April 2019

Un matrimonio su due si dissolve

Separazioni...Essendo divorziato, sarebbe sinceramente ridicolo se mi mettessi a fare la morale a chi si separa e poi divorzia, ma credo che si debba parlare dell'evoluzione in corso in termini generali e si debba essere attenti a quanto avviene, specie per i riflessi che ci sono sulla vita delle persone e sul ruolo del settore pubblico.
Intendiamoci bene: se facessi l'ipocrita sarei in vasta compagnia. Infatti, da quando il divorzio è legale in Italia (1970, con il celebre referendum nel 1974) fior fiore di politici di area cattolica o della destra conservatrice esaltano la famiglia in termini ora melensi e ora indignati e filosofeggiano sul tema con grande piglio e con cipiglio per gli "irregolari" rispetto alla loro rigida eticità. Peccato però che la loro vita privata ed i propri costumi siano all'insegna di comportamenti esattamente contrari a quanto predicano per gli altri senza alcun senso del ridicolo. Come si dice: "predicano bene e razzolano male".

Il civismo nel portafoglio

Il mio ritrovato portafoglioCi sono elementi quotidiani che ti fanno ragionare dal piccolo al grande. Ed è un esercizio utile quello di rifarsi anche al più minuto degli avvenimenti per chi voglia guardarsi attorno con interesse, sapendo come nella nostra umanità i comportamenti talvolta prescindono dalla proporzione cui si applicano. Ecco a voi, dunque, un episodio piccolo e personale ma significativo di questo osservare il mondo.
Ho smarrito stupidamente il mio portafoglio, scivolatomi da una tasca della giacca mentre attraversavo la strada, ed è rimasto a giacere sull'asfalto fra automobilisti indifferenti. Me lo ha raccontato chi lo ha visto: Lorenza ha accostato la sua auto ed è scesa a prenderlo, contattandomi in seguito con il lieto fine della riconsegna e della mia gratitudine.

La conchiglia e il Web

Una chiocciolaGli animali nascosti nelle loro corazze mi hanno sempre fatto impressione. Come tutti i bambini ho studiato le chiocciole (dette impropriamente "lumache", che sono invece quelle senza guscio) nelle loro diverse reazioni. Dal ritrarre le "corna" (scientificamente sono i tentacoli con l'occhio sommitale) allo scomparire nella conchiglia: esisteva una sorta di gusto della scoperta per capire come funzionassero questi sistemi di protezione. Idem per gli animali marini dentro le conchiglie: il più interessante per me esploratore era il "Paguro Bernardo" (che da un'espressione scherzosa in provenzale divenne poi nome scientifico scelto da Linneo), di cui sulla spiaggia avevo approfondito i comportamenti e da adulto ho visto che in certe occasioni con i piccoli granchietti eremiti vengono persino organizzate improbabili e scherzose corse sulla sabbia.

La lezione della Pasqua

Enzo Bianchi ai recenti 'Colloqui del Forte di Bard'Alla Pasqua ognuno può dare il significato che vuole. Per i cristiani è anzitutto la festa religiosa più importante e si ripropone quella vicenda umana e divina di Gesù sulla croce - il simbolo drammatico per una religione che ruota il suo pensiero attorno all'amore - e poi naturalmente la resurrezione, che è il momento di speranza dopo la tragedia.
Dice Enzo Bianchi, già priore della comunità di Bose: «Per i cristiani la Pasqua è il significato che fonda tutta la loro fede, perché è la memoria della Resurrezione di Gesù Cristo. E quindi del fatto che la morte non è più l'ultima frontiera. Gesù era un uomo, ma era anche il figlio di Dio: i cristiani lo confessano nel Credo, costantemente. Paolo l'apostolo arriva a dire "Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede". Quindi la fede dei cristiani si fonda tutta sulla Resurrezione di Gesù, che attualmente è vivente e presente all'interno della Storia come qualcuno che ne cambia definitivamente le sorti».

Buona Pasqua!

Le uova di cioccolato del piccolo AlexisEccoci a Pasqua! Anzitutto tanti auguri a tutti i miei lettori, sperando per loro tante cose belle.
Confesso quest'oggi la mia totale pigrizia e l'attesa, certo infantile, di un rito del tutto inventato per la mattina di Pasqua. Si mettono assieme le uova ricevute e si fa colazione con una salutare - essendo una tantum… - mangiata di cioccolato di vario gusto ed ormai i chocolatier si sono scatenati in varianti infinite e gustose.
Perché le uova? La "Treccani" per ragazzi ricorda la profondità di questo simbolo: "Per Pasqua era tradizione avere sulla tavola uova dipinte, oggi, quasi sempre, sostituite da uova di cioccolata. In molte religioni l'uovo è il segno della rinascita, della fecondità e della rigenerazione. Gli Egiziani mettevano delle uova dentro le loro tombe, i Romani usavano dire: "Tutte le cose viventi provengono da un uovo". Esistono anche antiche tradizioni pagane che festeggiavano l'arrivo della primavera con lo scambio di uova".

Siamo quello che mangiamo

Paul ArièsIn queste ore da "grande bouffe" pasquale e da scampagnata di Pasquetta scrivere di cibo può apparire scontato. Le feste comandate sono occasioni che iniziano e finiscono a tavola e questo è quanto è capitato anche a me in queste ore, e devo ammettere con soddisfazione e successivo sforzo digestivo.
«Siamo quello che mangiamo»: così diceva a inizio Ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, sostenendo che un popolo può migliorare con l'opportuna alimentazione. Era la sua una visione più filosofica che scientifica, mentre oggi vediamo quella frase nel solco dell'educazione alimentare. Non ci vuole molto a constatare che tutti facciamo più attenzione, compresi coloro che - e siamo la larga maggioranza - restano onnivori.

La strana storia di "Bella ciao"

Le star francesi che cantano 'Bella ciao', Slimane, Dadju, Naestro, Vitaa e Maître GimsQuando si parla di notizie false, che finiscono per diventare patrimonio comune, c'è una storia istruttiva per chi, come me, conosce dai tempi della scuola una famosa canzone, vendutami come «canzone partigiana» e per questo ne parlo con l'approssimarsi della data che per me è davvero una Festa di Liberazione, vale a dire il 25 aprile. Si tratta di "Bella ciao", ripresa ancora di recente da molti gruppi e assurta nella classifica dei brani più venduti, prima in Spagna come colonna sonora di una serie di "Netfix", "La Carta di carta", e poi in Francia, sempre nelle hit, grazie ad una riproposizione del brano con Naestro, Maitre Gims, Slimane, Vitaa e Dadju, delle star Oltralpe. Ma "Bella Ciao" è stata cantata in diverse occasione da folle in protesta, come dagli indipendentisti catalani a Barcellona.

A tutta birra!

Una birra a Monaco di BavieraIl punto di partenza è un brano tratto dal libro spassoso "Breve storia dell'ubriachezza" di Mark Forsyth: «Sembra che la birra esistesse ancor prima che esistessero i templi o l'agricoltura. Il che ci porta a una grande teoria sulla storia umana: non abbiamo cominciato a coltivare perché volevamo del cibo, in giro se ne trovava parecchio. Abbiamo cominciato a coltivare perché volevamo qualcosa da bere».
Aggiunge con un grande humour: «E' molto più plausibile di quel che si potrebbe pensare, per sei motivi.
Uno, la birra è più facile da preparare del pane, visto che non servono forni roventi.
Due, la birra contiene la vitamina B, necessaria agli esseri umani per mantenersi forti e in salute. I cacciatori ricavano la vitamina B mangiando altri animali. In una dieta a base di pane - senza birra - i coltivatori di cereali si sarebbero trasformati dal primo all'ultimo in mollaccioni anemici e sarebbero stati uccisi dai cacciatori più robusti e sani. Ma è la fermentazione del grano e dell'orzo a produrre la vitamina B»
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Resistenza e Liberazione: punti fermi

I militanti di 'Forza nuova' con uno striscione criminale in occasione del 25 aprileEmil Cioran ha scritto: «La storia, a voler essere esatti, non si ripete, ma, poiché le illusioni di cui l'uomo è capace sono limitate di numero, esse ritornano sempre sotto un diverso travestimento, dando così a una porcheria ultra-decrepita un'aria di novità e una vernice tragica».
Per me questo è il 25 aprile, giorno della Liberazione. Non entro neanche più nelle logiche amico-nemico che avvelenano sempre più le dispute sulla Resistenza in una forbice fra revisionismo storico - sempre giusto a condizione che siano studiosi seri a sciogliere dubbi e non a giocare coi fatti - e l'orrore senza appello del negazionismo, che comincia con l'Olocausto per contaminare e sporcare tutto sempre in una logica di riscrittura per riabilitazioni impossibili.

Torna il Mezzalama

Sono fiero di essere stato, nelle riedizioni a cavallo fra gli anni Novanta e il Duemila, il presidente della "Fondazione Mezzalama". Non ho potuto ritirare il riconoscimento ai "rifondatori" dato quest'anno per un mio impedimento, ma sono lieto di questa scelta di non dimenticare coloro che fecero rinascere questa competizione di sci alpinismo cosi prestigiosa e fiore all'occhiello per l'alta montagna fra Breuil-Cervinia e Gressoney-Saint-Jean, simbolo della magnificenza delle montagne valdostane.
Lo spirito di Ottorino Mezzalama sarà lieto che atleti di tutto il mondo percorrano in suo nome, sci ai piedi, quelle vette alpine che amava.
Era nato, in verità, nella pianeggiante Bologna nel 1888, ma si trasferì presto a Torino. Era uno degli iscritti allo "Ski club Torino", il primo sodalizio ufficiale ad occuparsi di questa pratica sportiva nel 1901 in piena epoca pionieristica. All'epoca non esisteva l'italiano "sci", ma si diceva "ski" alla francese.
Mezzalama era un atleta vero e proprio di quell'epoca pionieristica e nel giugno del 1927 compì la prima ascensione sciistica italiana al Monte Bianco, e la settima sciistica in assoluto, in compagnia di Ettore Santi, per i "Grands Mulets". Morì, dall'altra parte delle Alpi, per una slavina il 23 febbraio 1931, mentre scendeva dal "Rifugio Gino Biasi", in provincia di Bolzano, in compagnia di Domenico Mazzocchi.
Nel suo ricordo nacque il "Trofeo Mezzalama", gara di scialpinismo sul massiccio del Monte Rosa, anzi ad essere precisi dal Cervino al Monte Rosa (anche se poi è stato fatto anche il percorso inverso).
Lo stesso Mezzalama sarebbe stupefatto dell'evoluzione dello sci e del suo progenitore, lo scialpinismo, prima che gli impianti modificassero questo sport, diventato di massa.

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