November 2017

Bisogna sapere chi sei

Indicazioni chiareCapisco che mi capita troppo spesso di questi tempi - come un vizio ormai antico - di occuparmi di politica valdostana, ma cerco sempre di farlo, nei limiti delle mie possibilità, con una visione più generale per non chiudermi in un recinto. Ed anche, seppure non è facile da fare, senza affondare in quella fanghiglia di polemiche che caratterizza il clima generale. Con un ruolo di killeraggio assunto da alcuni, per altro i più mediocri, come capita con chi deve fare lavori sporchi di manovalanza per conto terzi contro i "nemici" che non cedono alla tentazione del conformismo.
Leggo spesso il costituzionalista Michele Ainis: lo trovo ficcante e colto, sapendo prendere argomenti difficili in modo originale e con un garbo antico che si fa affilato quando ci vuole.

Gomorra 3

Guardo in televisione - con l'aiuto della sottotitolazione perché il dialetto adoperato in larga parte mi è impossibile capirlo - la nuova serie di "Gomorra", giunta alla terza stagione.
Si tratta di una serie, nata da un'idea di Roberto Saviano, e liberamente tratta dal suo omonimo bestseller che da Napoli si è spostata in altre località legate alla camorra, tipo la Spagna, la Germania, l'Honduras e da quest'anno pure la Bulgaria. Con personaggi della serie che si destreggiano nelle lingue di quei Paesi, quando già non sanno farlo in italiano...
Mi sono sempre chiesto, essendo la fiction televisiva italiana venduta praticamente in tutto il mondo, quale immagine si comunichi dell'Italia e della criminalità organizzata che, come un piovra (ricordate "La Piovra", antesignana in qualche modo?), avvolge non solo più il Sud, ma anche il resto d'Italia, Valle d'Aosta compresa con la sua dose di 'ndrangheta, di cui potremmo davvero fare a meno ed un giorno verrà in cui capiremo chi e perché ha agevolato, accanto a galantuomini venuti dalla Calabria, l'arrivo invece dei "cattivi".

De gustibus: precetti e abitudini alimentari

Maurizio Crozza nei panni di Si vive ormai di etichette appiccicate con facilità nell'epoca in cui i nostri usi, consumi, abitudini sono alla mercé del profilo che di noi viene tracciato ogni volta che adoperiamo il Web. L'altro giorno - come due complottisti - ci siamo convinti con mia moglie che lei, "Siri", la voce degli "iPhone" ci ascolti, visto che è capitato si trovare in agenda appuntamenti di cui avevamo solo parlato! Per fortuna hanno chiuso i manicomi, altrimenti ci spedirebbero tutti e due a Collegno.
Certo è che "Apple", "Google", "Amazon", "Twitter", "Kindle" e via di questo passo conoscono bene i miei gusti e avranno scoperto anche le mie abitudini alimentari, che sono uno dei rovelli di questa nostra epoca. Appartengo ancora alla declinante specie degli onnivori, cioè coloro che si nutrono di cibi crudi e cotti, sia di origine vegetale che animale. In più sono un consumatore, moderato si intende, di bevande alcoliche, che è un ulteriore clivage nella nostra umanità.

Quelle bufale delle fake news

La più divertente 'fake news' della scorsa estate, con protagonisti Magic Johnson e Samuel L. JacksonSi torna a parlare delle "fake news": addirittura alla "Leopolda" renziana il tema è stato al centro dei dibattiti con la possibilità, poi sfumata, che il Partito Democratico si occupasse della materia con una legge vera e propria. Non è difficile capire il perché di questo interesse per la materia, almeno per due ragioni.
La prima è che si è che si è passati da una fase "artigianale" delle notizie falsificate ad una progressione "scientifica" del loro uso, incidente anche in caso di voto, come avvenuto nel corso delle Presidenziali americane, della "Brexit" inglese di e altre analoghe situazioni recenti. Il timore è che questo possa avvenire anche per le Politiche in Italia e lo stesso Matteo Renzi ha segnalato - anche sulla base di un lavoro di un ex hacker, Andrea Stroppa - strane connessioni sul Web, come la storia di notizie dubbie e manipolate, che "Cinque Stelle" e la Lega avrebbero dato in una logica "concordata". Gli interessati hanno smentito queste ricostruzioni giornalistiche.

Costruttori o giardinieri?

Giardinieri... fintiMi capita di questi tempi di girare molto la Valle d'Aosta, fuori dal lavoro che già ruota attorno a numerosi incontri che hanno però un perimetro ben diverso. Questo significa - ed è esercizio arricchente e bagno di umiltà per le proprie certezze - di poter parlare a persone molto diverse fra di loro con cui riflettere sulla politica, che poi vuol dire soppesare assieme un vasto campionario di cose della vita.
Sono in parte conoscenze o amicizie di vecchia data o anche nuovi contatti con persone con cui mi fa piacere, anzitutto, capire come vedono le situazioni in corso in cui si mischiano le storie personali con quelle della nostra comunità. Non avendo in questa fase di smarrimento complessivo certezze titaniche, il confronto è più che mai interessante in un'epoca nella quale troppo spesso sostituiamo il "faccia a faccia", gli "occhi negli occhi" (diffidare di chi non tiene gli sguardi!), con i pur utili e pratici utilizzi delle diverse messaggerie digitali.

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