolo per mettere a repentaglio la propria vita.
Questo, invece, non può e non deve avvenire per lo sci in pista. Riporto dal quotidiano "Alto Adige" la recente notizia nella sua crudezza: "Sale a tre morti, una donna e due bambine di sette anni, il tragico bilancio delle vittime della valanga che si è abbattuta oggi su una pista da sci, a 2.400 metri di quota, sul ghiacciaio della Val Senales. Si tratta di una bambina e una donna di 35, recuperate senza vita dalla massa nevosa, e della figlia della donna, deceduta dopo il trasporto al Santa Chiara di Trento. La valanga che si è staccata alle ore 12.10 nel comprensorio sciistico del ghiacciaio della Val Senales era di grandi dimensioni con una larghezza di circa 150 metri ed una lunghezza di circa 500 metri. La slavina si è riversata sulla pista "Teufelsegg" ed ha coinvolto diversi sciatori".

Alle soglie degli anni Venti

Da domani sarà 'duemilaventi'Ho condiviso anche quest'anno giorno dopo giorno i miei pensieri su questo blog, che finalmente a gennaio cambierà pelle, diventando più moderno ed arricchito di contenuti. Resterà il rimbalzo su "Twitter" con la velocità del mezzo ed una community arricchitasi di amicizie. Ce n'è un'altra, più intima e che qui non compare, attraverso il profilo temporaneo di "Whatsapp", che cementa conoscenze.
Il bilancio di fine anno appare come uno spettro, prima della Mezzanotte che ci proietterà (di già, sigh!) negli anni Venti di questo primo secolo di un nuovo millennio.
Posso dire che mi fa impressione? Soprattutto se penso che nel secolo scorso mio papà nacque ad Aosta nel 1923 e crebbe proprio in quella nostra città, anzi nel suo cuore, le Bourg, in via Sant'Anselmo in quella casa di famiglia di mio nonno.

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