February 2018

Il centralismo pure sulle foreste

La natura della Valle d'Aosta in mano allo Stato?Sarebbe bene che chi crede nel regionalismo drizzasse le orecchie per l'assenza di questo tema nel dibattito politico italiano nel corso della campagna elettorale, in vista delle imminenti elezioni politiche.
Ci sono, però, nel leggere le normative varate dallo Stato, che evidentemente sono sfuggite a chi in Parlamento dovrebbe vigilare ed anche a chi dovrebbe vigilare sui pareri nella "Conferenza Stato-Regioni", elementi di preoccupazione. Vorrei, a questo proposito, partire da due formulette, spesso adoperate nella legislazione italiana e che mostrano certe volontà molto più di altre cose.
La prima è una affermazione inutile e apodittica - cioè quando si dice una cosa che è già evidente e scontata - che suona così: "Le disposizioni del presente decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto e nei limiti degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione".

Il compleanno di chi non c'è più

Io e mio fratello Alberto con il nostro papà SandroIn questi giorni mio papà avrebbe festeggiato il suo compleanno. In realtà è morto alla veneranda età di 86 anni nel 2009. Mi capita però di pensare, in questi tempi che appaiono difficili, di che tipo di vita abbia fatto quella generazione di genitori, perché è sempre utile comparare i tempi presenti con quanto loro si trovarono ad affrontare. Non si tratta di avere motivi consolatori rispetto alla situazione attuale, ma di ricordare - per rispetto e verità dei fatti - che cosa loro abbiano vissuto.
Mio padre era nato nel 1923 (per caso ciò avvenne a Belluno, dove mio nonno era Prefetto): era - ormai quasi un secolo fa - il periodo in cui iniziava di fatto quel Ventennio fascista che porterà quei neonati a vivere a crescere dentro una dittatura. Per contestualizzare: esce il libro "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo, nell'azionariato della "Juventus" entra la famiglia Agnelli, Adolf Hitler finisce in prigione dopo il fallito primo putsch di Monaco, a Davos c'è la prima gara internazionale di un nuovo sport, l'hockey su ghiaccio.

Quando la montagna entrò nella Costituzione

Una suggestiva immagine di Aosta e della sue montagne di Marco Biasi"La Valle d'Aosta, in considerazione delle sue condizioni geografiche, economiche e linguistiche del tutto particolari, è costituita in circoscrizione autonoma con capoluogo in Aosta".
Questo articolo 1 del decreto luogotenenziale del 1945 da cui è nata la prima forma autonomistica, pienamente vivente non solo per via della giurisprudenza della Corte Costituzionale ma anche per l'esplicito riferimento all'"ordinamento valdostano" nell'articolo 48 bis dello Statuto speciale dovrebbe essere imparato a memoria da tutti i valdostani. In quel "geografiche, economiche e linguistiche" c'è tutto un mondo, compresa beninteso la nostra chiara appartenenza al mondo alpino. A quella "montagna" che ha bisogno di politiche particolari per assicurare la presenza umana.

Il grintoso Calenda

Il ministro Carlo CalendaCredo che questo Carlo Calenda, che seguo su "Twitter" per l'immediatezza della sua messaggistica, sia un politico sui generis da seguire con grande attenzione. Se non altro nell'Italia che sprofonda nel vizio democristiano dei mille volti è uno che parla senza peli sulla lingua. Lo ha fatto di recente, nelle sue vesti di ministro dello Sviluppo economico, per quell'azienda, la "Embraco" del gruppo Usa "Whirlpool", che ha confermato i cinquecento licenziamenti a Torino ed il "no" alla cassa integrazione proposta dal Governo, decisa ormai a delocalizzare lo stabilimento in Slovenia. Calenda ha spiegato i suoi dubbi alla commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager, segnalando come questo avverrebbe con l'uso dei fondi strutturali o con forme di aiuto di Stato.

La Catalogna e il "no" alla violenza

Jordi Perellò, il meccanico di ReusLeggo tutti i giorni su "La Repubblica" la rubrica di lettere-intervento dei lettori "Invececoncita" a cura di Concita De Gregorio. Ieri sulla Catalogna scriveva Rossella Selmini e sottoscrivo con il cuore per una mia riflessione. E ciò vale soprattutto per un'opinione pubblica fomentata da commentatori sempre più ostili alla Catalogna con argomenti davvero da partito preso.
Questo l'inizio: «Sono italiana, lavoro negli Stati Uniti, ho girato parecchio l'Europa, per ragioni personali e professionali. Vorrei parlare del meccanico di Reus, città del Sud della Catalogna, che si è rifiutato di revisionare l'auto di un agente della polizia nazionale spagnola e che per questo è stato denunciato per incitamento all'odio. Il meccanico di Reus ha spiegato con garbo che non era nulla di personale ma che, dopo quanto successo durante il referendum del 1° ottobre, semplicemente non se la sentiva di lavorare per un corpo di polizia che aveva preso a manganellate i suoi concittadini. Ho visto un'intervista a questo meccanico: una bella faccia catalana, con l'aria dignitosa e sobria».

La dignità della politica

I leader politici al carnevale di ViareggioNon sono francamente in grado, in questo ultimo miglio di campagna elettorale per le Politiche, che è poi in verità una maratona, se si pensa all'immediato susseguirsi in Valle d'Aosta delle elezioni regionali, di giudicare quale sia esattamente il livello di coinvolgimento, attuale e futuro, dei cittadini nelle campagne elettorali. Quando ero molto addentro a queste cose, non avevo un'esatta percezione della situazione: esiste ancora, purtroppo, una tendenza ad evitare il "franc-parler" con chi è un eletto o con chi si ritiene che sia ancora in qualche modo un addetto ai lavori. Questa distonia fra il "percepito" e la "realtà" rischia talvolta di creare visioni sbagliate.
Quel che è certo - e più ci si allontana da un proprio coinvolgimento diretto nelle operazioni pre-elettorali - è l'esistenza di fossato crescente con la politica o meglio con i politici percepiti come un elemento distante, se non addirittura ostile o da osteggiare.

La "svolta" altoatesina della Boschi

Maria Elena BoschiLa politica è fatta anche di vicende che lasciano perplessi e devo dire che non finisco mai di stupirmi, specie quando alleanze e scelte sfidano le leggi del buonsenso. Lo diceva Otto von Bismarck: «La politica è l'arte del possibile, la scienza del relativo». Per cui tocca capire ma forse mai rassegnarsi.
Maria Elena Boschi aveva detto che se avesse perso il referendum sulla riforma costituzionale di cui era madrina, come Ministro responsabile delle Riforme, se ne sarebbe andata. E' invece rimasta e con lei il suo sponsor - dimissionario mancato - Matteo Renzi, a cui è legata strettamente e non solo per la comune nascita e prima pratica politica in Toscana.
Sparita dal suo collegio ad Arezzo, per via dei guai bancari del babbo, è spuntata nel collegio uninominale di Bolzano, diventando improvvisamente filo-tirolese, ma con ben - se non ho perso qualcosa - quattro collegi plurinominali di cui è capolista, tre in Sicilia, uno nel Lazio e uno in Lombardia. Per non avere un seggio alla Camera dovrebbe cadere un meteorite come quello che causò la scomparsa dei dinosauri.

La politica è una passione, ma non solo

Un momento durante il mio discorso all'Assemblea di 'Mouv'
La Politica è una passione, ma è anche un dovere civico e non caso la libertà di associazione e il ruolo dei partiti godono di una tutela nella Costituzione. E ciò deriva come reazione alle logiche liberticide del periodo fascista da non dimenticare mai e dalla preoccupazione dei costituenti di permettere "con metodo democratico" quel diritto non comprimibile dei cittadini di associarsi liberamente.
Ci pensavo al giro di boa di "Mouv'" nel corso dell'Assemblea fondativa di sabato pomeriggio, quando ho avuto il piacere e l'onore di intervenire con un discorso di cui vi propongo l'audio.
Penso che questo incontro sia stato un momento importante e non divisivo, nella strada di una ricomposizione del mondo autonomista, che ha bisogno di momenti di confronto e di approfondimento. Bisogna esserci e non accontentarsi di delegare.

L'acqua in cui nuotiamo

Pesciolini bluLo scrittore David Foster Wallace, morto purtroppo in tragiche circostanze dieci anni fa, è stato per me uno degli spunti del mio discorso in occasione della recente riunione di "Mouv'", di cui ho messo l'audio qui. E' sua una storiella, che ho evocato, è che narra di due giovani pesci che nuotano sereni e spensierati. A un certo punto incontrano un pesce più anziano proveniente dalla direzione opposta. Questo fa un cenno di saluto e dice: «Salve ragazzi! Com'è l'acqua oggi?». I due giovani pesci proseguono per un po' finché, arrestandosi di colpo, uno guarda l'altro e stupito si domanda: «Acqua? Che cos'è l'acqua?».
Io l'ho usata per dire di come, per un giovane valdostano ed è compito dei "vecchi" pesci come me il passaggio di testimone, sia bene avere consapevolezza sulle ragioni dell'Autonomia valdostana e sull'impegno civico e di cittadinanza come caratteristica per sapere dove si vive. Bisogna essere coscienti di che cosa si attornia per non essere degli apolidi.

Dicono delle montagne

Il libro di Nicola Alessi e Silvia GranataQualunque cosa abbia nel titolo la parola "montagna" è per me attirante: ho passato una vita in politica a cercare di trovare soluzioni per i problemi delle montagne e già dall'uso del plurale si deve riflettere su un evidente paradosso. I territori montani sono diversi fra loro - e non solo per l'altimetria - ma esistono comuni denominatori che obbligano a guardarsi l'un con l'altro alla ricerca di quelle che il lessico comunitario chiama "buone pratiche". Ma le montagne non sono esseri viventi e dunque la discussione cammina attraverso le gambe degli uomini e in quel rapporto sempre difficile fra "Monte" e "Piano", fra chi ci abita e chi la frequenta e facendo anche attenzione a chi attorno alla montagna macina business con provvedimenti ad hoc di spoliazione dei diritti dei montanari, fingendo il contrario.
Certo è che le Alpi restano un paradigma e l'uso dell'aggettivo "alpino", che spesso coincide con "montano", dimostra questa primazia di montagne in cui le modellistiche diventano, nel bene ma anche nel male, esemplari.

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