April 2019

Cronache da "Legoland"

Una delle numerose location di 'Legoland'Un buon viatico per non invecchiare è quello di avere momenti in cui sentirsi ancora felicemente bambini. Scriveva Pablo Neruda sui giocattoli: «Nella mia casa ho riunito giocattoli grandi e piccoli, senza i quali non potrei vivere. Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era dentro di sé e che gli mancherà molto».
Mi sono applicato sul punto a "Legoland", a Günzburg in Baviera, uno degli otto parchi a tema dedicati ai celebri mattoncini con cui ho giocato sin da piccolo e con cui si sono divertiti i miei figli. Ma il Parco offre naturalmente un divertimento più "comunitario", che consiglio e dimostra come questi luoghi di attrazione siano ormai un traino turistico importante ed insieme a tanti europei di tanti Paesi mi sento europeista contro i veleni che vogliono distruggere l'idea di integrazione europea.

La Politica non è una merceria d'antan

Una vecchia merceria ad Aosta, chiusa da qualche tempo...Fingere che tutto vada bene nella vita è rassicurante e naturalmente, perché funzioni, bisogna crederci e montare la commedia conseguente. Ma basta poco a svelare la finzione, che ci restituisce facilmente realtà difficili da mistificare.
Questo progressivo e direi definitivo svelamento è la condizione in cui vivacchia in Valle d'Aosta l'esperienza del Governo Fosson a trazione autonomista. Lo dico con mestizia e non con la soddisfazione che dovrebbe provare chi ha ritenuto la scelta sbagliata e legata all'occasionalità di piazzamento degli uni e degli altri, malgrado l'invocazione di massimi principi e di elevati concetti. Non gioisco perché a rimetterci da questo fallimento è la Valle d'Aosta, comunque la si pensi.

Vietare Cappuccetto Rosso?

Un negozio dedicato a Cappuccetto RossoCome purtroppo noto, negli Stati Uniti stanno sparendo le statue dedicate a Cristoforo Colombo: lo si accusa di essere stato un assassino, torturatore e schiavista e dunque va bandito da ogni consesso civile.
Sono forme di revisionismo storico grottesco, così come il Presidente messicano che ha chiesto di recente - con una distanza nel tempo evidente - al Governo spagnolo di chiedere scusa per gli orrori dei conquistadores. Pensiamo ancora al capogruppo dei Conservatori inglesi che al Parlamento europeo ha detto che il nazismo è di Sinistra, perché si autodefiniva... nazionalsocialismo.
Potrei proseguire l'elenco, ma trovo interessante un editoriale sul tema letterario e di spettacolo trovato su "L'Express" per la penna di Anne Rosencher.

La via della montagna

Il libro di Francesco TomatisViviamo di curiosità e della capacità di stupirci quando troviamo qualcuno che ha saputo lavorare in modo straordinario a beneficio di sviluppi che potranno rivelarsi decisivi. Solo il confronto e la discussione fa avanzare le cose e ne sono sempre più persuaso in un mondo di "pappe pronte" e specialisti di indirizzare il nostro agire verso direzioni precostituite da chi è specialista della manipolazione.
Ecco perché, controcorrente contro queste logiche perverse, sono lieto di parlare di un libro assai corposo e così vario da rappresentare un affresco ricco - attraverso diverse materie e tante personalità citate, complementari fra loro - sul dibattito sulla montagna sia retrospettivo che prospettico. Lo dico con l'onore di avere inaspettatamente un capitoletto a me dedicato ed è uno stimolo per scrivere finalmente qualcosa di nuovo sul futuro delle montagne, le mie e quelle altrui, come elemento geografico, umano e sociale che deve interessare i valdostani per l'ambiente dove vivono e sul quale costruire il loro futuro.

Fra cesarismo e mediocrità

Il Presidente francese Paul Eugène Louis DeschanelDa sempre la litigiosità fa parte dell'attività politica, ma trovo che certi livelli attuali siano difficili da superare.
Guardiamoci attorno: dalla Valle d'Aosta all'Italia, dall'Europa al Mondo e chiariamoci come mai, tranne rari casi, sia ormai l'instabilità politica a farla da padrona, mitigata sempre meno anche nei casi in cui le Costituzioni dettino regole che consentirebbero di governare senza i problemi endemici di maggioranze ballerine.
Dunque esiste ormai una seria incapacità di trovare momenti di sintesi, di compromesso, di accordo, reso più difficile dalla mancanza di onestà nel mantenere la parola data e dal fatto evidente che chi governa pensa più alle elezioni che verranno a scelte, magari impopolari, che possono risolvere certe situazioni, specie in politica economica, visto che si tende dopo gli eccessi di regole di austerità a tornare ad una spesa pubblica allegra con l'uso del debito pubblico come "pozzo di San Patrizio".

La Svizzera e i cambiamenti climatici sulle Alpi

Se vivessimo in uno Stato alpino, il tema dei ghiacciai che stanno scomparendo sarebbe un tema capitale. Ma l'Italia - lo "Stivale" della nostra infanzia - malgrado la vasta estensione delle Alpi resta un Paese che considera l'Arco alpino come marginale zona di confine, vista nella logica romanocentrica che resta fondamentale nella visione complessiva.
Chi auspica che le Autonomie regionali - comprese quelle Speciali - sfocino prima o poi nel federalismo non lo fanno per nulla. Si sa, però, che il clima è esattamente inverso in questa fase storica, senza troppe eccezioni.
Ci pensavo, leggendo in queste ore sul sito del giornale svizzero "Le Matin" un articolo, che annuncia un'iniziativa politica di fatto impensabile in Italia non solo per la diversità degli ordinamenti giuridici, ma anche per le differenti volontà appena descritte.
Lo riporto tale e quale: "La protection du climat devrait être ancrée dans la constitution et les émissions de gaz à effet de serre réduites à zéro d'ici 2050. C'est ce que vise l'initiative populaire pour les glaciers. Ses initiants ont jusqu'au 30 octobre 2020 pour récolter les signatures".

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