June 2019

Seduto sulla panchina

Una coppia di altalene in un parco giochiL'altro giorno ero seduto in una parte del brutto e sciatto parco giochi per bambini di Saint-Vincent, che a loro va benissimo lo stesso perché gli basta e avanza per stare assieme, e solo gli occhi di un adulto ne avvertono l'oltraggio ad un loro diritto. Trovo, infatti, in premessa, che nulla più dei parchi giochi risulti essere un marker interessante dell'attenzione dei Comuni per i cittadini più piccoli, che hanno i loro sacrosanti diritti e ci sono Comuni minuscoli che li soddisfano meglio di alcuni più grandi.
Comunque sia, ero su di una panchina a crogiolarmi al sole primaverile - che quando c'è bisogna goderselo, in questa primavera ancora più balzana di quanto si dica - ed un amico mi si avvicina, apostrofandomi con facile sfottò: «Fai il pensionato in panchina?».

Valle d'Aosta: stampelle per non votare

Sostegno...Seguo con curiosità di cittadino, e con qualche malizia di politico di lungo corso, gli avvenimenti del Consiglio Valle, che di questi tempi - in modo non molto fausto - ha compiuto settant'anni dalle prime elezioni democratiche del dopoguerra. Per fortuna non è in vita nessuno dei consiglieri di allora, perché è stato risparmiato loro di assistere a spettacoli che li avrebbero stupefatti e addolorati, pensando a fatiche e sacrifici che portarono allo Statuto di Autonomia.
Prosegue quella continua instabilità, che ha determinato mille problemi ed una scarsissima produttività legislativa e che alimenta un clima di terribile conflittualità con dibattiti infiniti e velenosi. Si aggiungono gravi vicende giudiziarie, il cui perimetro potrebbe persino allargarsi, lesive della credibilità delle Istituzioni stesse. Questo clima alimenta una crescente richiesta di uscire dal tunnel con un ritorno anticipato alle urne, che sembrava lo sbocco naturale indicato all'atto della nascita dallo stesso Governo Fosson in carica, che invece ormai sopravvive ad ogni logica di buonsenso, vivacchiando tra mille equilibrismi sul limitare dei diciotto voti su 35.

Noi, scimmie, ma...

Il professor Alain ProchiantzCapita di guardarti attorno e di chiederti che cosa abbiamo fatto di male per avere un'umanità piena di fissazioni ed una delle caselle che più mi preoccupano sono gli integralismi, i fondamentalismi di chi si irreggimenta in pensieri unici.
Si diffonde di questi tempi, da una militanza verbale a veri gruppi militarizzati veri e propri con blitz, l'"animalismo", che da comprensibile amore per gli animali, si sta facendo sempre più, da vocabolario, "movimento che si oppone allo specismo, rifiutando l'idea della superiorità della specie umana sulle altre specie animali e sostenendo che l'appartenenza a una specie non giustifica la pratica di disporre della vita e della libertà di un essere di un'altra specie". La punta estrema è composta da chi predica la fine di noi uomini per «liberare» la natura.

Lo Stato anzitutto deve difendermi

La sfilata di solidarietà nei confronti del tabaccaio Franco Iachi Bonvin a Pavone CanaveseHo conoscenti che dormono con la pistola sul comodino, perché sono convinti assertori dell'autodifesa. Non lo fanno perché sono appassionati di "tiro a volo" come risulta ufficialmente, ma per difendere la propria casa, e ciò avveniva prima ancora che si allargassero le maglie del possibile utilizzo per difesa in ambito domestico (portare con sé in giro l'arma è ben più complicato). Mi riferisco al concetto, valido contro intrusi che penetrino nell'abitazione, definito quale "grave turbamento", prima che si prema il grilletto ed a giustificazione della scelta. Una dizione che sarà regolata necessariamente dalla giurisprudenza e il caso del tabaccaio di Pavone Canavese - che tanto clamore ha creato - non servirà molto a creare un precedente, se davvero risulterà che il ladro è stato ucciso mentre fuggiva di spalle. Capisco che l'odio, che condivido, verso questi ladri o rapinatori è tale che la reazione pare non essere considerata eccessiva ma comprensibile se non auspicabile dalla gran parte delle persone con cui si parla dell'episodio, ma credo sia bene mantenere la mente fredda e pensare al quanto possa imporsi il rischio "Far West".

Un gigantesco gong

Il gong...Le Istituzioni dell'Autonomia speciale sono in crisi. Lo è il Consiglio regionale, lo è la Giunta, lo sono gli Eenti locali. Non è solo una questione di soldi, anche se le norme derivanti dal "Patto di stabilità", da me denunciate sin dalla loro origine, hanno impoverito le casse regionali e comunali e senza risorse sufficienti tutto diventa più difficile. Torto di chi, rappresentando la Valle a Roma e chi ha governato nell'ultimo decennio ad Aosta, non ha saputo bloccare questa emorragia finanziaria.
Ma quelle che non hanno più funzionato sono la coesione sociale e quella politica e la responsabilità di partiti e movimenti politici non è indifferente e non a caso sono in mancanza di militanti, anche chi stupisce alle urne.

Chi controlla i controllori?

Un giornalista di lungo corso come Giovanni Bianconi ha scritto, in queste ore in un suo editoriale sul "Corriere della Sera", queste parole dedicate alla scoperta - che certo non stupisce più di tanto - di come anche l'organo di autogoverno della Magistratura sia sottoposto a logiche politiche e correntizie, che sono sfociate persino e purtroppo in manovre su nomine piccole e grandi.
Così Bianconi: «Lo sfregio a un'istituzione di rango costituzionale come il Consiglio superiore della magistratura potrà forse essere coperto con le dimissioni degli ultimi consiglieri che ancora non si sono rassegnati ad abbandonare l'incarico dopo essere stati sorpresi da una microspia a trattare le nomine degli uffici giudiziari, nottetempo, in un albergo romano con altri magistrati e parlamentari che nulla avrebbero dovuto avere a che fare con quelle scelte. Anzi, prima si arriverà all'avvicendamento di tutte le persone coinvolte nel cosiddetto "mercato delle toghe", prima si potrà porre fine al discredito che sta investendo l'organo di autogoverno dei giudici presieduto dal capo dello Stato. Il quale non a caso ha già indetto le elezioni suppletive dei due consiglieri-pm che hanno rimesso il mandato, considerandole il "primo passo per voltare pagina" e restituire "fiducia e prestigio" incrinate agli occhi dei cittadini. Ma le vicende di questi giorni vanno oltre l'imbarazzo generale e i destini dei singoli consiglieri finiti sotto procedimento penale o disciplinare, che continuano a rivendicare la propria correttezza e si difenderanno come meglio riterranno davanti alle autorità competenti».

Dentro l'infosfera

Una rappresentazione grafica dell'infosferaMi ha sempre divertito pensare, sapendo bene degli incredibili progressi dell'umanità (cui corrisponde sempre un tasso elevato di autodistruzione), a come sarà vista questa nostra epoca da chi, in futuro, ne studierà storia ed evoluzioni oggi in atto.
Questa famosa "rivoluzione digitale", che sta cambiando la nostra vita e la sta rendendo diversa, un giorno sarà null'altro che uno dei passaggi topici, superato - se sopravviveremo ai rischi di disastro, tipo dinosauri - da chissà quali novità ed invenzioni. Credo che l'intelligenza artificiale sarà una delle sfide da non sottostimare, pur non avendo la fantasia intuitiva di un Jules Verne.
Intanto, come spesso capita, mi incuriosiscono quei neologismi che i dizionari - in questo caso "Treccani" - inserisce fra quanto emerge nell'uso comune. Così "infosfera", che nasce per capirci subito in analogia con "biosfera", e mette assieme mondi virtuali e la realtà materiale.

Essere al microfono

In onda nello studio radio di 'RaiVd'A'L'importante, qualunque cosa si faccia nella vita, è cercare di farlo bene e di ricavarne, se possibile, il massimo della soddisfazione, sapendo come raramente tutto sia rose e fiori. Mio papà era depositario per schiatta familiare di un'etica del lavoro che ha trasmesso a noi figli e questo significa impegno e puntualità ed a questo mi attengo terrorizzato da tutta quell'approssimazione e sciatteria che vedo spesso come un male dei tempi attuali.
Quattro settimane di trasmissione radio in diretta sono una simpatica adrenalina. Lo farò da domani sino a metà luglio negli spazi della Programmazione di cui sono responsabile alla "Rai" valdostana, "Rai Vd'A".
Lo spazio di trasmissione - che per ora è solo in FM e purtroppo non ha streaming e podcast - in onda ora fra le 12.30 e le 14 è nato verso la fine degli anni Settanta da una costola della "Voix de la Vallée", il Gazzettino regionale che iniziò le trasmissione all'inizio degli anni Sessanta a Torino.

Renzi se ne andrà?

Matteo RenziIl quadro politico italiano, da cui giocoforza la Valle d'Aosta non può prescindere, resta piuttosto caotico e quel che capita nella maggioranza del Governo Conte è ben visibile e sfibrante per i continui litigi dell'alleanza "impossibile" fra leghisti e "pentastellati" ormai cani e gatti, ma certo l'opposizione non ha meno problemi, soprattutto a porsi come credibile alternativa.
Ho seguito con interesse, curiosità e qualche aspettativa speranzosa l'avvento di Matteo Renzi, pur non essendo del Partito Democratico. Mi sembrava il suo uno stile nuovo, fatto di pragmatismo e di desiderio di immergersi nella società, rompendo vecchi schemi mentali. Invece vecchie e nuove storie hanno spezzato ogni illusione.

Costruire o distruggere

Un muro consumato...Non è facile nei momenti di difficoltà mostrare qualunque forma di ottimismo, perché si rischia di passare per stupidi o per visionari. Eppure è proprio quando le cose non vanno e la percezione generale è negativa che bisognerebbe sforzarsi di guardare avanti.
Nel mio lavoro, tutti i giorni, incontro molte persone e lo stesso vale nella quotidianità della vita sociale. La caratteristica sta nella diversità dei soggetti che fanno parte di questo mio campione di contatti, che finisce per essere davvero rappresentativo della società valdostana.
Spiace dire di quanto sia grande il senso di smarrimento, fra incomprensione e rabbia, nei confronti della politica regionale. Sui "social" questi sentimenti si esprimono, a commento di politici e politica, in modo virulento (spesso troppo), ma si tratta della punta di un iceberg di cui tenere conto e che dimostra - anche nelle persone più miti e disponibili - come non ci sia più alcuna intenzione di fare sconti.

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