September 2018

Tante Autonomie in una

La tante sfaccettature dell'AutonomiaSono i problemi contingenti - alcuni importantissimi, come la crisi del Casinò, il futuro di "Cva", i rapporti finanziari e giuridici con lo Stato - ad immergere il dibattito politico e amministrativo (perché si governa con atti ed il Consiglio Valle dovrebbe occuparsi soprattutto di legiferare) in un brodo di coltura fatto di discussioni forti, riunioni più o meno segrete, posizioni rigide secondo le tattiche, alleanze cangianti secondo le strategie.
Chi ne è più spettatore che protagonista - perché in certi casi si vede sempre più di come la responsabilità sia di chi vota nelle sedi istituzionali - segue con la giusta curiosità e, quando il caso, con il giusto impegno i differenti dossier, sapendo che una Legislatura regionale è lastricata di problemi dal diverso livello di difficoltà e si può presentare il miglior programma di governo possibile, ma poi arrivano varianti e novità non sempre piacevoli. Chi pensa a posti di responsabilità come sedie riscaldate per i sederi dei membri della "casta" dovrebbe passare qualche mese in certi ruoli per capire se davvero sia tutto rosa e fiori.

La Politica si fa a tavola?

Dmitri Medvedev e Barack Obama nel 2010 mentre mangiano un hamburgerQuella persona seria che è l'ex ministro Carlo Calenda - per uscire dalla paralisi in cui sembra precipitato il Partito Democratico (e io dico «ben gli sta!», dopo il tentativo improvvido di riformare malamente la Costituzione) - ha invitato a cena, come avevo letto su "Twitter", altri tre big del partito Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti.
Apriti cielo! Gli esclusi si sono sentiti subito mancare e nasce la contromossa di Nicola Zingaretti, per ora l'unico candidato ufficiale alle primarie del PD, ha lanciato - con evidente spirito di rivalsa - una serata alternativa, evidentemente provocatoria, con un imprenditore, un operaio, uno studente, un professore, un volontario e un professionista. Evito ogni commento.

Catalogna: le idee in prigione

L'ex ministro dell'interno catalano Joaquim FornMi ribello all'idea che l'Europa e i Paesi democratici di tutto il mondo tacciano sul destino della Catalogna e spero davvero che ci siano azioni diplomatiche sotterranee per scuotere la Spagna e la sua scelta inaccettabile di privare i catalani di una mediazione politica a favore di una logica poliziesca e giudiziaria, che stride con i diritti costituzionali basilari.
Penso al destino dei nove leader catalani in carcere in una detenzione preventiva degna di una dittatura. Sei sono ex membri del Governo che promosse il referendum considerato illegale di autodeterminazione del 1° ottobre 2017. Una, Carme Forcadell, è la ex presidente del Parlamento, sciolto da Madrid con il commissariamento dell'Autonomia regionale. Gli ultimi due sono i presidenti dei movimenti civici indipendentisti, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart.

Libri contro l'oblio

La copertina del libro di Rosella PostorinoSia chiaro quanto i libri di storia - dalla saggistica ai romanzi - siano un appiglio importante nei momenti che appaiono complessi: il passato non è solo una chiave di lettura che vale per quel che è stato, ma serve anche per leggere il presente, specie quando questo passa rapido sotto i nostri occhi e risulta di difficile comprensione. Penso alle caotiche situazioni italiana e pure di riflesso (e anche per responsabilità in proprio) valdostana, che ci obbligano a resettare i nostri pensieri, partendo da alcune certezze e fra queste la conoscenza del vissuto e il suo peso contro l'ignoranza, che è tenebra. Mi fa piacere, di conseguenza, che per una volta - prima di sapere a chi fosse stato assegnato il prestigioso Premio letterario "Campiello" - avessi già letto anzitempo l'autrice che lo ha stravinto, la scrittrice Rosella Postorino con il suo "Le assaggiatrici" ("Feltrinelli").

Le case della mia vita

Una piccola parte degli scatoloni del traslocoSpesso i pensieri sono alimentati dalla quotidianità e - partendo anche da un piccolo spunto - ci si allontana mano a mano sino a ritrovarsi distanti dal punto di partenza su di un terreno diverso dal semplice aspetto fattuale.
«La vostra casa è il vostro corpo più grande. Essa cresce nel sole e dorme nella quiete della notte, e non è priva di sogni. Non sogna forse la vostra casa?».
Così ha scritto Kahlil Gibran, dando quel senso di familiarità e di vita che le case possono o forse dovrebbero avere. Non che le case pensino o ci siano davvero fantasmi o spiriti che le animano, ma è vero che le case finiscono per avere una loro personalità, riflesso di noi stessi, di chi le ha costruite e abitate.
Ci penso in queste ore, impegnato in un trasloco, lasciando la casa dove abito da qualche anno.

Quando muore un ragazzino

L'epigrafe, a Quart, del piccolo MatteoI drammi del mondo non possono pesare troppo sulla nostra quotidianità e non per egoismo o disinteresse. Nel senso che, se davvero fosse così e se dovessimo riempire la nostra testa di tragedie che paiono infinite, non muoveremmo più un passo, come schiacciati da un peso di dolore che scorre a fiumi. Invece, com'è normale che sia, ci concentriamo - pur non vivendo in una bolla d'aria - sulle cose da fare. Quando impariamo a volerci bene, ci attacchiamo agli affetti più veri, meno traditori.
Capita di pensare a questo quando, invece, un fatto di cronaca - apparentemente circoscritto proprio rispetto alle vicende di grande dimensione - appare come un lampo e ti immedesimi, mettendoti appunto nei panni di chi ci si ritrova.
Leggo di questo ragazzino di tredici anni, Matteo, morto in bicicletta, scendendo da una strada che porta al castello di Quart contro una vettura (le dinamiche sono in via di accertamento).

Il penoso assalto alle macellerie

I macellai in Francia incominciano ad avere paura. Già alcuni loro negozi sono stati danneggiati e alcuni di loro sono stati minacciati fisicamente.
Per altro le stesse manifestazioni pacifiche di queste ore degli antispecisti hanno avuto un tono che certo preoccupa per le connessioni con chi alla fine sceglie la violenza.
Mi spiego meglio con una cronaca su "HuffingtonPost" versione francese: "Des militants antispécistes ont organisé samedi 22 septembre des happenings pacifiques devant des boucheries en France pour dénoncer le "zoocide" que représentent, selon eux, l'élevage, le commerce et la consommation de viande, alors que les dégradations de vitrines de boucheries se sont multipliées ces derniers mois.
"Boucherie Abolition", qui organisait les happenings avec d'autres mouvements tel que "269 Life France", dénonce le "système zoophage". Les antispécistes s'opposent à toute hiérarchie entre espèces, notamment entre l'être humain et les animaux"
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Nos adieux à Paul Guichonnet

Paul GuichonnetCi sono persone che, quando muoiono, non solo lasciano un grande rimpianto, ma si tratta di una perdita culturale irreparabile, per quanto abbiano lasciato molti scritti ed anche - nel caso in esame - alcune belle interviste televisive, espressione delle proprie conoscenze e delle proprie idee. Chissà se un giorno scopriremo come riversare dai neuroni di grandi studiosi quel loro patrimonio enorme, racchiuso nel cervello, di cui perdiamo pezzi significativi, quando ci lasciano.
Ci pensavo, riflettendo sulla scomparsa - avvenuta pochi giorni fa - di una grande personalità, che avevo conosciuto in diverse occasioni, cementando un rapporto di simpatia che mi ha sempre accompagnato come qualcosa di cui essere fiero. Si trattava di uomo simpatico e gentile, si direbbe - certo per via dell'anagrafe ma anche per il tratto distinto - "d'altri tempi", che aveva però dietro la squisita cortesia una tempra d'acciaio nella difesa del particolarismo dei popoli alpini.

Valle d'Aosta: demografia inquietante

Panchine ed altalene in un parco giochi ad AostaPotrei impressionare, ma annoiare, con tutti i dati demografici valdostani di cui ci sono sequenze temporali interessanti. In sintesi questo il quadro di questi tempi: poche e calanti nascite rispetto alle morti, un progressivo invecchiamento della popolazione, un flusso di emigrazione giovanile, persino - di recente - una fuga di chi era immigrato in Valle provenendo da Paesi stranieri.
Eppure questo insieme di problemi - che non ha nulla della denatalità felice di situazioni di eccesso di popolazione - sembra alla fine destinato a non essere mai in prima pagina nel dibattito politico.
Eppure questo lento spegnimento è un fenomeno visibile. Lo è in termini "macro" guardando ai dati di alcuni piccoli Comuni, specie quelli di media montagna o quelli di montagna senza grandi numeri turistici, che si stanno lentamente esaurendo come comunità vitali con fenomeni, tra l'altro, di residenze "di carta" di chi abita altrove, ma finge per puro affetto di avere la casa nel proprio paese di origine.

No al burqa

Donne in 'niqab' sorridenti (!) mentre si fanno fotografareL'impatto di culture diverse dalla propria ha sempre creato problemi ai Paesi di accoglienza e più sono diversi gli usi e i costumi, maggiore è stato lo sforzo per conciliare due spinte diverse altrettanto legittime.
Da una parte la richiesta di chi c'era già di integrare "lo straniero", mentre per quest'ultimo è comprensibile voler mantenere aspetti importanti della propria identità, che possono anche in molti casi arricchire il mondo in cui va a vivere.
Tutto ruota alla fine fra altri due opposti: da una parte il "relativismo culturale" (concezione secondo la quale gli elementi di una data cultura vanno compresi e valutati nell'ambito del gruppo sociale a cui essa appartiene. In tale prospettiva non si può più considerare una data cultura superiore o inferiore a un'altra (ad esempio, quella occidentale), ma semplicemente diversa), dall'altra "l'etnocentrismo" (la tendenza a giudicare le altre culture ed a interpretarle in base ai criteri della propria ed a proiettare su di esse il nostro concetto di evoluzione, di progresso, di sviluppo, di benessere).

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