August 2018

Il Nord-Ovest dei "Tir"

Il cantiere della 'Tav' in Val SusaSpiace dover tornare con chiarezza su un punto essenziale per il futuro della piccola Valle d'Aosta e del suo ruolo cardine per il trasporto delle merci in Europa e per il flusso turistico attraverso le Alpi verso il Mediterraneo e, all'inverso, in direzione Nord Europa.
La "Tav", cioè il traforo ferroviario nella tratta "Torino - Lione" con lungo tunnel sotto le Alpi, è diventato terreno di scontro per larga parte della Val di Susa. Questo è avvenuto - lo dimostra la mancanza di analogo movimento popolare avverso per l'ancora più lungo traforo ferroviario del Brennero - perché non c'è stato un dialogo iniziale con la popolazione pacifica e gentile, cui si sono appiccicati nel tempo nella protesta movimenti, anche violenti, dai "no-global" ai centri sociali, dai "grillini" agli "anarco-insurrezionalisti". Insomma: dal diavolo all'acqua santa. Tutti contro la Ferrovia diavolaccio, capitalista, distruttrice, sintesi di lobbies orrende ed avanti con le peggio cose.

Come Fantozzi all'Ikea

Io all'IkeaCi vorrebbe la penna "alla Gogol" di Paolo Villaggio e la capacità di immedesimarsi nel suo personaggio Ugo Fantozzi, che ha segnato un'epoca con la sua maschera ed il suo linguaggio, per descrivere come ci si possa porre di fronte al diktat della gentil consorte nel cuore dell'estate: «facciamo un salto all'Ikea». Verrebbe da rispondere con un tranchant: «Agosto, moglie mia non ti conosco» e darsi alla macchia. E, invece, si sale in macchina...
Ricordo che il fondatore di questi giganteschi store di mobili e oggettistica da casa si chiamava Ingvar Kamprad ed è morto nel gennaio di quest'anno alla veneranda età di novantun anni. Ricordo macabri commenti di chi si chiedeva se anche la sua bara sarebbe stata da montare, prima delle esequie.

Il filo sottile della Vita

Una calamita con la citazione di Nazim Hikmet"Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto"
.
(Nazim Hikmet)

Di fronte alla lettura di una poesia (ed il genere letterario è ingiustamente in crisi) ci sono sempre pensieri, che inevitabilmente si mischiano con quanto ci gira attorno e ci colpisce.
Capita a tutti di riflettere - e cercherò di spiegarmi - su quanto possa essere sottile la soglia fra la vita e la morte, fra la gioia e il dolore. Talvolta ci si accorge di essere stati vicini a questo passaggio per un avvenimento evitato per un soffio, quando si può dire, tirando un sospiro di sollievo: «L'ho scampata bella!».

Chi fa e chi non fa

Mattoncini 'Lego'Viviamo in un mondo complicato ed ogni tanto ti domandi se una vena di crescente pessimismo sia un'impressione passeggera o qualche cosa di grave incomba ormai su di noi. Temo la Storia, che cammina sulle gambe degli uomini, stia per farci affondare da qualche parte dopo decenni pieni di contraddizioni, ma in cui si era rimasti grossomodo in superficie.
Lo si vede da grandi argomenti e da impressioni più fattuali, che danno il segno dei tempi più di molto altro.
Avere a che fare con decisioni politiche significa, nell'attuale sistema, adoperare i diversi strumenti normativi ed amministrativi per assumere delle decisioni. Quindi questo vale sia per i politici che per dirigenti e funzionari, sapendo quanto le regole attuali leghino - nella complessità di un diritto amministrativo sempre più involuto e pieno di trabocchetti - i rispettivi destini.

L'interessante zoologo

Il libro di Ferdinando BoeroI cani non sono bambini piccoli o loro controfigure, sono cani. A costo di essere antipatico vorrei dirlo e ripeterlo all'infinito, reduce per altro da una lettura utile di un libro interessante dello zoologo Ferdinando Boero dal titolo "Ecco perché i cani fanno la pipì sulle ruote delle macchine". Sottotitolo: "L'uomo e il suo rapporto con gli altri animali e le leggi della natura" (Manni editore).
Il libro risponde con garbo e ironia, ma senza seguire mode, ad alcune domande, del genere: Che tipo di animale è l'uomo? E come si comporta con gli altri animali? Con quelli che mangia, con quelli che veste di cappottini firmati, con quelli verso cui prova solo ribrezzo? Il suo, capitolo dopo capitolo, con brevità e efficacia, è un viaggio nella storia dell'uomo nella biosfera: da quando l'Homo sapiens ha iniziato a cacciare, e poi allevare, fino alla "conversione animalista".

Il mio cuore è a Genova

La pagina di supporto al 'Movimento No Gronda' sul sito dei 'Cinque Stelle', ora rimossaAlla vigilia del Ferragosto appare sulla scena - a turbare l'animo di tutti noi - la tragedia di Genova, le cui immagini agghiaccianti hanno fatto purtroppo il giro del mondo, dando un senso di fragilità immanente con le molte rovine e quel camion fermo al limitare dell'improvviso strapiombo causato dal crollo di parte del "ponte Morandi", dove sono passato un sacco di volte. La denominazione - lo ricordo - è riferita dall'architetto Riccardo Morandi, che studiò l'aerea struttura in cemento armato inaugurata nel 1967, chiamato impropriamente "ponte di Brooklyn", visto che quello americano risale al 1883.
Bisogna anzitutto compartecipare al terribile lutto di chi ha visto i propri cari colpiti da questo infame crollo sotto i propri automezzi di una discussa infrastruttura e basta fare un giro sul Web per vedere che già era considerata un'opera sorvegliata speciale.

L'esempio del rifugio Fallère

Due opere di Siro Viérin che si incontrano salendo al rifugio 'Fallère', a destra l'Abbé CerlogneSono interessato da sempre al sorgere ed allo svilupparsi della civilisation valdôtaine e dunque mi è capitato tante volte di leggere quanto pubblicato per capire meglio le epoche più antiche e in parte misteriose in cui si sviluppò il popolamento della Valle d'Aosta. Particolarmente stimolanti sono l'insieme di ricerche sul campo e le successive ricostruzioni svoltesi nella vasta zona di grandi pascoli nel territorio del Mont Fallère, che va poi collegata in rete con ritrovamenti e con gli studi connessi che partono da scavi nelle zone vicine fino ad altre località delle Alpi che servono a risolvere alcuni rebus. Piano piano crescono le nostre acquisizioni e si aprono, con le scoperte degli studiosi, squarci di luce su popolazioni antiche e sulle loro caratteristiche.

Le emozioni giovanili e l'ipnotismo del Web

Un'immagine da 'Non c'è campo', film di Federico MocciaIn una di quelle serate estive oziose, per fortuna senza capo né coda, mi trovo per caso a scegliere un film alla televisione - piuttosto avara di pellicole interessanti - ed incappo in una storiella banale ma simpatica di ragazzi adolescenti, in epoca di Maturità (si tratta di un filone molto sfruttato), che intrecciano fra loro sentimenti vari, come avveniva per chiunque avesse un minimo di socialità da ragazzo. Il gioco - nel caso del film - è la scoperta di come si possa vivere comunque senza l'ossessione contemporanea della connessione, cioè chini attraverso gli apparati digitali in un mondo di "social" che finisce per svilire i rapporti interpersonali in carne ed ossa. Si tratta di un virus che ci colpisce tutti e che muta in negativo quei rapporti umani alla base della nostra vita e peggiora se ciò avviene in quel momento nascente in cui non sappiamo ancora che cosa sarà di noi.

Cronaca nera e foto sui "social"

Le foto dai 'social' di alcune delle vittime del 'ponte Morandi' di GenovaSembra passato un tempo infinito da quando cominciai a fare il giornalista nella pur piccola Valle d'Aosta per via di una sconvolgente e rapidissima evoluzione tecnologica, che ha modificato usi e costumi. Considero la gran parte di queste novità come un elemento positivo e chi si arrocca nella difesa del passato sepolto si fa solo del male, come certi miei conoscenti fierissimi di non usare il computer o beati nel considerare la Rete come qualcosa da disprezzare.
Certo è che una quarantina di anni fa le notizie si cercavano andando in giro o per telefono: non esisteva altro, nessuna agenzia ("Ansa" batteva sporadiche notizie da Aosta), niente Web, scarsi comunicati stampa. Era un lavoro di ricerca e dunque giornalismo ruspante che prevedeva fatica e ingegno.

Genova e le conseguenze sulle autostrade

L'ingresso dell'autostrada 'A5' ad AostaAnche se non si piange sul latte versato, qualcosa non ha funzionato, sin dai primi momenti, dopo la tragedia del ponte crollato a Genova, e mi riferisco alle reazioni di chi a Roma deve essere sempre cauto nelle dichiarazioni a caldo per il proprio ruolo istituzionale, da non piegare alle esigenze elettoralistiche. Ciò vale in particolare per l'attenzione - fatto nodale in una democrazia occidentale - alla ripartizione dei poteri, che assegna compiti precisi alla Magistratura. Certo, ai giudici spetta ora il compito di essere rapidi nella determinazione dei fatti e delle responsabilità per non far cadere l'inchiesta penale nella palude del "nulla di fatto" o in tempi così lunghi da essere inaccettabili per chi - familiari dei morti e genovesi senza collegamenti in primis - aspetta Giustizia.

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