July 2019

La melina nella politica valdostana

Un nano da giardino resistenteSperiamo che l'estate, come utile pausa per fare il punto in vista della ripresa piena di incertezze e rischi, porti consiglio a tutti, e non mi escludo affatto da questa mia speranza. L'autocritica è esercizio salutare, ma in certe occasioni serve se diventa cimento collettivo, anche da parte di chi si sfila facilmente, sfuggendo alle proprie responsabilità.
Diceva Voltaire: «Aucun flocon de neige, ne se sent responsable d'une avalanche».
Serve, infatti, riflettere davvero sul "bene comune" per i valdostani e smontare l'idea che solo formule sulfuree, costi quel che costi, salvaguardino la stabilità delle Istituzioni, che - come noto - devono resistere a chi le incarna pro tempore proprio perché tutto non si inceppi.

Non dimenticarsi dell'Europa

Partirò da vicino, che è apparentemente distante da dove voglio davvero arrivare, tuttavia resta sempre chiarissimo di come chi pensi di avere una Valle d'Aosta come un orticello chiuso senza il peso dell'esterno è obbligato dalla realtà a ricredersi.
L'Autonomia, dal 1945 ad oggi, si è trovata ad affrontare un turbinio di cambiamenti interni ed esterni e sempre più certe decisione esterne, che siano italiane, europee o persino mondiali, si riflettono sul nostro ordinamento politico.
Chi si illude diversamente vive nel passato e quando si parla di una «nuova Autonomia» ciò significa anzitutto avere questa consapevolezza, quella di avere energie e conoscenze tali che consentano di decidere sapendo quanto influisce dall'esterno su queste nostre scelte.

Ciao ciao "Maggiolino"

Un 'Maggiolino' in piazza Roncas ad AostaNon ci sono storie. Se devo pensare alla macchina per eccellenza non posso che evocare - come in una seduta spiritica - il "Maggiolone" decapottabile (cabrio) di mio fratello Alberto. Ricordo alcune volte l'onore di salire su quest'auto scoperta - ho in memoria un giro sulla Riviera di Ponente lungo l'Aurelia fra Diano Marina ed Alassio - quando ero poco più di un ragazzino, mentre lui, con cinque anni più di me, era già ventenne.
Quell'auto aveva un carburatore doppio corpo e ricordo che nei sorpassi partiva a razzo, consumando un pezzo di una petroliera. Ma intendiamoci, la bellezza di quella macchina, arretrata appunto l'elegante capotte beige sul bianco della scocca, erano i capelli al vento e la radio (all'epoca estraibile...) che diffondeva quella musica con la quale era subito estate. Improvvidamente mio fratello la vendette e se l'avesse tenuta in garage oggi avremmo una macchina d'epoca straordinaria, oltretutto con un valore da capogiro.

La Valle d'Aosta e il "punto di non ritorno"

L'ombra della ghigliottinaC'è una poesia di Pablo Neruda che bisognerebbe tenere in buona evidenza sul proprio computer o strumenti simili, visto che ormai è questo che troneggia nella nostra vita.
Recita così:
«Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti»
.

Come tutti nella quotidianità oscillo fra ottimismo e pessimismo, fra pensieri colorati e quelli grigi: credo che sia la nostra condizione di esseri pensanti, che devono al peso e alla qualità del cervello questa capacità errabonda che è il ragionamento.

Le "Stelle" per i gourmet

La 'Stella Michelin' rimasta in Valle d'Aosta, a CogneConfesso di considerare - in epoca di mille informazioni sui ristoranti attraverso il Web fra notizie e recensioni (ma "TripAdvisor" è terreno di caccia di troppi cattivi e furbastri) - la "Guida Michelin" come un utile punto di riferimento per le eccellenze. Così mi è capitato di scegliere degli "stellati" vicini o lontani (in caso di viaggi o vacanze), sapendo che questa "bibbia" della cucina è fallibile come tutte le produzioni umane, ma raramente ho constatato sviste marchiane. Semmai considero immorale quando certi menu superano prezzi che siano ragionevoli, perché va bene offerta e domanda, ma certe esagerazioni sono troppo sfrontate.
Riassumo la filosofia della celebre guida ben spiegata in una sezione dell'interessante museo aziendale della "Michelin", che ho visitato anni fa a Clermont Ferrand nel Puy-de-Dôme. La prima edizione fu realizzata dai fratelli André ed Édouard Michelin: era una guida pubblicitaria offerta al momento dell'acquisto di pneumatici e si rivolgeva con suggerimenti di officine ed alberghi ai ciclisti francesi, visto che le auto all'epoca erano pochine!

Pensieri sulla Turchia

La basilica di Santa Sofia ad IstanbulViaggiare serve per conoscere, magari preparandosi prima anche per la più banale e turistica delle destinazioni, che ha sempre un versante di scoperta che può stupire, ma non bisogna trovarsi sullo scenario come se fosse la ripetitiva località domestica.
Altrimenti meglio la logica rassicurante della "stessa spiaggia, stesso mare" praticata, ad esempio, da miei genitori, che rende ogni estate la stessa ed è rassicurante come un nido confortevole.
Mentre penso che guardarsi in giro, senza immaginare turismi avventurosi che sarebbero un lavoro, sia un dovere, perché ogni volta porti a casa qualcosa di nuovo.
Con questo stato d'animo sono stato ad Istanbul per qualche giorno, visitando i luoghi topici in una corsa contro il tempo e forte di una serie di letture e cose studiate nel tempo che hanno reso tutto più interessante ed ancora.

Contro i mozziconi

Il pulcino marino col mozziconeQuando mi sono occupato di scrivere leggi e presentare emendamenti, ho trovato quanto fosse bello e interessante farlo. Credo che sia stato nella mia carriera politica una delle cose che più mi è piaciuta. Scoprire un problema, studiarlo e giungere alla conclusione che un intervento legislativo ci stava e scegliere se presentare uno specifico provvedimento o inserirlo da qualche parte.
Ma ho imparato, a parte il gusto della scrittura e la soddisfazione per vedere approvato un testo, che in Italia le leggi sono un dedalo è che spesso certe norme restano lettera morta.
Ecco un caso di scuola per una questione apparentemente banale ma non lo è affatto e ciascuno di noi - compreso il fumatore che compie meccanicamente il gesto da una vita - può testimoniare di averne viste le conseguenze anche nei luoghi più impensati in piena Natura, spesso in luoghi meravigliosi.

1969: l'uomo sulla Luna

Buzz Aldrin nel 'Mare della Tranquillità', sulla LunaSi gonfia come un clamoroso fenomeno mondiale la rievocazione di quel 20 luglio del 1969, quando l'uomo arrivò sulla Luna e nacque il verbo "allunaggio". Trovo che ci sia in questa scelta rievocativa di quell'impresa qualcosa in più di una celebrazione di una grande storia nel cammino dell'umanità, ma che sia una scelta pregna di un desiderio di riscatto in un momento assai complesso per il genere umano. E' infatti necessario ora più che mai concentrarci sul destino nel nostro pianeta, che proprio le esplorazioni spaziali ci hanno consentito di vedere dall'esterno con quelle immagini che ne illustrano la straordinaria bellezza. E proprio i misteri del cosmo hanno definito la sua terribile fragilità, ed oggi abbiamo la consapevolezza delle nostre pesanti responsabilità nello sfruttamento della Terra, che si aggiungono alle altre mille incognite che possono cancellare la presenza umana come avvenne con la bizzarra civiltà dei dinosauri.

Narciso, un fiore per cambiare

Fabrice Midal«Sei un Narciso!». Non ve lo siete mai sentiti dire? Eppure questo famoso narcisismo (tipo eccessiva ammirazione di sé) mi era noto nelle sue fonti classiche, ma - visto che non si finisce d'imparare - ho letto con vivo interesse il libro, frutto di trasmissioni radiofoniche, di "Narcisse n'est pas égoïste" (French Edition) di Fabrice Midal, filosofo e scrittore francese. Una sorta di inchiesta molto colta e che attraversa i millenni, partendo dal mondo antico attraverso scrittori, poeti, pittori, filosofici, psicanalisti. Un viaggio che mira a sdoganare Narciso.
Un breve riassunto del racconto in una delle varie versione, la più nota è di Ovidio: Narciso è figlio di Cefiso, una divinità fluviale, e di Liriope, una ninfa. La madre si dimostrò subito molto preoccupata per la straordinaria bellezza del bambino. L'oracolo Tiresia le consigliò di non fargli mai conoscere se stesso. Da adolescente in molti si innamorarono per questo aspetto così bello. Narciso, però, respingeva tutti.

"Coca-Cola": i retroscena del successo

L'evoluzione della bottiglietta della 'Coca-Cola'Non ho precisa idea di quando abbia bevuto la mia prima "Coca-Cola". Quand'ero ragazzino ricordo altre bevande, tipo la "spuma" quando giocavo a pallone o la "gazzosa" al bar coi genitori, per poi evolversi in cose tipo "acqua tonica" o aranciata.
Ma dalla discoteca e dalle feste varie in poi la "Coca-Cola" l'ho bevuta sola o con qualche alcolico dentro (il rum, per dire). Poi l'ho bevuta dappertutto nel mondo dove sono stato e la bevo oggi in versione "Zero" o "Light".
Mi hanno sempre divertito le leggende metropolitane su questa bevanda, tipo che con l'aspirina sballasse, che fungesse da contraccettivo, che fosse un potente solvente. Immagino che ce ne siano molte altre.
Ora trovo un lungo articolo di Yann Contegat su "Daily geek show" che racconta una storia mai letta, neppure su di un libro che lessi anni fa sull'avventura della bibita stelle e strisce.

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