August 2019

Dialogo sulla montagna

Francesco Tomatis durante la presentazione ad AostaNei giorni scorsi è stato ad Aosta Francesco Tomatis, professore universitario e filosofo cuneese, che ha scritto in questi anni su argomenti assai interessanti attorno alle questioni della montagna e anche su personalità molto vicine alla Valle come il celebre Luigi Einaudi ed il filosofo di origine valdostana (Morge di La Salle) Luigi Pareyson.
"La via della montagna" (editore Bompiani) è il suo libro più recente, che presenta in ben settecento pagine fatte di idee, problemi, personaggi, in modo variegato e sempre convincente con estrema profondità culturale, da cui non si può che imparare.
Ne consiglio la lettura, che va fatta con la lentezza di chi ne deve apprezzare la ricchezza di contenuti e anche certi passaggi che obbligano alla riflessione.
Il vantaggio è che i molti capitoli si possono leggere con calma, essendo disgiunti, pur nel disegno complessivo dell'opera.

Ecco la registrazione, con alcuni miei passaggi nella presentazione, di quanto detto ad Aosta.

Il Re Leone? Meglio il vecchio cartone

Un frame del nuovo film del 'Re Leone'Era da tempo che, nella piccola sala cinematografica che si trova nell'auditorium delle scuole superiori di Saint-Vincent, non vedevo un pubblico così numeroso. Il successo clamoroso e internazionale con incassi da capogiro de "Il Re Leone" è così confermato anche nel piccolo. Fa impressione come fenomeni mondiali investano ormai tutti i mercati, uniformando mode e costumi come non mai e forse l'unico elemento consolatorio è che poi ognuno filtra messaggi globali con la propria cultura.
Si tratta in questo caso del rifacimento con incredibili animazioni computerizzate del film precedente, che risaliva al 1994 ed è ormai un "classico" dei film d'animazione "tradizionali".

Davvero Conte?

Il 'tweet' di Donald TrumpQuesto mese di agosto e l'imminente dibattito parlamentare sul Governo "Conte 2" ("la vendetta") - che il leader del Partito Democratico (sic!) Nicola Zingaretti ha chiamato «2.0», facendo impallidire gli informatici - resterà negli annali della politica italiana. Una sorta di unicum nella pur immaginifica storia della Repubblica, che viene commentato con divertimento da editorialisti dei giornali esteri e viene ascritta alla fantasia italica e concorre all'ennesima rappresentazione dell'Italia come di un Paese da non prendere sul serio.
Fu Benito Mussolini nel 1935 ad azzardare, mentre le Nazioni Unite condannavano l'Italia per l'aggressione all'Abissinia, una definizione che così suonò: «Popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori».

Tracotanza in politica contro i cittadini

'La Caduta di Icaro' di Pieter Bruegel il VecchioMi domando talvolta - leggendo certe biografie di personaggi della politica italiana - se studiare serva o se basti ed avanzi un pur rispettabile "cursus honorum" politico. E' sicuro, comunque, come alcuni - anche nei confronti delle promesse fatte agli elettori con quel patto morale stipulato all'atto del voto dei cittadini - ad un certo punto svoltino (talvolta mettendosi a guidare al contrario rispetto al senso di marcia) rispetto alle promesse sulle alleanze post voto, invocando sempre cause di forza maggiore ed eventi eccezionali. Questo è accaduto a Roma con l'alleanza giallo-verde e sta ricapitando con quella giallo-rossa ed è avvenuta ad Aosta con alleanze a fisarmonica con un'unica costante: fare quanto era stato detto fosse impossibile avvenisse agli elettori (in nome del logoro «bene comune»...).

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